18:56 07 Maggio 2021
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Dopo dimissioni in silenzio, il premier uscente Giuseppe Conte ha mostrato di non voler abbandonare la scena politica.

Il Professore ha preso per mano il M5S, lo conduce alla maggioranza Draghi e si propone alla guida del Movimento frammentato che in questo momento di difficoltà ha bisogno di un leader forte e autorevole. 

“Agli amici del Movimento 5 stelle dico: io ci sono e ci sarò”, - ha sottolineato il presidente del Consiglio dimissionario parlando fuori da Palazzo Chigi.

Che ruolo svolgerà l’Avvocato del popolo in questa fase politica? Farà parte del nuovo esecutivo? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto il Prof. Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes.

— Prof. Fara, qual è la Sua lettura della conferenza stampa di Giuseppe Conte e della dichiarazione non istituzionale dello stesso? Sembra che il premier uscente non abbia intenzione di ritirarsi dalla politica?

— Che Conte non abbia intenzione di ritirarsi dalla politica mi sembra del tutto evidente, così come è evidente che punti ad assumere la leadership del Movimento 5 Stelle. Stiamo assistendo all’assunzione da parte di Conte di un ruolo politico vero e proprio. Conte era arrivato alla guida del Governo da perfetto sconosciuto e lascia la Presidenza del Consiglio da leader con un vasto consenso presso l'opinione pubblica. Il tempo ci dirà se e come questa metamorfosi possa avere un futuro politico.

— Conte torna in scena per lanciare l’alleanza giallo-rossa e spingere il M5s verso il sostegno a Draghi. A Suo avviso, le parole del presidente del Consiglio dimissionario insieme a quelle di Luigi Di Maio, potrebbero portare il Movimento nella nuova maggioranza?

— Mi pare che questo sia già nei fatti, sia Conte che Di Maio si sono espressi positivamente nei confronti di una collaborazione con Draghi e al loro peso si è aggiunto quello, forse più determinante, di Beppe Grillo che ha spinto il Movimento verso una sostanziale apertura nei confronti di Draghi. Tuttavia, il Movimento è percorso da tensioni di segno diverso e non è da escludere che anche nel breve periodo possa spaccarsi considerando il numero non del tutto esiguo di dissenzienti rispetto alla linea che il Movimento ha intrapreso.

— E come invece valuta le mosse della Lega?

— Salvini ha dimostrato in queste ultime ore un cambiamento di passo che forse nessuno si aspettava. Ha garantito a Draghi un appoggio senza condizioni, rimettendo in gioco il partito.

— Conte ha auspicato «un governo politico che sia solido e che abbia quella sufficiente coesione per poter operare scelte eminentemente politiche perché le urgenze del Paese richiedono scelte politiche e non possono essere affidate a squadre di tecnici». Che composizione avrà la squadra di Mario Draghi: sarà un dream team di tecnici e politici, come sostengono molto esperti, e quindi a questo punto la formula scelta dal Capo dello Stato non verrà presa in piena considerazione?

— Conte ha avuto due anni di tempo per mettere in evidenza le sue capacità, che non mi pare abbiano prodotto grandi risultati sui diversi fronti, da quello politico a quello alla lotta alla pandemia. Presumo che Draghi comporrà una squadra di Governo fatta di persone competenti, un mix di figure tecniche e politiche.

La formula scelta dal Capo dello Stato ha tracciato il solco nel quale si sta muovendo Draghi: un Governo aperto a tutte le forze politiche, ovvero che hanno a cuore le sorti del Paese in questa fase. Questo naturalmente non sminuisce la scelta di Fratelli d’Italia che ha deciso di non dare la fiducia tout court a Draghi ma di giudicare il suo operato di volta in volta, provvedimento per provvedimento. E anche questo rappresenta una scelta di democrazia, considerando che non esistono Governi che non abbiano bisogno di una sana opposizione.

— Palazzo Chigi smentisce che durante l'incontro con il presidente incaricato il premier uscente, visto dal M5S come “patrimonio da preservare”, abbia parlato di incarichi. A Suo avviso, che ruolo potrebbe svolgere Giuseppe Conte nel nuovo esecutivo, farà un ministro oppure un commissario? 

— Quello che si sono detti Conte e Draghi nel colloquio riservato lo sanno solo loro. Certamente Conte è riuscito a costruirsi un futuro politico, bisognerà vedere in quale ruolo e con quali tempi. E questo dipenderà molto dall'evoluzione del sistema politico italiano. Personalmente penso ad una sua futura proiezione internazionale, anche se al momento non mi pare di intravedere caselle libere immediatamente occupabili.

Sondaggio:

Cosa succederebbe se la crisi di governo portasse a nuove elezioni? Un sondaggio Emg, realizzato per Cartabianca, ipotizza due scenari e in uno dei due entra in gioco un ipotetico partito di Giuseppe Conte.

Mario Draghi
© AP Photo / Michael Probst
La Lega resterebbe comunque il partito preferito dagli italiani con il 24% dei voti senza il partito di Conte e con il 23% se invece ci fosse. Con il 19,8% il Pd sarebbe la seconda forza del Paese (otterrebbe un -3.3% nel caso in cui il premier dimissionario fondasse il suo partito). Al terzo posto nelle preferenze ci sarebbe Fratelli d'Italia, che subirebbe una variazione dello 0.3% se Conte scendesse in campo (16% contro 16,3%).

Con un 10,2% di preferenze al quarto posto si piazzerebbe il partito di Conte nel caso in cui il presidente del Consiglio dimissionario decidesse di fondarlo. In questo scenario il Movimento 5 Stelle sarebbe quinto con l'8,7%: otterrebbe il 5,1% in più nella situazione attuale. Seguirebbe Forza Italia (7,7% senza Conte, 6,8 con). Tra le altre formazioni, Italia Viva è data al 4% (3,9% con Conte), Azione al 3,4% (3,2% con Conte)) e Liberi e Uguali al 2,7%.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
Mario Draghi, Giuseppe Conte, Italia
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