15:04 05 Marzo 2021
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L'ex ambasciatore italiano in Iraq, Marco Carnelos, intervistato da Sputnik Italia, commenta le affermazioni di Renzi sulla monarchia di Bin Salman: "Rinascimento? Con i petrodollari sauditi si finanzia il wahabismo, dal quale sono scaturiti prima Al Qaeda, con l'11 settembre, e poi l’Isis".

Altro che Rinascimento. Dall’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, al sequestro del premier libanese Saad Hariri, passando per le esecuzioni in pubblica piazza nello stile del Califfato, l’Arabia Saudita celebrata da Matteo Renzi ha ancora tanta strada da fare sul piano della democrazia e del rispetto dei diritti umani. Lo conferma a Sputnik Italia Marco Carnelos, diplomatico ed ex ambasciatore italiano in Iraq, inviato speciale del governo italiano per la Siria dal 2012 al 2015, e membro del board dell’Istituto per gli Studi Politici Internazionali (Ispi).

— Fanno discutere le parole di Renzi sul regime saudita, definito “un baluardo contro l’estremismo islamico”. Lei cosa ne pensa?

— Ho l’impressione che Renzi non sappia di cosa stia parlando né conosca bene la politica estera e la storia contemporanea del Medio Oriente. L’Arabia Saudita fin dagli anni ‘70 del XX  secolo promuove, a suon di miliardi di petrodollari, il filone più radicale dell’Islam sunnita, il wahabismo, dal quale sono scaturiti prima Al Qaeda*, 11 settembre incluso, e poi l’Isis*. Credo non si debba aggiungere altro.

— Eppure Renzi a Riad ha parlato di “nuovo Rinascimento”, enfatizzando gli sforzi riformisti del principe ereditario Mohammad Bin Salman. A che punto siamo sulle riforme e sul rispetto dei diritti umani nel Paese?

— Parlare di nuovo Rinascimento in connessione con gli sforzi riformisti del principe ereditario saudita sembra confliggere con la realtà. Quest’ultimo ha sequestrato il Primo Ministro libanese Saad Hariri, lanciato un conflitto fratricida nello Yemen che rasenta il genocidio, ha sequestrato a scopo intimidatorio ed estorsivo diversi membri della sua stessa famiglia reale, determinato una crisi all’interno del Consiglio di Cooperazione del Golfo protrattasi per oltre tre anni nel fallito tentativo di isolare il Qatar e, dulcis in fundo, ordinato di macellare a Istanbul il giornalista Jamal Khashoggi. Francamente non saprei se simili azioni possano rientrare nella nozione di Rinascimento.

— Si può parlare di “conflitto di interessi” per un senatore membro della commissione Difesa che accetta decine di migliaia di euro come cachet da un governo straniero?

— Onestamente non saprei, occorrerebbe verificare se i regolamenti ed il codice etico del nostro Parlamento contemplino simili fattispecie. Fare il conferenziere retribuito in giro per mondo non è una prerogativa che si limita solo a Renzi. Tuttavia, mi stupisce che un politico astuto e navigato come lui si sia lasciato andare ad atteggiamenti così apertamente ‘fantozzeschi’ verso la dinastia reale saudita. Sarà pur vero che pecunia non olet ma in questo caso mi sembra che si sia passato il segno.

— Qual è il significato del Forum al quale ha partecipato Renzi e perché la monarchia saudita orga

nizza questo tipo di eventi?

— Mohamed bin Salman intende accreditarsi come monarca illuminato, portatore di una visione riformista rispetto agli standard storici del suo Paese e simili eventi sono funzionali a promuovere al meglio questa ambizione. Il problema è che l’aspetto illuminato e riformatore deve contraddistinguere tutta la sua azione politica e non solo alcuni aspetti. Insomma, la sensazione è che finora abbia predicato bene ma razzolato male.

— Tanto che anche il nuovo presidente americano Joe Biden ha deciso di sospendere temporaneamente la vendita di armi a Riad…

— L’Arabia Saudita ha certamente un ruolo importante nell’area, sia come maggior produttore di greggio che come custode dei due più importanti luoghi dell’Islam: le città sante di La Mecca e Medina. Dovrebbe utilizzare meglio questi due importanti asset. Certamente il Paese è un partner importante dell’Italia, ma sarei più cauto prima di definirlo strategico. Quanto a Biden ed alla sospensione della vendita di armi, questa decisione si presta a molteplici interpretazioni: potrebbe essere un segnale inviato all’Iran come pure un segnale che la nuova amministrazione Usa ha inviato alla casa reale saudita per enfatizzare il disagio verso le iniziative discutibili e imbarazzanti che quest’ultima ha intrapreso negli ultimi anni e che ho ricordato in precedenza. Solo il tempo potrà sciogliere questi quesiti.

*Al Qaeda e Isis sono i gruppi terroristici vietati in Russia e molti altri paesi

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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