03:50 29 Novembre 2020
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L'emergenza sanitaria non ferma gli sbarchi a Lampedusa dove nelle ultime 24 ore sono sbarcati centinaia di migranti. La denuncia del sindacato di polizia, Coisp: "L'hotspot è al collasso, agenti e migranti sono esposti costantemente al rischio di contagio".

Il fatto che il terrorista tunisino che ha ucciso tre persone nella basilica di Notre-Dame a Nizza sia sbarcato lo scorso settembre a Lampedusa ha riacceso le polemiche sull'utilizzo dei canali migratori da parte dei terroristi. Nel frattempo, nella più grande delle isole Pelagie non si fermano gli arrivi di migranti, con diversi barchini giunti in poche ore, soltanto nella giornata di oggi.

L'hotspot di contrada Imbriacola, che può contenere circa 190 persone, è già al collasso e gli agenti di polizia faticano a tenere la situazione sotto controllo, come denuncia a Sputnik Italia, Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp.

— Nonostante l'aggravarsi dell'emergenza sanitaria, in Italia continuano gli sbarchi, soprattutto a Lampedusa, in che condizioni è l'hotspot dell'isola?

— In una condizione disumana, si figuri che alcuni lo hanno ribattezzato "hotel inferno", proprio perché le condizioni di invivibilità sono pari a quelle di un girone dantesco. Le basti pensare che negli ultimi giorni sono sbarcati sulle coste dell'isola oltre 1300 migranti clandestini: un numero spropositato se si considera che questa estate, anche nei momenti più critici, si è arrivati a un massimo di 1200 persone. Oggi la situazione è totalmente fuori controllo.

— Riuscite a garantire le condizioni di sicurezza e le norme anti-Covid per ospiti e operatori?

— No, affatto, l'hotspot sta letteralmente scoppiando perché pur potendo contenere un massimo di 190 migranti, oggi ne conta sette volte di più. Con così tante persone stipate in un'area così piccola, sono saltate tutte le norme igienico-sanitarie e di contenimento del virus: in questo modo sia gli agenti di Polizia e sia i migranti sono esposti costantemente al rischio di contagio perché rispettare il cosiddetto distanziamento sociale è praticamente impossibile.

— Le Forze dell'Ordine, impegnati in queste settimane sul fronte dell'emergenza sanitaria, sono in grado di gestire un aumento così drastico degli arrivi di miranti o si rischia di perdere il controllo della situazione?

— La situazione, duole dirlo, ma già adesso è impossibile da tenere sotto controllo. Sono poche decine gli agenti di Polizia atti al controllo dell'intera struttura, circa 100, e ovviamente è difficilissimo far fronte alla situazione. Siamo seduti su una polveriera pronta a esplodere, sia dal punto di vista sociale e sia dal punto di vista sanitario. Proprio per questo sono settimane che chiediamo al governo di bloccare i flussi migratori incontrollati: visto che nel nuovo dpcm sono previste tante restrizioni, perché non si fa nulla per la situazione dei centri di accoglienza? Perché si continua ad accogliere indistintamente? Richieste che abbiamo avanzato alle istituzioni e che, neanche a dirlo, sono rimaste lettera morta.

— Anche i centri d'accoglienza, in queste settimane, sono stati spesso teatri di rivolte, siete preoccupati per la tenuta dell'ordine pubblico?

— Moltissimo. Sono tanti gli appartenenti alle Forze di Polizia che per gestire i problemi dei migranti – in molti casi con di carattere socio-psicologico – sono rimasti feriti in maniera più o meno grave. E questo, a nostro parere, è inconcepibile. Le Forze dell'Ordine rappresentano e difendono lo Stato, ma come mai lo Stato non si cura di difendere noi?

Ministro degli Interni dell'Italia Luciana Lamorgese
© AP Photo / Jonathan Borg

— Quanto incide il nuovo "decreto immigrazione" sulla gestione della situazione attuale?

— Eravamo convinti che i problemi legati alle modifiche dei dl sicurezza li avremmo visti a partire dalla prossima primavera, ma ci siamo dovuti ricredere: sono già iniziati. La nuova normativa, infatti, ha inciso moltissimo oltre che sulla gestione dei flussi migratori, anche sulle politiche di espulsione e di respingimento. Con l'ampliamento delle ipotesi in cui non potrà più essere più operato il respingimento, l'espulsione o l'estradizione di un clandestino e con i permessi di soggiorno che verranno concessi praticamente a chiunque ne faccia richiesta, le Forze dell'Ordine, già sotto organico di uomini e mezzi, si troveranno a dover gestire tante nuove emergenze.

Un esempio su tutti: con la decadenza dei requisiti economici per l'ottenimento del permesso di soggiorno, anche chi non è in grado di condurre uno stile di vita dignitoso grazie a una fonte di reddito seppur minima, potrà comunque restare in Italia. Questo, inevitabilmente, si tradurrà in un aumento della microcriminalità nelle città e nei punti di approdo: un'emergenza che a quel punto diventerà un vero e proprio dramma.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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