22:00 03 Dicembre 2020
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Polimeni illustra il suo programma per il mandato 2020-2026. È la prima donna nel ruolo dalla nascita dell’Università più grande d’Europa.

Per la prima volta in 700 anni di storia dell’Università La Sapienza di Roma, la carica di rettore è stata affidata a una donna. Si tratta di Antonella Polimeni, attuale preside della Facoltà di Medicina e chirurgia, che ha vinto le elezioni con un risultato rotondo e che guiderà l’Ateneo più grande d’Europa fino al 2026.

La rettrice Polimeni, che ha più di 20 anni di attività all’interno dell’Università, ha illustrato il programma e le future sfide che affronterà alla guida de La Sapienza in un’intervista a Sputnik Italia.

- Il suo programma parla del La Sapienza e di "percepire la ricchezza del suo pluralismo e della sua biodiversità". Può spiegare perché questo aspetto è così attuale?

- È attuale per due motivi:

  • prima di tutto c’è il tema più squisitamente culturale, Sapienza è l’Ateneo italiano ma anche europeo in cui non ci sono settori del sapere non rappresentanti. La Sapienza ha veramente tutta la declinazione di quelli che definiamo settori scientifici, disciplinari, che sono i saperi a 360 gradi.
  • E poi c’è la biodiversità, che è intesa come diversità, multiculturalismo: un concetto che è dato dalla nostra platea studentesca che in questi ultimi anni è stata ulteriormente incrementata per quanto riguarda le presenze di studenti non italiani, e rappresenta per Roma, ma non solo, un esempio di biodiversità.

Si tratta di un tema attuale: le differenze come valore.

Antonella Polimeni, rettrice dell'Università La Sapienza

- Il suo mandato sarà sicuramente segnato dall'emergenza coronavirus e da come cambia e sta cambiando il modo di fare università. Quali sono le sue proposte in merito?

- La didattica in presenza non è vicariabile da nulla. È chiaro che in questa fase, in base agli indirizzi del Ministero, stiamo tenendo in presenza solamente le matricole che sono le figure dei nostri giovani che hanno bisogno di maggior accompagnamento visto che sono appena usciti dal liceo e entrano adesso nel mondo universitario.

Voglio però sottolineare che tutto il resto, laboratori, tirocini professionalizzanti e attività esperienziali, stiamo facendo di tutto per continuare a garantirli in presenza.

In attesa che la pandemia termini e si possa riprendere una vita accademica e universitaria normale, perché l’università non è solamente seguire le lezioni ma anche socialità, non solo formazione ma anche il mondo nel quale si stringono amicizie, il fatto di essersi dovuti attrezzare velocemente per la didattica a distanza, con aule tutte dotate di infrastrutture adeguate, ci potrà far riflettere su una didattica più innovativa. Ma l’obiettivo è tornare in presenza.

- Non possiamo non fare cenno che per la prima volta una donna è diventata rettrice della più grande università d’Europa. Secondo lei è un normale segnale dei tempi o è giusto che "faccia notizia"?

- Non dovrebbe fare notizia ma tutto sommato è una notizia positiva. Certamente voglio sottolineare che l’obiettivo è quello di ragionare all’interno della frase “pari opportunità per pari capacità”. Io mi sono presentata con un mio curriculum e con un mio programma che è stato ampiamente condiviso da varie aree dell’Ateneo e quindi il successo della mia candidatura nasce da un curriculum molto solido basato su un’esperienza ultraventennale nell’Ateneo in tanti ruoli istituzionali. In oltre 20 anni ho salito tutti i gradini e accumulato responsabilità gestionali crescenti.

- Altro tema importanti della sua candidatura è stata l'internazionalizzazione. Ci può spiegare nel dettaglio?

- È chiaro che lo sforzo fatto in questi anni di rendere l’Ateneo sempre più attrattivo sia per gli studenti che per ricercatori che provengano da altri Paesi è uno sforzo che andrà supportato anche con alcune modifiche regolamentari, con il potenziamento delle infrastrutture e della ricerca, ma la parola chiave che si trova più volte nel mio programma è l’implementazione della ricerca transdisciplinare. Una ricerca che metta insieme più saperi, perché non esistono le singole discipline, esiste un problema e bisogna risolverlo. Per risolvere quesiti scientifici ormai è impensabile una ricerca monodisciplina e su questo investiremo molto.

- Quando presenterà la sua squadra di governo?

- Attendo il decreto di nomina del ministero. L’insediamento penso sarà i primi di dicembre, vediamo se riusciamo a farlo entro Natale.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Roma, Università
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