22:02 03 Dicembre 2020
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Per Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, intervistato da Sputnik Italia, l'esclusione dal vertice anti-terrorismo voluto dal presidente francese Emmanuel Macron, penalizza l'Italia: "L'obiettivo è limitare gli accordi di Schengen per sigillare i confini con il nostro Paese, che continua ad aprire le porte all'immigrazione illegale".

"Ogni falla della sicurezza alle frontiere esterne dell'Ue o in uno degli Stati membri è un rischio per tutti gli Stati membri", ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron alla fine del summit sul contrasto al terrorismo islamico con i leader di Germania, Austria e Olanda, e con i vertici dell’Ue. Per alcuni commentatori proprio in questa frase c’è la ragione dell’esclusione dell’Italia dall’incontro di qualche giorno fa. 

Da Parigi si sono giustificati dicendo che l’invito, per ora, è stato rivolto soltanto ai Paesi che sono stati colpiti dal terrorismo islamico. Ma la volontà che è emersa dal vertice di rafforzare i controlli alle frontiere esterne dell’Unione sembra essere un messaggio rivolto proprio al governo italiano. “L’esclusione dell’Italia da questo vertice è un pessimo segnale, innanzitutto sul piano politico”, spiega a Sputnik Italia Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa. 

— Vuole dire che non ci considerano più un partner affidabile?

— No, questo mi sembra esagerato. Il governo italiano ha posizioni europeiste ed è molto ossequioso nei confronti dei leader europei, non è assolutamente un ostacolo per Francia e Germania. E poi in Europa conoscono bene la preparazione dei nostri servizi di intelligence nel contrasto al terrorismo, la hanno riconosciuta più volte. Basti pensare che nel giro di soli cinque anni sono stati espulsi dal nostro Paese oltre 500 estremisti islamici, tutti potenziali terroristi. 

— E allora cosa è successo?

— C’è da dire che per fare contente certe lobby vicine all’esecutivo, l’Italia sta assumendo un atteggiamento sull’immigrazione che è totalmente in controtendenza rispetto a quello degli altri Paesi europei. Il fatto di tenere i porti aperti a chiunque non è coerente con le minacce che ci sono, dal terrorismo all’emergenza sanitaria, ed è proprio a causa di questa politica controversa che stiamo diventando irrilevanti su molti dossier. Spagna e Grecia, gli Stati interessati dalle rotte migratorie del Mediterraneo orientale e occidentale, stanno prendendo provvedimenti per limitare gli arrivi. Addirittura la piccola Malta ha sottoscritto accordi con la Libia e la Tunisia per limitare i flussi. Solo il governo italiano sta varando in questi giorni un provvedimento di massima apertura, nonostante tutti sappiano che l’immigrazione illegale rappresenta sia un veicolo di finanziamento per criminalità e il terrorismo islamico, sia un canale d’ingresso per elementi radicalizzati che fuggendo dai centri di accoglienza riescono a far perdere facilmente le proprie tracce. 

— Si riferisce al Decreto immigrazione?

— Esattamente. Il problema è che in un momento in cui tutta Europa serra la morsa attorno all’islam politico, ai movimenti islamisti inclusa la Fratellanza Musulmana, e in cui tutti i paesi mediterranei chiudono le frontiere all’immigrazione illegale, noi decidiamo di concedere permessi a chiunque sbarchi clandestinamente nella Penisola. 

— Pensa che ci guardino come il “ventre molle” d’Europa?

— Di fatto è così, il nuovo decreto non farà che aumentare gli arrivi di chi paga organizzazioni criminali per venire in Europa e potrebbe far convergere sull’Italia gran parte dei flussi migratori illegali dalle altre rotte del Mediterraneo. Già oggi i dati forniti dall’agenzia europea Frontex evidenziano flussi in calo verso Spagna e Grecia e in crescita verso l’Italia: conseguenza diretta delle iniziative del governo Conte i cui esponenti da un lato dicono che l’immigrazione illegale “è inaccettabile”, ma poi aprono porti e porte a barchini, gommoni e navi delle Ong.

— Quindi crede che la questione del terrorismo sia legata soprattutto all’immigrazione?

— Solo in parte. Oggi più che mai bisogna chiudere i confini per una questione di serietà: c’è un’emergenza Covid in base alla quale gli italiani soffrono pesanti limitazioni alle loro libertà mentre migranti illegali, inclusi molti positivi al virus, sbarcano liberamente, fuggono dai centri d’accoglienza e vanno dove vogliono. Questo è un insulto ai cittadini e getta discredito sulla nostra nazione, destando sconcerto anche all’estero.

Detto ciò, non può passare l’idea che l’Italia favorisca la minaccia terroristica in Europa. Ricordo che, fatta eccezione per pochi casi, la gran parte degli attentati terroristici islamici compiuti in Europa sono stati effettuati da persone nate, cresciute o accolte in Francia, Austria, Germania e così via. La Francia ha 8mila potenziali terroristi da tenere d’occhio e sta per liberarne dalle carceri altri 500 oltre ad avere molte banlieue fuori controllo e in mano alla sharia: problemi gravi non certo causati da immigrati illegali o terroristi giunti dall’Italia. 

— Quali saranno le conseguenze dell’esclusione del nostro Paese da questo vertice? 

— Si tratta di un’esclusione umiliante per Roma, che rimarca l’esistenza di una Europa di serie A e una serie B, e che ha poco senso se l’obiettivo è quello di combattere il terrorismo, che costituisce una minaccia per tutti. È possibile invece che l’obiettivo del vertice fosse mettere a punto una limitazione degli accordi di Schengen per sigillare i confini con l’Italia. Un’opzione molto dura che emarginerebbe ulteriormente Roma, ma che costituirebbe il frutto delle sciagurate politiche migratorie del governo italiano. 

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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