03:23 28 Novembre 2020
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Dopo il brutale attentato nella basilica di Notre-Dame a Nizza, Silvia Sardone, eurodeputata della Lega, intervistata da Sputnik Italia, invoca sanzioni contro la Turchia: "L'Europa mandi un messaggio forte ad Erdogan".

Sanzioni contro la Turchia e un freno all'immigrazione incontrollata. Così, per Silvia Sardone, eurodeputata leghista, l'Europa dovrebbe affrontare l'escalation della tensione con il mondo musulmano. All'indomani dell'attacco jihadista nella basilica di Notre-Dame a Nizza, l'esponente della Lega Nord, intervistata da Sputnik, sottolinea come il radicalismo islamico sia un problema presente anche nel nostro Paese.

- L'attentato di Nizza arriva dopo giorni di tensioni con la Turchia e il mondo musulmano, come dovrebbe reagire l'Europa in questa fase?

- In questi mesi la Turchia ha alzato la tensione e condotto una politica estera molto aggressiva che ha portato all’inasprirsi di questioni annose come quella di Cipro Nord, Libia e Armenia. In un’Europa già fortemente colpita dalla pandemia da Covid-19 queste azioni hanno conseguenze molto gravi e provocano una destabilizzazione che l’Ue non ha ancora saputo gestire. L’Unione dovrebbe prendere una posizione netta e chiara, in accordo con gli stati membri, ed indire delle sanzioni nei confronti della Turchia per mandare un messaggio importante e forte ad Erdogan.

- La Francia da settimane è nel mirino dei terroristi islamici, l'Italia può dirsi al sicuro?

- Nessun paese europeo può, purtroppo, sentirsi al sicuro in questo momento. Le cellule islamiche più estremiste si sono insidiate in tutti i paesi del Vecchio Continente e la situazione è molto critica.

Gli estremisti ci odiano e vogliono toglierci la libertà!. Non dimentichiamoci che noi abbiamo ancora questioni aperte in Libia e la politica migratoria del nostro governo, che da una parte fa entrare indiscriminatamente immigrati tra cui anche il terrorista di Nizza, e dall’altra non ha alcuna idea su come integrarli, potrà portare a situazioni di ulteriore disagio per la nostra popolazione.

- Anche lei è stata vittima di minacce da parte di musulmani fondamentalisti per essersi opposta all'apertura di una moschea, come è andata?

- Qualche settimana fa sono stata ad un presidio organizzato dalla Lega contro l’apertura di una Moschea in via Novara a Milano, dove avrebbe dovuto sorgere un parcheggio di interscambio molto importante per la città. Pochi giorni dopo hanno cominciato ad arrivare decine di messaggi di minacce contro di me e la mia famiglia proprio per la mia battaglia contro la moschea e la mia posizione contro l’integralismo. Non si può ridurre la questione a cyberbullismo dato che le minacce erano dovute ad una mia presa di posizione politica e nella quasi totalità dei casi i nomi di chi mi scriveva non erano italiani.

- Le persone che l'hanno offesa, anche in modo grave, sono stati identificate e perseguite in qualche modo?

- Ho fatto denuncia, tramite il mio avvocato, alla polizia che sta svolgendo delle approfondite indagini.

- Quanti sono secondo lei in Italia i musulmani che faticano ad integrarsi?
-Purtroppo sono una grande parte, lo vedo ogni giorno nei quartieri popolari di Milano, la mia città, dove i cittadini italiani si lamentano perché gli stranieri non rispettano le regole. La microcriminalità è ormai in mano a questi soggetti che pensavano di trovare in Italia la nuova America ed invece si sono accorti che qui la situazione non è rosea. La colpa però è anche di chi incentiva questa immigrazione di massa per vili interessi economici trattando gli immigrati come carne da macello. Per sopravvivere finiscono molto spesso per delinquere o bivaccare.

Sono purtroppo innumerevoli le scene a cui abbiamo dovuto assistere in questi anni: da immigrati che minacciano passanti con un machete od un coltello, dagli stupri subiti dalle donne, alle condizioni alle ripercussioni che hanno dovuto subire ragazze di prima o seconda generazione che per una gonna sono state malmenate dal padre o dai famigliari. Insomma, di situazioni gravi ce ne sono state parecchie ed ora non ne possiamo più tollerare. L’immagine del degrado in Stazione Centrale a Milano è esemplificativa dei danni dell’immigrazione senza fine.

-Nei giorni scorsi ha presentato un'interrogazione in cui ha chiesto sanzioni contro la Turchia per l'atteggiamento nel conflitto in Nagorno Karabakh, teme che questa azione possa esporla ad un'ulteriore ondata di odio?

-Non ho paura di esprimere le mie opinioni e nessuno dovrebbe averla in un paese democratico. La questione del Nagorno Karabakh mi ha colpito fin da subito perché conosco la problematica armena e ricordo che già tra il 1915 ed il 1916 questo popolo ha subito un genocidio da parte dell’Impero Ottomano, genocidio che ancora oggi i turchi non riconoscono. Inoltre gli armeni sono un avamposto cristiano in quella parte di oriente ed hanno il diritto di professare la loro fede e difendere i confini della propria nazione. Sono poi sotto gli occhi di tutti le notizie che riportano che gli stessi terroristi che hanno combattuto con lo Stato Islamico in Siria, oggi sono sul fronte insieme a Turchia ed Azerbaigian. Se queste mie dichiarazioni mi porteranno a ricevere ulteriori minacce sarò pronta ad affrontarle come ho sempre fatto: col sorriso ed a testa alta.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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