18:17 21 Gennaio 2021
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Il 2021 sembra iniziato sotto la buona stella per i partiti del centro destra, che nei sondaggi volano. La Lega si riconferma primo partito, Fratelli d’Italia cresce sempre più, anche Forza Italia torna sulla scena politica. Il governo è in stallo nei confronti di un centro destra sempre più forte. Verso la crisi di governo?

Se da una parte sul fronte dell’epidemia è apparso un barlume di speranza con l’arrivo in Italia delle prime dosi del vaccino, sul fronte politico la situazione è sempre più tesa. Mentre il centro destra non fa che crescere nei sondaggi, la maggioranza presa dai litigi interni è sempre meno compatta.

Una coalizione di centro destra, se si votasse domani, raccoglierebbe il 49% dei voti. Quali sono gli scenari di una possibile crisi di governo: elezioni, rimpasto, diversa maggioranza? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Roberto Baldassari, direttore generale di Lab2101 e docente all’Università La Sapienza.

— Roberto Baldassari, che cosa ci dicono i primi dati del 2021?

— I primi dati dell’anno sono in gran parte confermativi per i principali partiti italiani rispetto alle cifre di fine anno 2020. Nello specifico i partiti di centro destra tendono ad aumentare la quota di mercato. La Lega è al 25,7%, ha guadagnato lo 0,2%, che sembra impercettibile, ma quando si va a sommare in media ai dati precedenti vediamo una tendenza. Allo stesso modo cresce Fratelli d’Italia, che sta al 16,6% con un guadagno dello 0,3%. Vediamo un vero e proprio assestamento. La stessa Forza Italia è al 6,9%.

Appare evidente il continuo calo della compagine governativa, sia del partito democratico al 20,4% sia del Movimento 5 stelle al 14,4%. Il partito di Renzi con un 2,7%, che fa parte della compagine governativa, oggi sta tenendo in scacco il governo.

— Il calo di consensi per la maggioranza è dovuto al malcontento degli elettori per come è stata gestita la pandemia? È questo il motivo principale?

— Sicuramente uno dei motivi è questo, anche se allo stesso tempo c’è l’ingresso nella mente degli italiani del concetto del vaccino come un inizio dell’uscita dal tunnel del covid. Se da una parte gli italiani non sono stati molto contenti della gestione delle vacanze natalizie da parte del governo, quest’aspetto è stato compensato d’altra parte dall’arrivo dei primi vaccini.

Forse il dato che oggi destabilizza gli italiani, gli elettori del Pd e di 5 stelle, è questa sorta di diatriba politica. Le persone in questo momento non si spiegano come mai i politici si mettano a litigare al governo in una situazione di crisi come quella attuale. Le persone quindi pensano che i politici siano concentrati sulle poltrone e non sul bene del Paese. Al primo barlume di positività che viene dai vaccini, dall’Italia che viene dopo la Germania per numero di dosi somministrate i politici si mettono a litigare fra di loro.

— Queste tensioni all’interno del governo alla fine remano contro la compattezza della maggioranza?

— Soprattutto dopo mesi difficili. L’italiano se lo poteva aspettare a novembre, quando c’era stato un picco di nuovi contagi, lì si poteva mettere ancora più in discussione il governo. Poi è arrivata la seconda ondata, abbiamo subito i nuovi lockdown. Alla fine le persone hanno rispettato gli obblighi, non ci sono state forti manifestazioni contro l’establishment come abbiamo visto nel resto del mondo. Sotto Natale gli italiani si sono svegliati con la possibilità di una crisi di governo.

— Salvini e Meloni salgono sempre più nei consensi, ma anche Berlusconi torna sulla scena dopo una parantesi. Il centro destra è sempre più forte?

— Fratelli d’Italia viaggia in un trend di crescita stabile oramai da giugno-luglio. Il lavoro che sta facendo Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia nella sua dirigenza porta i frutti, hanno aumentato la quota di mercato che era di Alleanza Nazionale. Stanno creando nuovi consensi. Salvini dopo l’estate e dopo la campagna elettorale per le regionali ha ripreso a guadagnare. La Lega si assesta oggi intorno al 25%, un dato molto importante per il partito.

A parte questi i due big del centro destra, il dato interessante è Forza Italia: sembra come se Berlusconi fosse uscito da un suo lockdown e fosse in fase di ripresa. La compagine del centro destra comincia ad assestarsi attorno al 48-49%. Dopo la malattia di Berlusconi, anche lui ha avuto il covid, il leader di Forza Italia ha registrato un’impennata di consensi. Il partito ha iniziato a riprendere quota e nel corso delle ultime settimane ha raggiunto il 7%. Iniziano a muoversi anche mediaticamente i vari volti noti del partito. Forza Italia ha un zoccolo duro di fun, non toglie elettorato dal centro destra, ma dagli indecisi, quelli che non sanno per chi votare.

— Parliamo del premier Conte. A inizio pandemia è stato fra i leader più lodati al mondo. È passato un anno e i suoi consensi calano, no?

— La prima ondata l’ha portato sugli scudi, perché l’Italia è stato uno dei Paesi colpiti per primi in Occidente. Sia Conte sia il ministro Speranza nonostante tutto hanno parlato al cuore delle persone. Oggi però il periodo di sopportazione che si chiede all’opinione pubblica comincia ad essere troppo lungo. Le cosiddette lune di miele fra l’opinione pubblica e il premier durano oltre i 3 mesi di governo, in questo caso c’è stata una specie di parentesi in cui gli italiani hanno sospeso il giudizio perché c’era il Covid. Prima la necessità era pensare al bene di tutti. Oggi cominciano a tornare i problemi politici nel governo giallo-rosso, un governo fatto in Parlamento e non nelle urne. C’è un problema con la gestione che Conte ha dei rapporti interni.

C’è sicuramente un calo di fiducia e di consenso in un presidente che però ancora oggi ha un 45% di fiducia. Conte ha la fiducia di una fetta di italiani, ma queste liti interne comunque spostano i problemi sul piano politico, e non sul piano della pandemia. Quando si trova in una dicotomia con Renzi ci possiamo immaginare i problemi che nascono, conosciamo benissimo i rapporti che ci sono fra i grillini e Renzi.

— Sono possibili delle nuove elezioni secondo lei?

— Mi fa una domanda da un milione di dollari. Secondo me ci sono dei dati di fatto: l’Italia deve eleggere il presidente della Repubblica, entrerà nel semestre bianco in cui non ci possono essere elezioni. Quindi o ci sono prestissimo oppure ci saranno più tardi, dopo le elezioni del presidente della Repubblica.

Oggi secondo me è più probabile un rimpasto di governo anche su 5-6 ministri piuttosto che portare la gente a votare con i dati sul Covid ancora alti, è proprio una questione di sicurezza nazionale. I vaccini ancora non ci sono per tutti, oggi portare alle urne le persone, avviare le campagne elettorali senza poter fare i comizi mi sembra molto complesso. Già gli italiani non possono mandare i figli a scuola, tenere le scuole ancora chiuse per le elezioni mi sembra difficile da ipotizzare a livello logistico. A settembre ottobre il discorso sarebbe diverso. Magari si va al voto nel febbraio 2022.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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