01:53 05 Marzo 2021
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Il senatore del partito di Giorgia Meloni, intervistato da Sputnik Italia, spiega il perché del "no" a Draghi. E accusa Mattarella: "C'era la possibilità di far nascere un governo di centrodestra, ma non ci ha dato le stesse opportunità che ha dato alla sinistra". L'apertura di Salvini? "Una mossa strategica per accreditarsi in Europa".

“Abbiamo detto che non saremmo mai andati al governo con il Pd e il M5S e continueremo su questa linea, nel rispetto di chi ci ha votato”. Così Giovanbattista Fazzolari, senatore di Fratelli d’Italia, tra i più ascoltati da Giorgia Meloni, spiega a Sputnik Italia le ragioni del “no” del suo partito ad un “governo dei migliori” guidato da Mario Draghi.

- Senatore, cosa non vi convince?

- L’Italia è una repubblica parlamentare, vuol dire che tutti i provvedimenti passano attraverso il Parlamento. La possibilità che un governo agisca a prescindere dal Parlamento non esiste. A questo punto, chiunque sia il premier, dovrà fare i conti con la maggioranza che lo sostiene. E noi veramente non capiamo come un premier, fosse anche una persona di altissimo profilo come Draghi, possa mettere d’accordo un Parlamento balcanizzato e per di più ostaggio del Movimento 5 Stelle che, è bene ricordarlo, può contare su un terzo dei parlamentari.

- Quindi pensa che alla fine nascerà un esecutivo di larghe intese?

- Sembrerebbe di sì, che questo governo sarà composto da tutte le forze politiche e ci viene difficile capire come potrà avere una linea in tema di immigrazione, o di visione geopolitica ed economica, visto che M5S e Pd rivendicano la bontà dell’operato fatto finora, e cioè dedicare 150 miliardi a bonus vacanza, lotteria dello scontrino, banchi a rotelle e così via.

- Quanto può durare un governo così?

- Credo che arriverà al 2023 perché nasce sulla somma della debolezza dei partiti che lo compongono. Tutti i partiti che lo compongono sono in grande difficoltà e non sembra che abbiano grande voglia o fretta di confrontarsi con gli elettori.

- Vi aspettavate l’apertura di Salvini?

- Ci sono molte ragioni che possono aver spinto la Lega a fare questa scelta. Provano a raccontare anche a noi la serie di opportunità che possono nascere da questo governo. Ma Fratelli d’Italia, fin dalla sua nascita, non fa tatticismi. Su questo punto siamo molto lineari e trasparenti, forse al punto di risultare noiosi.

- Pensa che alla fine la Lega farà davvero il grande passo?

- Sì, penso che entreranno a far parte di questo governo. L’obiettivo è quello di una normalizzazione in Europa con una legittimazione che proviene da Draghi e che forse consentirà alla Lega, in un futuro prossimo, di entrare nel Partito Popolare Europeo. Un passaggio un po’ doloroso per parte dell’elettorato, ma che permetterà a Salvini e al suo partito di uscire dall’isolamento internazionale.

- Quella delle larghe intese è l’unica soluzione per evitare le urne?

- No, si sarebbe potuto fare un governo di centrodestra trovando qualche “responsabile”. Non ci è mai stata data, però, l’opportunità di provare a comporre il governo. Questa è una grande anomalia che abbiamo evidenziato più volte.

Mentre ad altre soluzioni, come quella del Conte Ter o del governo Pd-M5S, è stata data ampia disponibilità di tempo, non è stata data al centrodestra l’opportunità di costruire una maggioranza in Parlamento. La possibilità di farlo ci sarebbe anche stata.

- Lo avevate proposto al presidente della Repubblica?

Lo abbiamo proposto a Mattarella fin dall’inizio della legislatura. Non abbiamo perso occasione per rivendicare il fatto che il centrodestra ha vinto le elezioni e che quindi la cosa più naturale fosse stata un incarico al centrodestra. Questo non è mai accaduto.

- Di chi è la colpa?

- Personalmente, penso che non siano stati usati gli stessi criteri da parte del presidente della Repubblica. Al centrodestra non sono state date le stesse opportunità che sono state date alla sinistra. Sotto questo aspetto della Costituzione, Mattarella non è stato super partes.

- A proposito di Mattarella, è d’accordo sul fatto che andare alle urne in questo momento sarebbe pericoloso?

- No, le elezioni si sarebbero potute tenere tranquillamente. Con la pandemia abbiamo continuato a fare tutto ciò che reputiamo fondamentale: sanità, trasporti, scuola, lavoro. Tra le cose irrinunciabili per noi c’è anche la democrazia.

- Avete annunciato che farete una "opposizione patriottica", che significa?

- L’Italia va incontro ad una ecatombe delle attività produttive e di conseguenza occupazionale. Tutte le energie e le risorse disponibili vanno utilizzate per mettere in sicurezza il tessuto produttivo. Sotto questo aspetto ci saremo sempre. Questa debolezza economica, inoltre, espone l’Italia all’aggressione della grande finanza e degli interessi stranieri che puntano ad acquisire le nostre grandi aziende e i nostri asset strategici, che vanno messi in sicurezza e tutelati. Su questo il governo Draghi potrà contare su Fratelli d’Italia.  

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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