21:37 25 Febbraio 2021
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A Milano nasce la prima concept house in Italia e al mondo sintonizzata con la GenerazioneZ. Si chiama Defhouse ed è una casa dove gli abitanti, giovani influencer, vengono stimolati in continuazione a coltivare la propria creatività.

Il progetto pluriennale, firmato da WSC (Web Stars Channel), si concretizza nella casa per talenti web-nativi in Europa, che non è solo una location ma un vero e proprio canale di comunicazione e un hub di formazione per i giovani. È una concept house ispirata ed aspirazionale per il mondo della GenZ, interattiva e ad alto contenuto tecnologico, studiata nei minimi particolari con accorgimenti di design in modo tale che qualsiasi spazio sia stimolante.

#FocusOnYourPotential
© Foto : UFFICIO STAMPA WSC
#FocusOnYourPotential

#FocusOnYourPotential: è questo il claim che accompagna 8 talent tra i 16 e i 20 anni, idoli e rappresentanti dei teenager, che troveranno in questo ambiente infinite opportunità per produrre contenuti, specialmente per Instagram e TikTok; giornalmente si creeranno tantissime occasioni per comunicare, intrattenere e condividere. Cultura, creatività, design e formazione sono i cardini attorno ai quali orbita l’intero progetto e sono gli stimoli che costantemente faranno esplodere il talento innato degli abitanti della Defhouse.

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Публикация от defhouse (@defhouse)

Luca Casadei
© Foto : UFFICIO STAMPA WSC
Luca Casadei
Per un approfondimento Sputnik Italia ha raggiunto Luca Casadei, l’ideatore del progetto, CEO e fondatore di Web Stars Channel (WSC) - la Digital Company specializzata nel creare contenuti attraverso l’anima del gruppo.

— Luca, perché avete definito la vostra iniziativa come un’Accademia del talento?

— Il nostro obiettivo principale è sicuramente cercare di portare i giovani ad istruirsi, a voler approfondire ma senza nessun pressing e sfruttando i metodi più efficaci. Stiamo cercando di far emergere quelle materie che sono fondamentali sia per lo sviluppo di un essere umano che per trovare un lavoro e trovarsi a proprio agio in una società.

Facciamo dei corsi di team building, che insegnano i ragazzi a socializzare, dei corsi di galateo per insegnare loro le buone maniere e di attualità per essere informati. Stiamo facendo una formazione per far sì che, quando i ragazzi escono dalla casa, possano diventare gli imprenditori di se stessi.

— Come la Defhouse è diversa dalle altre case per influencer che esistono oramai dappertutto?

— Nelle altre case si ostenta soprattutto il lusso, di solito i ragazzi tutto il giorno non fanno altro che sfornare post per i social. Noi invece organizziamo ogni ora della loro giornata: da lunedì a venerdì si studia, ogni weekend c’è una experience diversa. Il sabato è più ludico, facciamo in modo che i ragazzi possano divertirsi, e la domenica normalmente è più “civica”: andiamo a pulire le strade, collaboriamo con le diverse associazioni per far sì che i ragazzi imparino a fare del bene all'ambiente e al Pianeta.

Purtroppo i giovani d’oggi non sanno niente al di fuori dei balletti di TikTok e passano tutto il tempo con il cellulare in mano. Per insegnare loro qualcosa oltre ciò che già fa la scuola, bisogna essere molto strategici. Va costruito un metodo completamente diverso da quello a cui eravamo abituati noi. Per esempio, per spiegargli qualcosa di politica, bisogna partire raccontandogli la storia di qualche personaggio e poi far si che si appassionino all’argomento.  

— Potrebbe svelare che tipo di contratto hanno i ragazzi con il WSC?

— A livello professionale i ragazzi hanno un contratto con WSC. È un contratto sia di management che di gestione dei loro diritti, e della loro crescita. Poi hanno un contratto per poter stare in casa che abbiamo stipulato in primo luogo per il Covid, perché i ragazzi vivono insieme nella casa come conviventi, come una famiglia.

— Presumo ci siano delle spese da sostenere. Sono tutte a carico vostro?

— L’affitto della casa costa circa 500 euro al giorno, in più c’è il mantenimento e poi ci sono dei dipendenti che noi abbiamo assunto per vivere in casa con i ragazzi. I residenti non pagano nulla, noi siamo produttori, quindi paghiamo tutto quanto noi. E ogni volta che c’è un brand che “sale a bordo”, i ragazzi guadagnano su ogni collaborazione. Quindi, non spendono nulla ma guadagnano. In pochi mesi hanno già fatto tante attività, ad esempio con Enel, Vodafone, Benetton, Motta, ecc.

— Avete intenzione di aprire altre “house” in Italia o all’estero?

— Il progetto Defhouse è nato il 15 di ottobre, quindi ha solo 4 mesi di vita. Però ha già raggiunto un respiro fuori dei confini dell’Italia. Entro la fine di quest'anno apriremo una casa a Los Angeles e poi anche a Tokio in modo tale da abbracciare culture molto diverse tra loro: una europea, una americana e una giapponese.

In questo periodo, per l'internazionalità del progetto, stiamo ospitando in Defhouse alcuni ragazzi residenti di altre case nel mondo, oggi ne abbiamo 3 che vengono da Malta, staranno con noi per una settimana. Subito dopo ne arriveranno altri 3 o 4 dalla Francia. E inviteremo anche ragazzi dalla Spagna e dalla Russia. Portiamo loro da noi, a vivere la Defhouse e la cultura italiana, l’obiettivo è quello di contaminarci a vicenda.

Leggi la seconda parte dell'intervista

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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