03:08 28 Novembre 2020
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La situazione che sta accadendo in queste ore attorno alle elezioni del 46esimo presidente americano e “The days after” potranno sicuramente ispirare i produttori americani per lanciare una nuova stagione di “House of Cards”.

La notte più lunga d’America si chiude senza un vincitore ufficiale in attesa che in alcuni stati chiave vengano contati nei prossimi giorni le schede arrivate per posta.

Nel frattempo aumentano su Twitter i post con l'hashtag #StopTheSteal ('ferma il furto') e #FreeAndFairElections ('elezioni libere e giuste') che segnalano presunti brogli elettorali a danno dei repubblicani. Alcuni denunciano ritardi nell'apertura dei seggi, in Pennsylvania ad esempio, orchestrate ad arte per non far votare chi deve andare a lavorare. Altri segnalano e pubblicano foto di guasti alle macchine elettorali a Philadelphia, New York e in Georgia, zone conquistate da Trump nel 2016.

​Per fare il punto della situazione Sputnik Italia ha raggiunto Stefano Graziosi, giornalista de La Verità, co-autore del libro “Trump contro tutti. L'America (e l'Occidente) al bivio”.

— Stefano, quali Stati Uniti abbiamo visto durante il voto? Come, a Suo avviso, dobbiamo interpretare questo risultato incerto?

— Abbiamo visto una nazione che è sempre più polarizzata ma questo era già noto molto prima delle elezioni. Secondo me, i dati politici rilevanti a questo momento sono due e sono favorevoli per Trump e per il partito repubblicano.

Innanzitutto c'è stato un vigoroso spostamento di una parte consistente dell'elettorato ispanico verso i repubblicani grazie al quale Trump ha vinto in Florida. Credo, ma devo vedere i flussi elettorali, questo fattore possa aver aiutato anche nella non semplicissima conquista del Texas. E’ un segnale che ci dice che il partito repubblicano di Trump non è “fissato” sull’elettorato esclusivamente bianco ma è apertissimo alle minoranze e in particolar modo a quella ispanica.

Secondo aspetto – vedremo come andranno gli spogli, però Trump si dimostra comunque ancora competitivo nella working class, tra i “colletti blu” che tradizionalmente avevano sempre votato per i dem. Indipendentemente da quello quale sarà l'esito dello spoglio per posta, importante è che si è dato troppo per scontato che i “coletti blu” avrebbero votato convintamente per Biden ma, come abbiamo visto, questo scenario non si è verificato.

— “The Donald” si dichiara vincitore e ha intenzione di andare fino alla fine. Anche Joe Biden, intanto, si dice sicuro di essere sulla strada della vittoria e invita ad aspettare che tutti i voti siano stati contati. Quanto tempo ci vorrà per avere il risultato netto? Anche questa volta negli Swing States sarà decisa la partita della Casa Bianca?

— Per quanto riguarda lo spoglio dei voti in stati, come per esempio la Pennsylvania, dove non abbiamo nulla di certo, si parla addirittura di fine settimana tra giovedì e venerdì. Resta poi tutta l'incognita sul contenzioso legale perché questa mattina Trump non solo si è dichiarato vincitore ma anche detto che darà battaglia e arriverà fino alla Corte Suprema.

Poi c’è un tema che riguarda non soltanto gli eventuali risultati ma anche i brogli elettorali. Per essere ancora più specifici, vorrei ricordare che c'è la regola che è stata introdotta in Pennsylvania, secondo la quale si possono conteggiare i voti per posta fino a tre giorni dopo l’Election Day. Rispetto a questo, alcuni giorni fa i repubblicani avevano fatto un ricorso alla Corte Suprema che non ha ancora preso la decisione perché non c'era la ratifica di Amy Barrett voluta da Trump. Per cui adesso, quando la Corte Suprema è a pieno regime con la Barrett, Trump prevedibilmente arriverà lì.

​— In vista del voto in molte città la gente è scesa in piazza e si sono verificati scontri violenti e arresti da Washington a Los Angeles. Prevede le violenze successive alle elezioni presidenziali statunitensi?

— Qualora la questione arrivasse alla Corte Suprema, uno scenario del genere non è certo ma non è nemmeno escludibile.

— Quale di due candidati potrà, a Suo avviso, calmare la spaccata e polarizzata opinione pubblica americana, tranquillizzare i mercati e soddisfare l’Italia, l'Europa e l'intero pianeta che guarda a questo voto con tanta preoccupazione?

— Una stabilizzazione della situazione interna la vedo difficile sia con Trump, che con Biden perché, come dicevo prima, queste elezioni rispecchiano una forte polarizzazione dell'elettorato. Anche il Wall Street si divide: c'è chi tifa Biden, c’è invece chi punta su Trump. Per ora che viene questo è solo un nome.

È ovvio che Trump e Biden possono portare avanti delle linee molto differenti sia nei rapporti con l'Europa, sia nei rapporti con la Cina e soprattutto nei rapporti con la Russia. Trump ha sempre cercato di arrivare ad una distinzione con Vladimir Putin, si è riuscito fino ad un certo punto perché ha avuto delle forti resistenze interne. Questo tipo di distinzione che Trump ha cercato prevalentemente per stabilizzare il Medio Oriente e anche per sottrarre un po’ Mosca da Pechino. Io credo che una eventuale presidenza Biden non userebbe una strategia del genere. Sulla Cina ci sono alcuni dossier che resteranno uguali indipendentemente da chi sarà il nuovo inquilino della Casa Bianca (dossier legati alla tecnologia militare, al 5G, all'intelligenza artificiale), però, secondo me, su commercio Biden non avrebbe l'approccio puro che ha avuto invece Trump.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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