17:41 28 Febbraio 2021
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Uranium One è una società estrattiva internazionale di Rosatom e una delle società di estrazione dell’uranio più importanti al mondo con un portafoglio diversificato di asset internazionali in Kazakistan, USA, Tanzania, Namibia e altri Paesi.

La società sta altresì sviluppando attivamente nuove linee di business nell’ambito dell’energia a basse emissioni di carbonio, delle fonti rinnovabili e delle forniture di biocarburante.

Le infrastrutture e le competenze maturate in una decina d’anni di lavoro sul mercato energetico globale hanno consentito a Uranium One in un breve lasso di tempo di predisporre le esportazioni di biocarburante dalla Russia.

Si tratta di un mercato molto promettente che registra una crescita di anno in anno. La domanda del mercato globale è pari a circa 35 milioni di tonnellate di pellet l’anno. I maggiori produttori di pellet sono i Paesi dell’Europa occidentale e, nello specifico, Gran Bretagna, Germania e Danimarca. Aumentano i consumi anche di Giappone e Corea del Sud.

Entro il 2030 si prevede un aumento della domanda fino a 100 milioni di tonnellate di pellet l’anno. In buona misura l’incremento dei consumi di pellet è garantito dagli stabilimenti industriali che, sfruttando i sussidi dedicati, si riconvertono alle fonti di energia sostenibili.

Nel 2019 siamo entrati nel mercato dei biocarburanti solidi. Abbiamo effettuato con successo le prime forniture pilota e stiamo finalizzando contratti per oltre 5 milioni di euro. Abbiamo altresì ottenuto la certificazione allo standard internazionale FSC che attesta l’adozione di un approccio sostenibile nei confronti del legname nell’arco della catena di fornitura. Parallelamente ci stiamo occupando degli aspetti strategici, intendiamo a tendere concludere accordi di M&A e stiamo già trattando con diverse società del comparto della lavorazione del legno. Il portafoglio di commesse della Uranium One per il 2021 si attesta già a 60.000 tonnellate.

La bioenergetica si interessa di fonti energetiche rinnovabili. Come carburante per la produzione di energia utilizza rifiuti biologici riciclati risolvendo al contempo diverse criticità relative allo smaltimento di rifiuti del comparto della lavorazione agricola e del legname (lignina e torba).

Così la Uranium One nell’ambito della strategia di Rosatom per lo sviluppo di un’energia a basse emissioni di carbonio e basata su fonti rinnovabili promuove un rapporto responsabile con le risorse e l’adozione di modelli di consumo ragionevoli stimolando al contempo lo sviluppo di tecnologie sicure in ottica ambientale di produzione a scarti zero.

— Di cosa sono fatti i pellet?

— I pellet sono prodotti a partire dagli scarti della lavorazione del legname: segatura, trucioli, ecc. In Russia si producono circa 8 milioni di tonnellate di segatura l’anno. Deve essere correttamente raccolta, lavorata, confezionata e certificata. Oggi segatura e trucioli sono considerati scarti e non reinseriti nel ciclo economico sebbene rappresentino una preziosa materia prima.

Da un punto di vista logistico la Russia è ben collegata con i principali mercati regionali di distribuzione. Fino ad oggi nel Paese non vi è ancora un grande operatore in grado di sistematizzare il mercato, aiutare le PMI a superare le certificazioni internazionali e organizzare le vendite. Pertanto, la quota della Russia nella produzione globale di pellet è del 7%, ma il suo potenziale è sensibilmente maggiore.

È importante che questa linea di business sia correlata all’energia green poiché il pellet è una risorsa rinnovabile. Si inserisce perfettamente nel quadro dello sviluppo sostenibile e ci consente di contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici.

— In che modo siete entrati in contatto con l’Italia e perché gli italiani hanno scelto proprio questo prodotto russo?

— Circa il 50% del mercato europeo riguarda pellet impiegati per il riscaldamento di abitazioni private. Questo mercato è relativamente stabile rispetto al mercato del pellet impiegato per la generazione di calore ed energia elettrica a fini industriali.

Italia e Germania al momento sono i due mercati del segmento a registrare una crescita rapida. Il mercato italiano dei biocombustibili solidi registra una crescita costante. Il principale volano di questo mercato è la green economy e il volume del mercato si attesta a 2,5 milioni di tonnellate.

Sul mercato italiano lavoriamo con l’intermediazione di nostri partner che si occupano della distribuzione di pellet in Europa. Uranium One nel 2019 ha ottenuto le certificazioni internazionali necessarie per entrare sul mercato europeo della biomassa: nello specifico, la certificazione FSC attestante il rispetto degli standard per la gestione responsabile della lavorazione del legname e la certificazione SBP attestante le produzioni di biomassa attente all’ambiente e poco energivore. Per i nostri committenti è fondamentale che i nostri prodotti siano il più possibile certificati.

I prodotti russi che Uranium One esporta in Europa presentano un buon rapporto qualità-prezzo, il che ci consente di concorrere sul mercato con altre società straniere. A tendere intendiamo sviluppare la cooperazione con i committenti italiani. Già a dicembre vorremmo effettuare una seconda fornitura.

— Uranium One è intenzionata a concentrarsi sui pellet oppure desidera lavorare su altre tipologie di biomassa?

— Nel breve periodo intendiamo concentrarci sui pellet. Questo prodotto ha dimostrato il proprio potenziale a livello internazionale.Ma vogliamo comunque valutare anche altre tipologie di biocarburante per lo sviluppo di questa linea di business.

Andrey Nikolaevic Shutov ha oltre 15 anni di esperienza nella gestione di progetti e imprese nel settore estrattivo e nell’industria dell’alluminio. Tra il 2006 e il 2010 in qualità di direttore generale di UralPlatina Holding, ha guidato il dipartimento di operazioni estrattive del gruppo RENOVA e tra il 2001 e il 2006 ha seguito diversi progetti nel settore di produzione dell’alluminio.

Andrey Shutov si è laureato al Politecnico Statale Bauman di Mosca in Macchine e attrezzature per il sollevamento, l’edilizia e l’urbanistica. Ha completato la formazione professionale presso la Scuola superiore di scienze bancarie e finanziarie focalizzandosi sulle prassi di audit societario e gestione delle crisi.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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