20:45 07 Marzo 2021
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La norma contro gli insediamenti abusivi firmata dall’assessore alla Semplificazione della Regione Piemonte Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia) ha suscitato un rimprovero immediato da parte dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), in quanto tale norma sarebbe discriminatoria contro i rom.

Il 29 dicembre dello scorso anno la regione Piemonte ha approvato un emendamento per introdurre sanzioni davvero efficaci contro gli insediamenti abusivi da parte dei nomadi:

“Abbiamo colto l’opportunità della revisione della legge regionale sul turismo itinerante per trovare una soluzione al problema dei mini insediamenti abusivi di nomadi che sta affliggendo Torino, in particolare dopo che il superamento dei campi di strada Germagnano e corso Tazzoli ha sparso camper e roulotte di rom abusivi tra i giardini, parchi giochi e cascine tanto della periferia nord che di quella sud del capoluogo: finora la Polizia municipale poteva solo staccare una multa pecuniaria, che rimaneva ovviamente sulla carta, ma adesso grazie al nostro emendamento i Sindaci del Piemonte potranno procedere al sequestro amministrativo di camper e roulotte abusivi”, questo il commento dell’assessore Marrone all’approvazione dell’emendamento, che puntualizzava:

L'assessore Maurizio Marrone
© Foto : Maurizio Marrone
L'assessore Maurizio Marrone

“Con la nostra azione di governo la Regione si conferma avanguardia della sicurezza in Italia presidio di legalità per sanare dal degrado diffuso il territorio, e in particolare le periferie dimenticate dalle istituzioni”. 

Come dal titolo del famoso programma “C’è posta per te”, in data 22 gennaio, è “arrivata posta” anche per la regione Piemonte: una lettera da parte dell’Unar che biasimava la norma approvata dalla Regione, giudicata lesiva nei confronti dei rom. 

Per un commento alla vicenda Spuntik Italia si è rivolta al diretto interessato l’assessore Marrone, promotore della norma:

— Assessore qual è stata la Sua reazione alla missiva dell’Unar? Una lettera inaspettata oppure era già preventivata?

— Sapevo già che l’Unar passa il tempo a scrivere a Giorgia Meloni, Matteo Salvini e a qualsiasi esponente politico di destra per riprenderli ogni volta che osano qualche uscita di sapore sovranista, conservatore, o anche solo di buon senso sui temi di immigrazione o rom. Sinceramente, però, non immaginavo che avessero la faccia tosta di mandare alla Regione Piemonte una missiva con carta intestata della Presidenza del Consiglio dei Ministri per prendere le difese dei nomadi abusivi, proprio in un momento in cui: i ristoratori lasciati senza ristori, i lavoratori ancora in attesa della cassa integrazione, i comparti dello sport e della neve abbandonati senza prospettive di riaperture o di risarcimenti non sembrano destare nel Governo altrettanta attenzione e preoccupazione.

L’Unar e le possibili discriminazioni

— Perché secondo l’Unar l’emendamento approvato dalla Regione Piemonte, da Lei fortemente voluto, sarebbe discriminatorio?

— Ottima domanda, anche perché la nostra norma sanziona una condotta di abusivismo e degrado ovviamente senza distinzione in base alla nazionalità o all’appartenenza etnica dei trasgressori. Dobbiamo concludere che proprio all’Unar diano per scontato che tutti gli abusivi accampati illegalmente in giro per il territorio fuori dalle aeree consentite siano di etnia rom. Saranno mica razzisti?

— Ora che succede?

— In realtà nulla. Noi faremo applicare la nostra nuova legge, mandando una circolare esplicativa a tutte le amministrazioni comunali del Piemonte e ai relativi comandi di Polizia locale, mentre l’Unar non potrà fare altro che stare a guardare.

Pur rimanendo sul vago hanno paventato una procedura d’infrazione dell’Unione Europea contro di noi, evocando giurisprudenza comunitaria - peraltro assurda - secondo cui ogni sgombero andrebbe accompagnato dall’offerta di misure di sostegno sociale rivolte agli abusivi. Un insulto per tutte le migliaia di famiglie italiane in attesa nelle graduatorie per la casa popolare. Ma non temiamo nemmeno questa velata minaccia.

— Perché? Come risponderete all’Unar?

— Semplicemente perché gli abusivi attualmente sparsi nei mini insediamenti urbani e rurali, quando sono stati allontanati dai maxi campi, hanno già beneficiato di contributi economici a sei zeri dal Comune di Torino, offerti dalla Giunta Appendino come corrispettivo per un patto di rimpatrio volontario, che ovviamente non hanno poi rispettato, pur avendo intascato il bonus pagato con soldi pubblici. Lo Stato con questa gente ha già dato e l’Europa non può eccepire nulla ora che noi della Regione li faremo sloggiare una volta per tutte.

Le soluzioni proposte dalla Regione Piemonte

— Riguardo alle questioni sollevate dall’Unar, per gli insediamenti dei campi rom sul vostro territorio come agirete? Avete soluzioni?

— La nostra legge parla chiaro. Dopo quarantotto ore di permanenza non autorizzata di roulotte e camper, le Forze dell’ordine avranno il dovere di procedere automaticamente al sequestro amministrativo dei mezzi. Qualora poi questi non siano stati rimossi volontariamente si potrà procedere alla confisca nella depositeria comunale; ma siamo sicuri che i nomadi non attenderanno la perdita dei loro mezzi e si sposteranno dove le leggi sono più blande e permissive che in Piemonte.

Abbiamo pensato anche a fronteggiare il fenomeno delle occupazioni  illegali delle case popolari, dove molti abusivi, spesso nomadi, hanno finora evitato gli sgomberi nascondendosi dietro ai numerosi minori presenti nei loro nuclei familiari: la Regione ha firmato un protocollo d’intesa con la Prefettura torinese, che da’ ai servizi socio assistenziali un mese di tempo per proporre soluzioni nel rispetto della legalità prima che gli alloggi di edilizia sociale siano inderogabilmente liberati e restituiti ai legittimi assegnatari.

Insomma con noi al governo del Piemonte la musica è cambiata dai tempi della sinistra.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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