19:11 21 Gennaio 2021
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La pandemia in atto ha sconvolto le abitudini e la routine di tutti gli esseri umani. Quali sono, in particolare, le conseguenze che il Covid ha portato sugli adolescenti?

La risposta a questa complicatissima domanda si può trovare nel nuovo libro “Adolescenti - educare e crescere senza paura” scritto a quattro mani dall’avvocato Armando Cecatiello e la psicologa Laura Veneroni. Il volume racconta il mondo degli adolescenti e le sue dinamiche come un romanzo, grazie alle loro voci narranti.

Ogni capitolo è un episodio di vita vissuta dai ragazzi, che diventano protagonisti dei casi seguiti dall'avvocato in veste di Curatore Speciale per il Tribunale di Milano e commentato con l'analisi psicologica.

Avv. Armando Cecatiello – autore del libro Adolescenti - educare e crescere senza paura”
© Foto : @Ufficio Stampa
Avv. Armando Cecatiello – autore del libro "Adolescenti - educare e crescere senza paura”
È un tema di grande attualità, considerando anche la situazione generata dalla pandemia. L'ultimo capitolo del libro si intitola infatti “Adolescenti e Covid”.

Per un approfondimento Sputnik Italia ha raggiunto uno degli autori del volume, l’Avv. Armando Cecatiello.

— Avvocato, come nasce il libro “Adolescenti - Educare e crescere senza paura”? Quale messaggio volete mandare ai vostri lettori tramite questo manuale? 

— Ci siamo accorti che degli adolescenti si parla poco, troppo spesso in negativo e sulla scia di spiacevoli fatti di cronaca. Il libro vuole dare un messaggio positivo, nasce dalla mia esperienza professionale di avvocato familiarista e dalla collaborazione con la psicologa clinica Laura Veneroni. Negli anni abbiamo seguito, anche in ambiti diversi, i ragazzi adolescenti e ci siamo accorti che i genitori e chi si occupa in generale di loro non sono sufficientemente informati, da qui l'idea di scrivere un guida, con un linguaggio semplice e accessibile ma completa nei contenuti.

 

 

— C'è chi sostiene che gli adolescenti abbiano più di tutti sofferto il cambiamento causato dal Covid, e chi invece parla di una sorta di immunità psicologica dovuta ad uno stile di vita adolescenziale già di per sé “distaccato” dalla realtà. E Lei cosa ne pensa? È dura avere 20 anni nel 2020 – l'età in cui di solito si vive una vita a 360 gradi, piena di programmi e prospettive per il futuro? 

— La pandemia per gli adolescenti e i preadolescenti è stata ed è molto difficile. I ragazzi sono privati delle necessarie esperienze di socialità che servono per crescere.

La situazione attuale è sicuramente pesante per tutti ma in particolare lo è per i giovani.

Nelle situazioni che ho avuto modo di seguire in questi mesi con la dottoressa Veneroni abbiamo riscontrato un aumento dei disturbi d'ansia nei ragazzi, e un sensibile peggioramento della situazione dei giovani che già in precedenza soffrivano di ritiro sociale. Si percepisce una generale mancanza di motivazioni scolastiche e di progettualità futura. Occorre ricordare che per l'adolescente la dimensione del futuro è fondamentale e questo periodo di sospensione, che non sappiamo neppure quanto durerà, non giova affatto.

— In questo periodo ha davvero senso di parlare della “Generazione Covid”?

— Questo periodo presto finirà e solo alla fine potremo capire le effettive conseguente della pandemia sui giovani. Personalmente sono ottimista, credo nelle enormi risorse che hanno i giovani che ci dimostrano spesso una forte capacità di trasformare le difficoltà in opportunità.

— L'adolescenza, oltre ai cambiamenti biologici e ormonali della pubertà, rappresenta un periodo di trasformazione sociale dove la sensibilità scrutare interazione, l'accettazione e rifiuto è maggior di durante l'infanzia o l'età adulta. A Suo avviso, il ruolo della famiglia in questo nuovo contesto diventa ancora più essenziale? 

— È necessario che i genitori mettano in atto tutte le risorse possibile, diano maggiore ascolto ai ragazzi e siano effettivamente presenti nella quotidianità, comunicando con fiducia attraverso esempi concreti. Non bisogna poi scoraggiarsi e occorre mettere in conto anche momenti di crisi ma con la consapevolezza che finiranno.

— Ogni capitolo del vostro libro inizia con i racconti di vita vissuta, visti attraverso gli occhi dei diversi protagonisti. Potrebbe citare qualche storia che Le ha particolarmente colpito e perché? 

— Il libro si sviluppa come un romanzo dove i protagonisti si raccontano e spiegano quanto gli accade nel quotidiano da diversi punti di vista e con sensibilità diverse.

Sono tutte storie vere, che vengono dalla mia esperienza professionale, ho solo fatto attenzione a rendere i protagonisti irriconoscibili. Lavorare con gli adolescenti è molto intenso e quelle raccontate nel libro sono solo alcune delle storie che mi hanno colpito.

Gli adolescenti hanno problemi troppo spesso a causa dei loro stessi genitori, mi riferisco in particolare alle separazioni e ai divorzi altamente conflittuali, ho pensato di pubblicare un libro proprio per di aiutare i ragazzi attraverso i genitori e tutti coloro che si occupano di loro, anche professionalmente, come insegnanti, educatori e giudici e avvocati.

— Tra i risultati dell’indagine realizzato dall’Unicef è emerso che quasi la metà degli adolescenti che ha partecipato ritiene che il digitale li abbia uniti durante il lockdown, perché senza sarebbero stati più isolati. Per sopravvivere a questa pandemia, anche secondo Lei è fondamentale rimanere connessi attraverso video chat o attività che permettano di continuare il dialogo con gli amici?

— Il digitale, in questo momento storico ha di certo ha aiutato i ragazzi.

È sicuramente però cambiata la quantità di tempo che l'adolescente può dedicare ai social e questo aumento del tempo c.d. libero, per molti in assenza dell’impegno scolastico ed extrascolastico, è di per sé un fattore di rischio. 

Non è possibile per la maggior parte dei genitori controllare il tempo che i figli dedicano ai social né i contenuti a cui accedono. Per questo è importante fornire delle alternative cercando di essere presenti ed educare preventivamente a dei valori alternativi. Queste tematiche sono spiegate nel libro dove vengono illustrate anche le strategie migliori che i genitori posso mettere in campo per aiutare i ragazzi e dargli un po’ di respiro rispetto alla “realtà” dei social.

— Siamo di nuovo costretti a stare a casa per il lockdown natalizio che probabilmente non sarà l'ultimo. Come gli adolescenti possono salvaguardare la propria salute mentale durante la pandemia senza fine? Potrebbe condividere con noi alcune raccomandazioni utili? 

— È un momento di sospensione, difficile per tutti, consiglierei i genitori di impiegare il tempo che hanno con i figli per aiutarli a fare dei progetti e a sostenerli sin da ora nelle loro scelte.

Fare insieme ai ragazzi delle piccole azioni nel quotidiano che aiutano ad avvicinarsi ai progetti dei figli è molto importante perché per un adolescente, e non solo, l’idea di futuro esiste se c'è un presente che ha senso.&

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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