04:53 24 Ottobre 2020
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La neopresidente UCIMU-Sistemi per produrre condivide con Sputnik Italia alcune riflessioni sul settore e sulla fiera promossa da UCIMU.

Oggi a Fieramilano Rho si chiude 32.BI-MU, la 32esima edizione di BI-MU, la più importante manifestazione italiana dedicata all’industria costruttrice di macchine utensili a asportazione, deformazione e additive, robot, digital manufacturing e automazione, tecnologie abilitanti e subfornitura. L’unica mostra di settore in Italia di vero respiro internazionale e la prima del settore nel mondo dopo il lockdown.

Nella prima parte dell’anno tutti gli eventi espositivi dedicati al comparto sono stati cancellati o posticipati. BI-MU invece ha confermato da subito la data di svolgimento che le permette di essere così la prima vera occasione di incontro, nel 2020, per gli operatori del settore. Con oltre 350 imprese, il 30% esteri, due padiglioni espositivi ed un’offerta tecnologica ampia e variegata, BI-MU vuole raccontare, anche attraverso i numerosi incontri di approfondimento in programma, la trasformazione digitale in atto nelle fabbriche, grazie alla diffusione di macchine utensili e sistemi di ultima generazione, secondo l’approccio 4.0.

Promossa da Ucimu-Sistemi per produrre, la fiera si è aperta con il convegno inaugurale 14 ottobre, a cui hanno partecipato - in presenza o in collegamento video - Barbara Colombo presidente di Ucimu-Sistemi per produrre, Enrico Pazzali presidente di Fondazione Fiera Milano, Carlo Ferro presidente di Ice-Agenzia, Gian Maria Gros-Pietro professore e economista d’impresa, Manlio Di Stefano sottosegretario Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Alfredo Mariotti direttore generale di Ucimu-Sistemi per produrre.

Il Professor Gian Maria Gross-Pietro (lui è il presidente di CdA Intesa Sanpaolo, ma era sul palco come esperto nel campo con ventennale esperienza) ha sottolineato che il settore che in Italia è in avanguardia nel mondo, “per l’export Italia conquista quarto posto al mondo, dopo Cina, Germania e Giappone, superando gli Stati Uniti e Francia”.

  • Le fiere non muoiono
    © Sputnik . Evgeny Utkin
  • Le fiere non muoiono
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  • Enrico Pazzali
    Enrico Pazzali
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  • Alfredo Mariotti, Barbara Colombo, Gian Maria Gros-Pietro
    Alfredo Mariotti, Barbara Colombo, Gian Maria Gros-Pietro
    © Sputnik . Evgeny Utkin
  • Barbara Colombo
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  • Gian Maria Gros-Pietro
    Gian Maria Gros-Pietro
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  • Le fiere non muoiono
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  • Le fiere non muoiono
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  • Il robot kawasaki prepara caffe
    Il robot kawasaki prepara caffe
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  • Le fiere non muoiono
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© Sputnik . Evgeny Utkin
Le fiere non muoiono

È stato anche il primo esordio per Barbara Colombo nel ruolo di presidente di Ucimu-Sistemi per produrre. L’elezione è avvenuta nel corso dell’assemblea dei soci di Ucimu che si è svolta in presenza, a Milano, il primo ottobre. Sputnik Italia ha parlato con lei dopo il convegno inaugurale.

— Lei ha posto la domanda al Sottosegretario Di Stefano sulla possibilità di ridurre il numero di giorni di quarantena dopo una missione all’estero. Lo ha fatto pensando alla sua azienda e a qualche mercato in particolare, ad esempio la Russia?

— No, non la nostra azienda (Barbara Colombo è l’Ad di Ficep spa, ndr) e non la Russia. Abbiamo un centro di assistenza e commerciale a Mosca, quindi non serve andare lì. Anzi, proprio ieri è stato confermato un ordine importantissimo, e ci sono trattative in corso direttamente tra commerciale nostro e supporto che abbiamo in loco. Il problema delle trasferte sia al livello commerciale che assistenza tecnica c’è soprattutto per aziende piccole e medie che non hanno filiali nel mondo, che non hanno presidio nel mercato locale. Noi abbiamo 17 filiali, tra le quali una è a Mosca.

