19:50 21 Gennaio 2021
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Come ogni primo dell’anno anche questa volta non poteva mancare il salto nel Tevere di Maurizio Giuseppe Palmulli, più conosciuto come Mister ok, che tuffandosi dal ponte Cavour di Roma manda avanti un’antica tradizione romana. Nonostante il Covid, Mister ok ricorda a tutti che la vita va avanti.

Non sarà di certo il Covid, il fiume in piena o la pioggia a dirotto a fermare il mitico Mister ok, famoso a tutti i romani e non solo, che per Capodanno rende gli auguri alla città eterna tuffandosi da Ponte Cavour nel Tevere. Il salto del 2021 però è particolare, Maurizio Giuseppe Palmulli, alias Mister ok, ha dedicato il suo tuffo al fratello deceduto nel 2020 e a tutte le persone mancate per il Covid durante l’anno scorso.

Nonostante tutto la tradizione romana, famosa però anche all’estero, è stata rispettata e Mister ok, come fa oramai da 33 anni, ha fatto gli auguri a Roma, all’Italia e a tutto il mondo per il nuovo anno. Il suo tuffo spettacolare un segno di speranza in questi giorni cupi segnati da paure e lockdown. Quando e com’è cominciata questa curiosa tradizione? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista direttamente Maurizio Giuseppe Palmulli, il noto Mister ok.

Mister ok, il tuffo di quest’anno è stato diverso. Prima di lanciarti nel Tevere hai fatto una dedica particolare, vero?

— Innanzitutto ci abbiamo lavorato quasi una settimana di seguito per decidere se farlo o meno, per rispetto di tutti i deceduti che ci sono stati nel 2020 per il Coronavirus. Anche io ho perso un fratello un mese fa. Ho dedicato a lui il mio salto e a tutti quelli che oggi purtroppo non ci sono più. Volevamo dare un segnale di speranza a tutti i romani, a tutta Italia e a tutto il mondo. Fino all’ultimo eravamo indecisi, però dovevamo dare un segnale l’abbiamo fatto, ovviamente seguendo tutte le regole delle mascherine e del distanziamento.

È da 33 anni che io mi tuffo il primo gennaio, ma quest’anno è stato più difficile perché c’erano 3 metri d’acqua in più, il fiume era in piena e in corrente. All’ultimo per fortuna abbiamo saputo che i sommozzatori erano disponibili e quindi ci siamo rasserenati. Abbiamo fatto bene a farlo, non abbiamo dato fastidio a nessuno. Abbiamo ricevuto qualche critica, soprattutto dal nord Italia, ci hanno detto addirittura che eravamo degli “untori”. Eravamo comunque pronti alle critiche, però ragionandoci su abbiamo deciso di farlo. Al 95% la gente è rimasta contenta perché abbiamo rispettato la tradizione. È vero tutto, ma anche le tradizioni vanno rispettate.

— È da 33 anni che ti tuffi, ma com’è iniziata questa tradizione?

— È nata nel 1946 con il primo mister ok, Rick de Sonay, un italo-belga venuto a Roma subito dopo la guerra. Festeggiava il suo compleanno, non parlava l’italiano, ha voluto festeggiare il suo giorno nel Tevere. La gente si è incuriosita, lui per dare un segnale che era andato tutto bene dal fiume ha tirato fuori il braccio e ha alzato il pollice. Noi romani abbiamo preso questo gesto subito in considerazione, abbiamo fatto nostra questa tradizione e l’abbiamo sopranominato “Mister ok”.

In un secondo momento c’è stato Spartaco Bandini che ha portato avanti per qualche anno questa tradizione, poi è arrivato Aldo Corrieri. Io ho iniziato insieme a loro due. Il primo salto l’ho fatto assieme a Spartaco, il secondo Mister ok, era il 1989. Ho continuato in seguito a saltare con Corrieri, il terzo Mister ok. Poi è giunto il mio turno, con me ho oggi altri ragazzi che quando smetterò io continueranno la tradizione.

— Perché hai deciso di diventare Mister ok?

— Perché ho conosciuto il primo Mister ok da bambino. Ci incontravamo al mare ad Ostia. Passarono gli anni e lui in carrozzina non ce la faceva più. Ho pensato che fosse una bella idea continuare la tradizione e così ho deciso di affiancare i due ragazzi che saltavano nel Tevere. È una bellissima tradizione romana dove non c’è politica, non ci sono soldi. È soltanto un augurio a Roma, che si è allargato poi a tutta Italia e a tutto il mondo.

— Maurizio, tu hai saltato anche in altre capitali europee, vero?

— Ho saltato dal Tower Bridge di Londra, da Pont Neuf a Parigi, a Praga e a Budapest sul Danubio. Io faccio queste cose anche per l’ambiente e per i fiumi un po’bistrattati. Devo dire che a Parigi, a Londra, a Praga i fiumi sono valorizzati e tenuti benissimo con ascensori per i disabili, qui a Roma siamo messi un po’male. È stata fatta una ciclabile non illuminata, non ci sono telecamere, né ascensori. Certo, io non posso farci più di tanto. Roma è caput mundi, il Tevere è la storia di Roma e di tutta Europa. Mi dispiace che sia bistrattato così.

— Insomma, per iniziare il 2021 non poteva mancare il tuo mitico salto nel Tevere. È un segno di speranza quindi per il nuovo anno? La vita continua…

— La gente è rimasta contenta, volevamo proprio mandare un messaggio di speranza. Nonostante il Covid, nonostante il clima, nonostante il fiume in piena, siamo riusciti a farlo. Ne sono molto orgoglioso e onorato.

  • Mister Ok
    Mister Ok
    © Foto : Facebook di Maurizio Giuseppe Palmulli
  • Mister ok si tuffa nel Tevere
    "Mister ok" si tuffa nel Tevere
    © Foto : Facebook di Maurizio Giuseppe Palmulli
  • Mister Ok si tuffa nel Tevere
    "Mister Ok" si tuffa nel Tevere
    © Foto : Facebook di Maurizio Giuseppe Palmulli
  • Mister ok si tuffa nel Tevere
    "Mister ok" si tuffa nel Tevere
    © Foto : Facebook di Maurizio Giuseppe Palmulli
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    "Mister ok" si tuffa nel Tevere
    © Foto : Facebook di Maurizio Giuseppe Palmulli
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    "Mister ok" si tuffa nel Tevere
    © Foto : Facebook di Maurizio Giuseppe Palmulli
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Mister Ok

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