21:34 03 Dicembre 2020
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Quanto incide il Covid sulla vita sessuale degli italiani? Per il presidente della Società Italiana di Andrologia, Alessandro Palmieri, intervistato da Sputnik Italia, lo stress dovuto alla pandemia rischia di nuocere alla salute sessuale di milioni di persone.

Evitare rapporti sessuali, e se proprio dovesse capitare con partner occasionali ricordarsi di indossare sempre la mascherina. I consigli di virologi e sessuologi in tempo di pandemia hanno fatto discutere e talvolta sorridere gli italiani. Di sicuro, per il presidente della Società Italiana di Andrologia e professore di Urologia all'Università Federico II di Napoli, Alessandro Palmieri, intervistato da Sputnik Italia, c'è che lo "stress da Covid-19" incide anche sulla salute sessuale e gioca un ruolo non indifferente nel calo della libido. 

- Quanto incide lo stress per la difficile situazione che stiamo vivendo sul calo del desiderio?

- Tutte le fonti di stress posso avere delle ripercussioni sulla salute psicologica e fisica. La pandemia Covid19 sta imponendo a tutti noi modifiche dello stile di vita utili a controllare il rischio di contagio ma innaturali e faticose da sostenere. La fatica di sostenere uno stile di vita così diverso da quello a cui siamo abituati può produrre frustrazione e lentamente logorare le persone. Ciò ha un effetto sulla capacità di raggiungere l’eccitazione e quindi di poter vivere al meglio un rapporto. Insomma si lo stress dovuto alla pandemia può minare la salute sessuale di tutti. A questo si aggiunge anche il cambio dell’ora. Il passaggio all’ora solare può esser anch’esso fonte di stress ma l’effetto è nettamente inferiore rispetto a quello della pandemia.

- Può subentrare in questa fase il timore di un possibile contagio proveniente dal partner?

- Il rapporto sessuale comporta stretta vicinanza tra i partner quindi facile scambio di saliva cioè il principale veicolo del virus da un partner all’altro. Evitare baci o utilizzare mascherine può ridurre questo rischio tuttavia non annullarlo in quanto la stretta vicinanza durante un rapporto faciliterà di per sé il contagio. Gli studi che hanno analizzato la presenza del virus nel liquido seminale hanno prodotto risultati incerti ed oggi non sappiamo se il virus possa trasmettersi attraverso il liquido seminale.

- Il deficit erettile può rappresentare un campanello d’allarme per altre patologie?

- Il deficit erettile può esser dovuto al danno prodotto alle arterie del pene da patologie come diabete, ipertensione, obesità, sindrome metabolica. Queste malattie producono danni alle arterie di tutti gli organi. Le arterie del pene hanno calibro simile a quelle del cuore. Pertanto le patologie che producono danni alle arterie del pene danneggiano anche le arterie del cuore.

La comparsa repentina di disfunzione erettile può esser un campanello d’allarme quindi per una cardiopatia. E’ importante che l’uomo affetto da disfunzione erettile si rivolga ad un andrologo per un corretto inquadramento del proprio stato di salute.

- Come può essere combattuta la disfunzione erettile dovuta a questo tipo di sconvolgimenti?

- Il percorso per affrontare ogni patologia parte dal suo corretto inquadramento. Per questo è importante rivolgersi a specialisti andrologi che possano definire se la DE è secondaria a problematiche di natura organica o psicosessuologica.

- Quali sono i consigli degli andrologi per evitare questa problematica?

- Un corretto stile di vita è il metodo più efficace per preservare la propria salute sessuale. Dieta sana ed attività fisica aerobica permettono di rallentare l’invecchiamento di ogni apparato dell’organismo umano anche di quello genitale. Questo è il primo consiglio di noi medici. Esistono molte cure farmacologiche e fisiche per questa patologia. L’andrologo oggi modula la cura sulle caratteristiche dell’uomo affetto da disfunzione erettile. Il trattamento personalizzato infatti permette di offrire il massimo dei benefici delle varie terapie minimizzandone gli effetti collaterali. Il consiglio quindi è rivolgersi ad un bravo andrologo per il corretto inquadramento del problema e l’impostazione del trattamento più adeguato alle caratteristiche del paziente.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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