Abbiamo chiesto al sottosegretario Manlio Di Stefano di ridurre il numero di giornate di quarantena al rientro dalle trasferte. La decisione spetta alle autorità sanitarie, ma in ogni caso, al rientro dalla missione, se il tampone fosse stato fatto e risulta negativo, sarebbe giusto ridurre, almeno dimezzare la quarantena. Perché noi, quando andiamo all’estero, abbiamo i 14 giorni previsti dall’Italia più, spesso, i 14 giorni imposti dal paese di destinazione. Così arriviamo a un mese di tempo fuori dall’azienda. È ovvio che dipende dall’evoluzione della pandemia, ma questo diventa difficile per l’azienda, perché rischia di paralizzare l’attività aziendale in mancanza di personale tecnico e di rallentare il ciclo virtuoso di acquisizione di nuovi ordini in ambito commerciale. Ovviamente è un problema che hanno tutti, non è solo il nostro.

— Il Covid vi ha colpito?
— Il Covid ha ridotto la possibilità di far circolare persone, con le difficoltà di cui ho parlato. Invece, sui numeri dell’export paradossalmente non ha influito. Nel senso che gli ordini continuano ad arrivare. Ovviamente c’è stato un calo di ordini, ma forse perché erano già trattative in corso ancora prima del Covid, siamo riuscite a chiuderle via web.

— E se la pandemia dura a lungo, avrete delle conseguenze?
— Noi siamo un mercato di nicchia, quindi quando c’è bisogno dei prodotti come nostri, vengono da noi.  Adesso è difficile venire, ovviamente, ma ci aiutiamo con tecnologia, incontri virtuali via web, con Zoom ed altri sistemi.

— Quindi queste tecnologie virtuali possano sostituire le fiere?

— Le fiere sono insostituibili perché c’è bisogno di contatto diretto davanti alla macchina per convincere il cliente, deve vederla, toccarla per capire la tecnologia. Deve essere aggiornato sulle novità. Però nel momento in cui il cliente già ci conosce e ci sono trattative in corso, siamo riusciti ad andare avanti lo stesso, nonostante l’impossibilità di circolare.

— In un momento così difficile vi sentite supportati dal Governo?

— In tema fieristico apprezziamo il supporto garantito dalle autorità di governo attraverso il Patto per l’export con cui SACE e SIMEST affiancano le imprese che partecipano a fiere in Italia e all’estero, garantendo anche contributi a fondo perduto, così come il supporto di ICE-Agenzia per tutta la promozione fatta oltreconfine per le manifestazioni internazionali che si svolgono in Italia. Le fiere sono uno strumento di marketing insostituibile per le imprese che operano nel settore B2B.

Tuttavia, noi riteniamo che il Piano Transizione 4.0. debba essere reso strutturale, debba durare almeno 5 anni per permettere alle imprese di programmare nel tempo gli investimenti di ammodernamento e digitalizzazione dei propri reparti produttivi. È l’unico vero strumento di politica industriale che il Paese si sia dato negli ultimi anni, è un provvedimento che attiva la crescita economica del Paese e quindi occorre che il Governo prosegua con questo provvedimento, ben oltre il 2020. 

— Lei è stata la prima donna Presidente di un’associazione molto maschile. Anche a tagliare il nastro di partenza di questa fiera, lei è stata l’unica tra dieci uomini. A parte l’augurio di successo, cosa ha sentito?

— Sono onorata ed emozionata per questo incarico. Spero che la mia nomina possa ispirare tante altre donne a impegnarsi in un settore, quello della meccanica, e delle macchine utensili in particolare, decisamente stimolante.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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