09:26 23 Gennaio 2021
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In Italia tuttora i medici stranieri non possono partecipare ai concorsi pubblici, neanche durante l’anno della pandemia e della lotta al Covid. Non devono esistere medici di serie A e di serie B, dare la cittadinanza ai medici stranieri, questo è l’appello rivolto al presidente della Repubblica Mattarella dall’Amsi.

Mancano i medici e gli infermieri, lo si è letto spesso nei giornali durante quest’anno di pandemia. È paradossale che anche nell’emergenza i medici stranieri, un esercito invisibile di più di 77 mila professionisti, vengano esclusi dai bandi pubblici perché privi della cittadinanza italiana.

Da alcune regioni è stato fatto qualche passo in avanti, ma occorre una legge chiara a livello nazionale. L’Amsi (Associazione Medici Stranieri in Italia) attraverso il suo presidente Foad Aodi da anni solleva questo problema e si è rivolta con un appello direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sputnik Italia ne ha parlato con Foad Aodi, medico, presidente dell’Amsi e dell’Umem (Unione medica euro mediterranea).

— Foad Aodi, è già passato un anno dall’inizio di questa epidemia, ma tuttora in Italia i medici stranieri non possono partecipare ai bandi pubblici, giusto?

— Purtroppo è così. È stato fatto in realtà un passo avanti: intendo la scelta di inserire nel decreto Cura Italia dell’articolo 13 i medici di origine straniera per consentire loro di lavorare insieme agli infermieri senza l’obbligo della cittadinanza. È stato scritto male però ed è stato interpretato da tante regioni come se il testo fosse riservato solo per chi proveniva da fuori, come i medici russi, arabi e cubani venuti in Italia a dare una mano. Questi medici però sono poi tornati nei propri Paesi.

Per molte regioni questo decreto non avrebbe riguardato i medici stranieri, continuando così a fare i concorsi escludendo i medici non comunitari. Noi abbiamo protestato sollevando la questione. Alla fine in Piemonte c’è stato il bando, hanno fatto una retromarcia aprendo ai medici stranieri, anche in Umbria è andata così. Speriamo di proseguire sulla strada di queste novità e di arrivare ad una soluzione duratura.

— Ci sono quindi stati dei piccoli passi in avanti, ma non a livello nazionale. Quanti sono i medici stranieri in Italia?

— Abbiamo 77.500 professionisti della sanità di origine straniera di cui 22.000 medici, 38.000 infermieri, 5.000 farmacisti, 5.000 fisioterapisti. Poi abbiamo podologi, psicologi e altri professionisti. Il 65% non ha la cittadinanza, si tratta di un esercito che fa il suo dovere, ma quando si arriva a parlare di diritti purtroppo vediamo che esistono medici di serie A e quelle di serie B, una cosa inaccettabile. Pagano le tasse, svolgono il proprio dovere come i colleghi italiani, quando devono fare i concorsi però vengono esclusi.

— Ogni giorno si ripete che mancano medici per far fronte contro il Covid. È assurdo che quelli stranieri non possano essere assunti nelle strutture pubbliche, no?

— Da una parte escludono i medici stranieri, dall’altra parte in 5 anni ci sono arrivate più di 13.500 richieste di medici e infermieri da tutte le regioni italiane, sia dal pubblico sia dal privato. Oggi stesso sono arrivate 5 richieste di cardiologi. I nostri medici rispondono, ma spesso hanno pagamenti inferiori, nel pubblico si tratta di soli 3-4 mesi di impiego. Spesso i colleghi decidono di non perdere un posto quasi sicuro per trasferirsi e lavorare solo 4 mesi.

— Lei ha fatto un appello anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ce ne può parlare?

— Dalla Francia ci è arrivata la notizia che il presidente francese per premiare i professionisti di origine straniera, fra cui anche i medici, che hanno lavorato in questi mesi in prima linea contro il Covid, ha deciso di assegnare loro la cittadinanza francese.

Venendo a conoscenza di questo passo importante abbiamo fatto un appello a Mattarella sollevando a livello nazionale questo problema. Ci stanno arrivando numerose testimonianze importanti di politici di tutti gli schieramenti. Noi speriamo in una risposta concreta del presidente Mattarella. Noi abbiamo lavorato, dando il nostro contributo, lo stiamo dando anche adesso. Su 274 medici italiani deceduti ce ne sono 15 di origine straniera. Noi continuiamo a collaborare con i medici italiani, è giusto che Mattarella possa prendere l’esempio del presidente francese Macron, ragionando con la testa e con il cuore senza barriere burocratiche e politiche.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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