03:08 04 Dicembre 2020
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Il presidente facente funzione della Calabria, Nino Spirlì, intervistato da Sputnik Italia, attacca il ministro della Salute Roberto Speranza sul lockdown nella regione: "È lui che ignora i dati". E accusa: "C'è stata disparità di trattamento con altre regioni italiane".

Non si placano le polemiche in Calabria dopo l'istituzione della zona rossa. Ieri ci sono state proteste in strada in diverse città della regione. Sputnik Italia ha raggiunto il presidente facente funzione, Nino Spirlì.

- Ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha accusato le regioni di "ignorare la gravità dei dati che riguardano i propri territori", cosa replica?

- Credo che sia proprio il ministro Speranza a ignorare i dati delle Regioni e credo che sia ancora Speranza a ignorare la gravità della situazione sanitaria generale calabrese. Il governo solo ora ha puntato il cannocchiale sul disastro che hanno combinato oltre dieci anni di commissariamento del sistema sanitario di questa regione. I patimenti legati all’attuale pandemia non sono certi figli degli ultimi otto mesi di questa amministrazione regionale. Se si devono andare a cercare dei responsabili, il governo abbia il coraggio e l’onestà di andare a cercarli in casa propria. I commissari dipendono direttamente dal governo, non rispondono all’amministrazione regionale della Calabria e soprattutto e malauguratamente con essa dialogano poco o niente, mantenendo un'indipendenza decisionale che il governo stesso ha concesso loro.

- Ha definito questo lockdown una “punizione” e accusato il governo di “pregiudizio” nei confronti dei calabresi, perché?

- Perché non è possibile che un algoritmo possa decidere sulla vita e sulla morte di due milioni di persone, di decine di migliaia imprese commerciali, laboratori artigianali, di piccole imprese, delle imprese legate all’agricoltura, spina dorsale dell’economia di questa terra che alla mia gente porta il pane in tavola. Decisioni così complesse non possono essere prese sulla base di numeri scritti su una pagina virtuale di un computer, ma dovrebbero essere il risultato di un confronto umano e di buon senso che tenga conto delle esigenze umane.

- Pensa che ci siano state disparità di trattamento con altre regioni italiane?

- Si!

- Cosa significherà per il vostro territorio questa chiusura?

- La fame nera. La chiusura definitiva di partite iva e di piccole e grandi attività commerciali. L’annientamento del nostro artigianato. La fine del mondo della cultura e dello spettacolo. Perdite ingentissime per la produzione agricola, lattiero casearia, enologica. Insomma una via senza ritorno per una Calabria che si era preparata, ottimista, ad un cambiamento di rotta, di linguaggio, di azione.

-  Cosa chiedete al governo?

- Che ci ripensi. E poi anche che ci ripensi.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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