02:53 04 Dicembre 2020
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Nei cimiteri capitolini regnano il caos e il degrado. Giorni e giorni di attesa per le cremazioni, file di carri funebri. La causa non sarebbe legata soltanto all’aumento dei morti per il Coronavirus, bensì alle carenze strutturali e alla disorganizzazione di Roma. In attesa per la cremazione anche la salma di Gigi Proietti.

I cimiteri della capitale sono al collasso, lunghe file anche per le cremazioni, fra le “pratiche” slittate c’è anche quella del grande Gigi Proietti, scomparso pochi giorni fa. Al di là dell’aumento dei decessi legati al Covid i cimiteri romani erano abbandonati al degrado già da anni.

I problemi burocratici della capitale non hanno risparmiato neanche i morti. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Valeria Campana, portavoce del Comitato Tutela Cimiteri Capitolini.

Decine di salme sono in attesa della cremazione a Roma. Valeria Campana, il caos e la disorganizzazione nella capitale non hanno risparmiato neanche i morti?

— È da quattro anni che combattiamo contro questa situazione di degrado e di mancanza di rispetto verso il dolore dei romani. Per quanto riguarda la sepoltura doveva essere messa in campo una serie di accortezze, nulla è stato fatto. Ciò che sta accadendo non è attribuibile all’aumento dei decessi legati al Covid, che sicuramente c’è stato, ma dal nostro punto di vista è una situazione legata all’incapacità di questa amministrazione di dare risposte ai cittadini.

È stato chiuso nel mese di agosto il cimitero Laurentino, tutti i cittadini di questa zona dovranno necessariamente trovare una soluzione diversa. Sono aumentate le richieste di cremazioni, perché le famiglie vorrebbero dare una sepoltura ai propri cari utilizzando una precedente tomba di famiglia. La risposta dell’amministrazione invece è stata mettere in fila i carri funebri. La direzione AMA dei cimiteri non ha fatto nulla affinché venisse ampliato il cimitero Laurentino, le tombe al Verano potevano essere liberate, non ha fatto nulla per procedere con la manutenzione ordinaria degli edifici di Prima Porta. È una gestione pessima che stiamo denunciando da anni. Tutta questa situazione è crollata sulle spalle dei cittadini in un momento dolorosissimo. Molti di loro non hanno potuto piangere i propri cari in una degna memoria eterna.

— I cimiteri romani sono abbandonati da anni, la sporcizia e il degrado non c’entrano con il Covid, giusto?

— Esatto, tuttavia nel 2017 il Comune di Roma ha deciso di implementare le tariffe per i servizi funebri e cimiteriali senza restituire decoro lì dove ora c’è l’eterno degrado. La cattiva amministrazione dei cimiteri capitolini innesta un quadro più ampio di carenza di leggi regionali, nel Lazio manca completamente una legge che regoli questo ambito. È una lacuna normativa gravissima che lascia ampio spazio a fenomeni di abusivismo e delinquenziali, come le truffe delle ceneri.

— È slittata anche la cremazione del grande Gigi Proietti. “Grazie” a questa triste e clamorosa vicenda si parla del problema dei cimiteri, un argomento sottaciuto solitamente, non crede?

— Come Comitato abbiamo provato a mandare un segnale forte già il 30 ottobre. Questo segnale è stato amplificato con la scomparsa di questo celebre concittadino a cui va reso onore anche in questo senso. Anche nella morte Gigi Proietti è riuscito a dare il suo contributo ai romani e ad alleviare le sofferenze dei suoi concittadini.

— In chiusura che messaggio vorrebbe lanciare?

— Vorremmo delle risposte concrete da parte dell’Assessore all’Ambiente. Dopo tre assessori non abbiamo avuto l’onore di ricevere delle spiegazioni. Vorremmo una presa di posizione, non soltanto a parole, dal sindaco Raggi, che ha ricevuto 4 anni fa il nostro dossier a cui non ha mai risposto. Vogliamo vedere che le memorie date ai nostri cari siano decorose, non degradate.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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