03:43 28 Novembre 2020
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I risultati ufficiali delle elezioni statunitensi ancora non ci sono, continua il testa a testa fra Donald Trump e Joe Biden, decisivo sarà il voto postale di oltre 100 milioni di americani.

I sondaggi che pronosticavano una netta vittoria di Biden sbagliano ancora. Cosa cambierà per l’Italia e sullo scacchiere internazionale con Biden o Trump presidente?

La corsa per la Casa Bianca è appesa al voto postale. I risultati finali probabilmente saranno pronti per il fine settimana. Qual sarà l’impatto sull’Europa, e in particolare sull’Italia con la vittoria di Trump da una parte e con quella di Biden dall’altra? Come si svilupperanno i rapporti con la Cina? Le relazioni fra Washington e Mosca che piega prenderanno? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Paolo Zagami, avvocato e analista economico giuridico internazionale.

— Il risultato finale slitta. Paolo Zagami, analizziamo i due scenari: con Trump o Biden quale sarà l’impatto sull’Europa e soprattutto sull’Italia?

— Dobbiamo fare delle mere ipotesi, probabilmente non prima del fine settimana sapremo chi sarà il nuovo presidente. Con riferimento alla politica estera le cose cambieranno in parte. Se vincerà Biden e quindi i democratici è previsto un piano che si può riassumere con un “Buy American”, mentre se vincerà nuovamente Trump si riaffermerà il principio “America First”. Ad ogni modo io ritengo che continuerà una tendenza isolazionista degli Stati Uniti nei confronti del mondo intero in senso contrario delle tendenze della globalizzazione. L’approccio di Biden sarà più gentile rispetto a quello più duro di Trump, ma in ogni caso probabilmente l’America tenderà a proteggere i propri prodotti e a relazionarsi a livello commerciale ed economico in modo difficoltoso con l’Europa.

Per quanto riguarda l’Italia, penso che il nostro Paese sia a prescindere molto meno considerato dagli Stati Uniti rispetto a 30 anni fa, questo lo posso affermare avendo rapporti diretti con alti diplomatici all’Ambasciata di Roma. Questo perché la mappa geopolitica del mondo è cambiata e le alleanze contano meno. Ai tempi dell’Unione Sovietica c’era una dominante ideologica prevalente, oggi prevale quella economica finanziaria che non prevede amici e nemici, ma piuttosto rivali e concorrenti. La nostra influenza nel Mediterraneo oggi è sbiadita. L’Italia a livello geopolitico conta ben poco. A prescindere se sarà Biden o Trump comunque la tendenza è che l’Italia rispetto agli Stati Uniti purtroppo ha un ruolo marginale.

— Per quanto riguarda i rapporti con la Cina, la situazione potrebbe cambiare o le relazioni continueranno ad inasprirsi?

— Continueranno ad inasprirsi, la cosiddetta “guerra fredda” rimane comunque, questo perché gli Stati Uniti non abbasseranno la pressione sulla Cina. Sono stati proprio i democratici a chiedere una linea più dura con Pechino incolpando Trump per le sue esitazioni, quindi questo inasprimento con la Cina forse peggiorerà addirittura con Biden. La leadership cinese non si sbilancia con queste elezioni, comunque sia la Cina sa bene che dovrà confrontarsi con il “nemico” americano.

— Appena eletto Trump quattro anni fa ci si aspettava una svolta nei rapporti con la Russia, ma le sanzioni sono rimaste immutate. Che cosa ne pensa sul futuro dei rapporti con Mosca nel caso di una vittoria di Biden?

— Trump e Putin hanno una visione del mondo abbastanza simile, quattro anni fa il Cremlino festeggiò per l’elezione a sorpresa di Trump, oggi però non si fa illusioni, perché è difficile che cambi qualcosa. Trump ha messo in discussione l’Alleanza con la Nato, lasciando alla Russia campo libero in vari teatri di crisi internazionale. C’è anche da dire che le relazioni fra Stati Uniti e Russia sono ai livelli più bassi dalla guerra fredda. Non è detto che Biden voglia continuare la politica di controllo degli armamenti. Se per la Cina la situazione è abbastanza chiara, per la Russia è difficile dire se gli equilibri peggioreranno o meno con Trump o Biden presidente.

— I sondaggi anche questa volta sembrano aver fallito come nel 2016 dando per spacciato Trump. Come mai i sondaggi sbagliano continuamente?

— Quattro anni fa ci svegliammo con la vittoria clamorosa di Trump su Clinton. Questa volta potrebbe verificarsi lo stesso. In tutta questa grande confusione ci sono comunque tre dati certi in cui i sondaggi hanno azzeccato. Il primo dato riguarda l’affluenza: 150 milioni di persone, il numero più alto dal 1908. Il secondo dato è che a causa dei circa 100 milioni di voti per posta i risultati si avranno nei prossimi giorni. Il terzo elemento è che Joe Biden prenderà più voti in assoluto di Trump, anche se questo, come già abbiamo visto, potrebbe non bastare per farlo diventare presidente degli Stati Uniti.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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