10:07 14 Aprile 2021
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Polemiche sul contagio di dieci agenti in servizio nell'hotspot di Lampedusa, ancora una volta al limite della capienza. La denuncia del segretario generale del Coisp, Domenico Pianese, a Sputnik: "Nel centro ci sono circa 600 persone, la situazione è esplosiva ed è destinata a peggiorare".

La notizia della positività al Covid di dieci agenti in servizio nell’hotspot di Lampedusa indigna i sindacati di polizia e accende la polemica politica. Ad incalzare il Viminale è la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, che invoca un “immediato intervento risolutore”, mentre il leader della Lega, Matteo Salvini, denuncia una “situazione insostenibile”. E c’è anche chi parla di “bomba epidemiologica”.

Dal primo gennaio, secondo i dati del ministero dell’Interno, sulle nostre coste sono sbarcati 5.306 migranti. Il doppio rispetto allo stesso periodo del 2020. Il centro di prima accoglienza della più grande delle isole Pelagie è di nuovo al collasso. E la situazione per gli agenti che vigilano sulla sicurezza, assicura a Sputnik Italia il segretario generale del sindacato di polizia Coisp, Domenico Pianese, è destinata a peggiorare.

— Dieci poliziotti positivi al Covid, di cui quattro alla variante inglese. Ve lo aspettavate?

— L'emergenza che si è creata negli ultimi giorni nell'hotspot di Lampedusa era praticamente già scritta e facilmente prevedibile: lo scorso anno, quando sono stati modificati i dl sicurezza, abbiamo denunciato più volte la situazione esplosiva nell’hotspot, viste le migliaia di ospiti che lo affollavano.

Attualmente ci sono circa 600 migranti, nonostante il centro ne potrebbe contenere non più di un centinaio. E la situazione, nel giro di pochi mesi, peggiorerà.
  • Il centro di accoglienza di Lampedusa
    Il centro di accoglienza di Lampedusa
    © Foto : Coisp
  • Il centro di accoglienza di Lampedusa
    Il centro di accoglienza di Lampedusa
    © Foto : Coisp
  • Migranti nel centro di accoglienza di Lampedusa
    Migranti nel centro di accoglienza di Lampedusa
    © Foto : Coisp
  • Migranti nel centro di accoglienza di Lampedusa
    Migranti nel centro di accoglienza di Lampedusa
    © Foto : Coisp
  • Migranti nel centro di accoglienza di Lampedusa
    Migranti nel centro di accoglienza di Lampedusa
    © Foto : Coisp
  • Il centro di accoglienza di Lampedusa
    Il centro di accoglienza di Lampedusa
    © Foto : Coisp
  • Il centro di accoglienza di Lampedusa
    Il centro di accoglienza di Lampedusa
    © Foto : Coisp
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© Foto : Coisp
Il centro di accoglienza di Lampedusa

— Come si fa a garantire il distanziamento con questi numeri?

— È quasi impossibile garantirlo, a Lampedusa così come nei Cpr di tutta Italia, specialmente nei momenti di maggiore sovraffollamento. Quando saltano gli schemi, magari per tafferugli o vere e proprie risse, che sono all’ordine del giorno nei centri di accoglienza, le distanze di sicurezza vengono meno.

— Pensa che la situazione sull’isola possa sfuggire di mano con l’arrivo della bella stagione e l’aumento degli sbarchi?

— Oggi, con le condizioni favorevoli del tempo e l'avvicinarsi delle stagioni primaverile ed estiva, c'è una recrudescenza del fenomeno migratorio illegale destinata inevitabilmente a peggiorare. Così come i contagi tra gli agenti delle Forze dell’Ordine, anch’essi destinati ad aumentare considerevolmente.

Siamo solo all'inizio di una lunga fase che nei prossimi mesi ci metterà alle corde. E poi non va sottovalutata neanche la situazione della rotta balcanica: solo negli ultimi mesi dal confine italo-sloveno sono passati circa 6mila migranti clandestini. E ne arriveranno ancora.

— Come si dovrebbe intervenire?

— La situazione va affrontata in primis reintroducendo le limitazioni all'accoglienza rispetto alle aperture, secondo noi eccessive, con le quali si è allargata a dismisura la possibilità dei migranti clandestini di permanere sul territorio nazionale. Bisogna agire anche attraverso accordi internazionali che blocchino nei porti di partenza queste carrette del mare che molto spesso provocano molti morti tra chi tenta le traversate di fortuna per arrivare in Italia. Dobbiamo avere ben presente, infatti, che la gestione del traffico di esseri umani è in mano a organizzazioni criminali che si arricchiscono sulla disperazione e sulla speranza di una vita migliore. Ed è proprio nei confronti dei trafficanti di uomini che bisogna intervenire.

— Pensa che gli agenti che si occupano della sorveglianza nei centri di accoglienza siano adeguatamente tutelati?

— Le tutele sono le stesse per tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine che svolgono questo tipo di servizio, da Lampedusa al Cpr di via Corelli, a Milano. Il problema però è legato al sovraffollamento: l’hotspot siciliano è il primo punto di approdo in Italia, c’è molto caos e il rischio di contagio aumenta, sia per i migranti che per gli agenti.

— Come sta procedendo la campagna di vaccinazione delle forze dell’ordine?

— A rilento, purtroppo, come per tutte le categorie a rischio. La maggior parte degli agenti che presta servizio a Lampedusa, infatti, non ha ancora ricevuto il vaccino.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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