19:50 14 Maggio 2021
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Il senatore pentastellato a Sputnik Italia: "Al momento non c’è alternativa ad un Conte Ter, spero che ci sarà una maggiore capacità di capirsi e di andare verso un obiettivo comune". E su Renzi: "Chiederà ministeri di maggior peso".

Un Conte Ter con dentro anche Italia Viva, al netto degli ultimatum di Di Battista. Per Emanuele Dessì, senatore del M5S, raggiunto al telefono da Sputnik Italia, è questa l’unica strada per risolvere la crisi. Altrimenti, avverte il politico pentastellato, “restano soltanto le urne”.

— Il Movimento sarebbe disposto a convergere su un nome alternativo a Palazzo Chigi? C’è chi fa quello di Roberto Fico…

— No, queste cose non sono in discussione. Il nostro capo politico è stato chiarissimo, il nostro nome è Giuseppe Conte. Non ci sono altri nomi. Conte in questo momento è l’unico a poter mettere insieme, tra mille difficoltà, tutte le forze politiche allo stesso tavolo e questo lo sa anche Roberto Fico. Quindi lui stesso non si presterà mai ad accettare un incarico di questo tipo.

— Ma senza Italia Viva non ci sono i numeri per un Conte Ter...

— Assolutamente no.

— E quindi come si fa?

— Si va a votare.

— Quindi per voi il ricorso al voto anticipato non è escluso?

— Certo che no, la politica è complicata ma l’aritmetica è semplice: senza maggioranza si va a votare.

© Foto : Fornita da Vittorio Maria Pace

— Ieri Di Battista ha detto che tornare a governare con Renzi vorrebbe dire rimettersi “nelle mani di un accoltellatore professionista”, quanti di voi la pensano come lui?

— Non lo so. Posso dirle però che il ricatto in politica non esiste, esiste la mediazione su posizioni diverse, che sono diverse e lo sono sempre state. Chi fa questo lavoro lo sa benissimo. La democrazia rappresentativa è questo, il resto è dittatura. Non è questione di seguire Di Battista o Fico, oggi le difficoltà sono già tante.

— Si può ricucire con Renzi?

— Non si tratta di ricucire. Con Renzi siamo diversi, abbiamo idee diverse, e modalità politiche diverse. È la cruda aritmetica che obbliga tutte le forze parlamentari, non solo noi, ma anche Pd, Leu, europeisti, gruppo misto a cercare un ulteriore gruppo politico. Già all’interno dei partiti stessi ci sono sensibilità diverse. Tra i partiti queste si acuiscono ancora di più.

Lo sforzo è quello di trovare una sintesi. Per fortuna la democrazia è questo: anche se ci sono più idee lo sforzo è quello di trovare anche con grandi difficoltà, umane, caratteriali, politiche, una soluzione che dia dei benefici.

— Quindi si va verso un Conte Ter con la stessa maggioranza? Insomma, un rimpastone?

— Detto brutalmente, sì. È l’unica strada che vedo. Poi il rimpastone non so se sarà nei numeri, nelle caselle ministeriali o nei temi.

Con il Pd andiamo molto d’accordo e abbiamo voglia di continuare a lavorare insieme anche in altre situazioni, come i comuni e le regioni, per costruire insieme un’agenda condivisa.

Al momento non c’è alternativa ad un Conte Ter. Stiamo parlando di numeri veramente stretti al Senato, non ci sono davvero altre soluzioni. Spero che rispetto al Conte Bis ci sarà una maggiore capacità di capirsi e di andare verso un obiettivo comune. Ovvero, di fare in fretta su alcune cose necessarie. Poi torneremo a litigare da buoni amici come prima.

— Altrimenti si rischia un nuovo stallo?

— Nelle ultime settimane ci siamo impantanati. Consideri che il Ristori 5, un decreto importantissimo che dovrebbe far calare nelle tasche degli italiani miliardi di euro è bloccato e non ha fatto un centimetro in avanti. Noi queste risposte le dobbiamo dare.

— Ma Renzi vorrà una contropartita per tornare al governo con Conte…

— Questo lo sa solo lui, immagino che chiederà più ministri, o almeno, a parità di numeri ministeri di peso maggiore rispetto a quelli che aveva prima.

— Anche l’allontanamento di Casalino?   

— Ma Casalino è un dipendente, è il portavoce del presidente, se lo sceglie da solo. A quale titolo chiedi la testa di una persona che non dipende da te? Perché ti è antipatica? Se io dovessi chiedere la testa di tutti quelli che mi stanno antipatici, non ne parliamo…

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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