19:14 07 Maggio 2021
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Il Parlamento europeo ha approvato con 504 voti a favore, 123 contrari e 61 astensioni la risoluzione sull’applicazione del diritto europeo dal 2017 al 2019. Il testo, a prima firma Movimento 5 stelle, chiede agli Stati dell’Unione di introdurre nel proprio ordinamento giudiziario delle leggi specifiche sul crimine organizzato di tipo mafioso.

“Solo così si potrà migliorare la collaborazione europea nella lotta alle mafie e alla criminalità organizzata, che ormai agiscono a livello transnazionale. Con questa risoluzione si manda un messaggio importante alla Commissione europea: al Parlamento europeo c'è una maggioranza forte che chiede una direttiva specifica per contrastare la criminalità organizzata a livello europeo”, scrive l’europarlamentare del Movimento Sabrina Pignedoli in un post sul Blog delle Stelle.

L’europarlamentare del Movimento Sabrina Pignedoli
© Foto : UFFICIO STAMPA DEL MOVIMENTO 5 STELLE EUROPA
L’europarlamentare del Movimento Sabrina Pignedoli
Per maggiori dettagli Sputnik Italia si è rivolto all’On. Sabrina Pignedoli сhe sta portando avanti questa battaglia in Europa.

— On. Pignedoli, come commenterebbe la richiesta del Parlamento europeo rivolta agli Stati membri di introdurre nel loro ordinamento giudiziario leggi specifiche sul crimine organizzato di tipo mafioso? Il vostro impegno sta finalmente portando i frutti?

— È necessario che il Parlamento europeo faccia sentire forte la propria voce su un problema come quello delle mafie, che l’Europa fa finta di non vedere. Sono felice che in Parlamento ci sia stata un’ampia convergenza sulla risoluzione a mia firma e mi piace ricordare che nella commissione Giuridica l’articolo che riguarda la necessità di una lotta congiunta alle organizzazioni criminali, anche di tipo mafioso, abbia ottenuto l’unanimità, segno che comincia a esserci una maggiore sensibilità su tema.

Questo importante risultato arriva dopo anni di battaglie del Movimento 5 stelle in Europa. In passato sono già stati fatti importanti passi avanti, come l’entrata in vigore del regolamento il riconoscimento dei sequestri e delle confische in tutta Europa e che sta già fornendo ottimi risultati.

— Che valore potrebbe avere questo passaggio per l’Europa?

Un'operatrice sanitaria tiene la siringa con il vaccino contro il coronavirus
© Foto : Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo//Federica Belli
— È fondamentale riconoscere che quando si parla di mafie non si parla di un problema solo italiano, ma che coinvolge tutti gli stati europei. Prima di tutto perché le mafie italiane ormai fanno affari in praticamente tutti gli stati europei, riciclando denaro sporco, ottenendo appalti e fondi europei con imprese apparentemente legali. In secondo luogo, le mafie non sono solo quelle italiane: pensiamo alla mafia russa, quella nigeriana, turca, albanese, solo per fare alcuni esempi. Anche queste mafie fanno affari in Europa e devono essere contrastate in modo uniforme dall’Unione: è l’unico modo per contrastarle in maniera efficace.

— Adesso, quando le mafie sono pronte a mettere le mani sull’oro liquido del 2021, sui vaccini, i Paesi europei devono sbrigarsi ancora di più? A Suo avviso, quali dimensioni potrebbe avere quest’problema? E cosa si potrebbe fare per fronteggiare il nuovo fenomeno?

Coppia di anziani sul balcone con la bandiera dell'Italia con la scritta Andrà tutto bene a Roma
© AP Photo / Alessandra Tarantino
— Le mafie si interesseranno al vaccino sicuramente e questo dipenderà dalla capacità degli stati di fornire una risposta efficace alla copertura vaccinale. Ma si interesseranno anche e soprattutto ai soldi del Recovery Fund, che cercheranno di intercettare in ogni modo. E non solo in Italia. Perché in Italia abbiamo gli strumenti per colpire queste organizzazioni, non è così per gli altri stati europei dove le mafie hanno interessi enormi. Pertanto, solo facendo fronte comune, con leggi comuni, e ritenendo la lotta alle mafie una priorità per l'Unione europea, sarà possibile combattere efficacemente il fenomeno e impedire che le mafie possano fare affari con vaccini e Recovery.

— Secondo il Parlamento europeo, direttive devo prendere ad esempio la legislazione italiana, la più all'avanguardia d’Europa come dimostrano le recenti inchieste giudiziarie. A Suo avviso, il maxi processo alla ndrangheta – la mafia più potente non solo in Europa ma anche nel mondo, è uno di questi esempi di cui parla il Parlamento? Come Lei personalemnte valuta questa indagine?

— Il maxi processo contro la ‘ndrangheta mostra molto bene che le mafie sempre più spesso non agiscono tramite la violenza, ma tramite la corruzione e il riciclo del denaro. La violenza le rende evidenti come è successo a Duisburg nel 2007. Usando i soldi, invece, i mafiosi si mimetizzano tra gli imprenditori di successo e intrattengono rapporti con il mondo economico, finanziario, politico e istituzionale. La maxi indagine sulla ‘ndrangheta mostra molto bene questo importante tessuto di rapporti e le proiezioni dell’organizzazione anche all’estero. Ovviamente sarà necessario attendere la fine del processo per stabilire le esatte responsabilità.

— In molte università italiane, di Torino, Palermo, Napoli e Pisa, ultimamente sono state introdotte i master internazionali sull’Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione. La lotta alla criminalità organizzata è qualcosa che comincia tra i banchi e poi continua per tutta la vita? A Suo avviso, questa esperienza potrebbe essere utile per altri paesi europei?

— La conoscenza del fenomeno è il modo migliore per combatterlo. Inoltre le mafie possono rappresentare un’attrazione per tanti giovani che, in regioni a bassa occupazione, non riescono a trovare alternative per il loro miglioramento sociale. Occorre pertanto formare i ragazzi e agire a livello sociale per evitare che i giovani possano cadere alle lusinghe delle organizzazioni criminali. Lusinghe che molto spesso arrivano anche ad imprenditori e politici: vengono offerti servizi a prezzi molto vantaggiosi o pacchetti di voti allettanti. Bisogna avere la consapevolezza che le mafie poi non lasciano libertà a chi scende a patti con loro.

— Quale saranno i vostri prossimi passi per contrastare la criminalità organizzata a livello europeo e i paradisi fiscali all’interno e all’esterno dell’Unione?

— Continueremo a lavorare nel Parlamento europeo come abbiamo fatto fino ad ora cercando di sensibilizzare la Commissione perché intervenga a livello legislativo. Inoltre credo sia importante cercare di aumentare la conoscenza del fenomeno anche negli altri stati membri. La mia idea era quella di organizzare incontri nei vari paesi europei, per parlare nel concreto delle infiltrazioni in quei paesi. Purtroppo il Covid non permette l'organizzazione fisica di questi eventi, ma faremo di tutto per organizzarli da remoto.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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