17:04 24 Novembre 2020
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Dagli USA e Berlino a Parigi e Roma nasce il nuovo esercito degli haters che scende in campo per protestare contro le misure di sicurezza sanitarie imposte dalla pandemia.

Secondo i negazionisti, inquadrati nel movimento generale No Mask, il governo starebbe usando il Covid-19 per fini politici e di propaganda. Ecco perché il simbolo della loro lotta è una mascherina descritta come “un bavaglio” e come "un abominio per controllare la gente".

Chi sono i No Mask? Che scopo vogliono raggiungere? E con quali strumenti? Per un approfondimento Sputnik  Italia si è rivolto a Massimo Polidoro giornalista, scrittore, “esploratore dell'insolito" e segretario nazionale del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze).

© Sputnik . Niva Mirakyan
Massimo Polidoro giornalista, scrittore, “esploratore dell'insolito" e segretario nazionale del CICAP

— Massimo, che cosa c'è dietro i No Mask? Perché la mascherina, da presidio sanitario, all'improvviso è diventata simbolo di uno scontro politico?

— Non penso che ci sia dietro una macchinazione di qualche tipo. Ci sono da un lato delle persone poco informate, persone che magari sono giustamente spaventate e confuse perché non hanno gli strumenti critici per capire la situazione che stiamo attraversando. Infatti non è facile per nessuno capire le dimensioni e la portata della pandemia. La stessa scienza ha bisogno di tempo per mettere a fuoco il problema e cercare di trovare una via d’uscita. Quindi, è normale che ci sia incertezza e anche confusione. Poi ci sono persone che vivono molto male questa incertezza e si lasciano suggestionare da quello che trovano sul web, dove si parla di improbabili complotti, di idee e di teorie che non hanno nessuna credibilità. Si lasciano manipolare da esponenti politici, spesso di estrema destra, che cercano invece di canalare questa frustrazione e rabbia nel tentativo di raccogliere consensi.

— No Mask si oppone alla cosiddetta dittatura sanitaria. Ma qual è il loro vero obiettivo?

— Sono le persone con idee confuse di cui parlavamo, non hanno nessun tipo di proposta chiara ma semplicemente cercano di usare la mascherina come simbolo negativo, lo descrivono come un bavaglio, ma è in realtà una piccola forma di difesa contro il virus che abbiamo a disposizione. Con molto egoismo, poi, non capiscono o non vogliono capire che indossare la mascherina è prima di tutto una forma di rispetto per le altre persone, perché indossandola si evita di spargere il virus, nel caso in cui fossimo positivi. Una parte di loro, poi, è convinta che per risolvere questo grande problema sia sufficiente mandare via chi governa. Cercano un capro espiatorio, qualcuno da indicare come “colpevole” per la pandemia, c’è chi se la prende con Bill Gates, c’è chi se la prende con l’OMS o con la Cina, perché è tutto partito da lì, come se questo potesse risolvere problema. Purtroppo non è così.

— Chi sono i “negazionisti del coronavirus” che promuovono teorie del complotto e scendono in piazza in tutto il mondo? Sono le stesse persone che manifestano contro la vaccinazione e l'installazione delle antenne 5G?

— Spesso a questo tipo di manifestazioni partecipano in effetti anche quelli che sono contro il 5G, quelli che sono contro i vaccini (no vax) e anche quei personaggi che vedono complotti e cospirazioni ovunque. Sono persone che non si fidano di nessuno, tranne di quello che trovano sul web, dove è pieno di informazioni valide ma anche di colossali fesserie. Spesso essere diffidenti è un bene, ma quando non si è in grado di distinguere tra fonti credibili e fonti che non lo sono, si finisce per abboccare a qualunque falsità solo perché conferma i nostri pregiudizi.

— C’è un parere abbastanza diffuso che questa nuova crociata parte in realtà oltreoceano, dagli Stati Uniti dove lo stesso presidente Donald Trump è riluttante sull’uso della mascherina. Secondo te, chi finanza i No Mask? C’è il rischio che con l'ulteriore diffusione della pandemia questo Movimento si allargherà e diventerà una forza politica vera e propria?

— Non te lo so dire se c’è qualcuno che finanzia questo tipo di manifestazioni. Spesso sono spontanee e alimentate, come dicevo, da certe formazioni estremiste. Che la protesta possa crescere è plausibile, anche se non so di quanto, perché i danni che sta facendo il virus li vediamo tutti i giorni ed è difficile negarli quando si vedono le persone care che si ammalano e poi muoiono… A quel punto fare finta che non succede niente diventa una follia.

— Però il fatto che in questo momento tanta gente si sente frustrata e arrabbiata semplicemente perché non vede la luce in fondo al tunnel, a tuo avviso, potrebbe essere sfruttato dai negazionisti in qualche maniera? 

— Certo, soprattutto perché la pandemia provoca danni seri anche all'economia: c'è chi ha perso lavoro, c'è chi ha dovuto chiudere il negozio… Ecco perché è importante che i sostegni statali per le categorie economiche in crisi siano importanti e sostenuti nel tempo, in modo da permettere a queste persone di superare il momento di crisi e arrivare “tutti interi” quando l'emergenza sarà superata.

— Tu come “cacciatore” di bufale sei riuscito a levare la maschera a qualche fake news creata da i No Mask, che senz'altro contribuisce a creare ulteriore psicosi e ansia?

— Nei mesi di lockdown le bufale erano veramente quotidiane, tutti giorni ne usciva una. È stato molto faticoso verificare e ribattere a tutte le scemenze che venivano fuori, anche perché a volte a diffonderle erano persone che avrebbero dovuto comportarsi in maniera più seria, come è stato il caso di qualche medico. Una volta è stato addirittura un Premio Nobel, Luc Montagnier, a fare affermazioni del tutto sconclusionate senza portare nessuna prova di ciò che affermava. Segno che nemmeno un premio Nobel mette al sicuro dalla superficialità.

Il CICAP, io e i tanti che si sono impegnati in questi mesi abbiamo lanciato diverse iniziative per cercare di riportare un po’ di razionalità, abbiamo fatto la nostra parte per verificare i fatti su ciascuna di queste notizie false. Ma è ovvio che per chi vuole credere qualunque smentita è del tutto inutile. Per cui noi lavoriamo per chi è interessato a capire come stanno le cose, per chi vuole avere le idee un po’ più chiare, non per chi vuole credere a scatola chiusa.

— Ma il problema è che i No Mask non si fermano alla condivisione di dubbie notizie sulla pericolosità delle mascherine: alcuni di loro sono anche haters e i loro insulti sono comparsi addirittura sulla pagina Facebook della Federazione Italiana dei Medici Pediatri. Cosa, a tuo avviso, si può fare per tranquillizzarli?

— Non è così facile purtroppo. Vediamo che i grandi social network cercano di prevenire la diffusione di tutte queste fandonie, molte delle quali iniziano a creare tantissimi danni. Per fronteggiare questo drammatico fenomeno ci deve essere una regolamentazione di qualche tipo che però deve rispettare anche la libertà di espressione. Nel frattempo, quello che può fare ciascuno di noi è evitare di dare spazio a questo tipo di messaggi di odio. Spesso c’è solo gente che vuole speculare sulla paura: non condividiamo i loro messaggi, respingiamoli al mittente e segnaliamoli alle piattaforme dei social, a Facebook o YouTube, che dovrebbero limitarne la diffusione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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