10:25 29 Ottobre 2020
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Da Bologna a Londra, da una abituale vita studentesca ad uno stile di vita monacale con l’obiettivo di servire gli altri. È il percorso di Samuele, un ragazzo italiano, oggi ventottenne, che a Londra diventa brahmacari e trova sé stesso. Che cosa significa fare il monaco Hare Krishna?

“Vivere nella comunità vuol dire essere sempre disposti a servire gli altri. Non ci può essere egoismo. Dal mattino alla sera devi essere pronto a servire, anche quando sei stanco, arrabbiato e sconfortato”, riassume così l’obiettivo dei monaci Hare Krishna Samuele Rizzoli, o meglio, Shyam Govinda das, che oggi vive in un ashram a Londra.

Secondo la filosofia dei brahmacari, giovani studenti celibi, amare significa essere al servizio degli altri esseri viventi e dell’ambiente, amare significa innanzitutto dare. Sputnik Italia ha raggiunto per un approfondimento direttamente Samuele.

— Shyam Govinda das, ti manca qualcosa del Samuele di prima e della vita che faceva?

— No, non mi manca nulla. Prima di diventare un brahmacari ero un ragazzo come tutti gli altri. Il termine italiano “monaco” secondo la tradizione cristiana non è esattamente corretto per la situazione in cui mi trovo io. Noi siamo giovani studenti celibi, questo è il significato di brahmacari. Si tratta di studenti che seguono un maestro e vivono al servizio della comunità. Facendo questa vita ho avuto tantissimo, molto di più di quello che avevo prima. Non mi manca nulla, tutto quello che avevo l’ho tenuto e si è raddoppiato, ingigantito.

— Non ti manca proprio nulla della tua quotidianità in Italia?

— Primo ero uno studente e suonavo musica. Quando sono diventato un brahmacari Hare Krishna ho continuato a studiare e a fare musica. È cambiata l’intenzione e il motivo per cui facevo queste cose. È importante per la nostra filosofia di vita: cerca di non cambiare ciò che fai, ma cerca di portare il servizio non violento di compassione verso gli esseri viventi e verso l’ambiente. Resta chi sei, ma cambia il tuo stato di coscienza, il tuo stato della mente.

  • Sam La Vie & Jake Emlyn - Radhe Shyam
    Sam La Vie & Jake Emlyn - Radhe Shyam
    © Foto : Samuele Rizzoli - Hare Krishna
  •  Il progetto musicale Sam la vie di Samuele Rizzoli
    Il progetto musicale "Sam la vie" di Samuele Rizzoli
    © Foto : Samuele Rizzoli - Hare Krishna
  • Sam La Vie & Jake Emlyn - Radhe Shyam
    Sam La Vie & Jake Emlyn - Radhe Shyam
    © Foto : Samuele Rizzoli - Hare Krishna
  • Sam La Vie & Jake Emlyn - Radhe Shyam
    Sam La Vie & Jake Emlyn - Radhe Shyam
    © Foto : Samuele Rizzoli - Hare Krishna
  • Samuele Rizzoli e Jake Emlyn
    Samuele Rizzoli e Jake Emlyn
    © Foto : Samuele Rizzoli - Hare Krishna
  • Samuele Rizzoli, di origini bolognesi, vive come monaco nel tempio di Radha-Krishna a Londra
    Samuele Rizzoli, di origini bolognesi, vive come monaco nel tempio di Radha-Krishna a Londra
    © Foto : Samuele Rizzoli - Hare Krishna
  • Joy Bliss Love
    Joy Bliss Love
    © Foto : Samuele Rizzoli - Hare Krishna
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    Joy Bliss Love
    © Foto : Samuele Rizzoli - Hare Krishna
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© Foto : Samuele Rizzoli - Hare Krishna
Sam La Vie & Jake Emlyn - Radhe Shyam

 

— Quando hai capito che volevi diventare un brahmacari?

— Appena ho finito la mia laurea magistrale ho avuto la fortuna di fare la mia tesi magistrale ad Oxford e ho conosciuto persone molto preparate e qualificate che mi hanno ispirato a non prendere una carriera lavorativa subito, ma aspettare e formarmi spiritualmente nell’ashram. Finito il mio percorso di studi ho deciso di non iniziare subito una carriera lavorativa, bensì di prendermi del tempo per la mia formazione spirituale, per capire chi sono e come voglio essere veramente in questa vita.

— Il tuo cambiamento sembra radicale, ma nelle interviste che hai rilasciato parli di un “processo naturale”. Molte persone hanno paura dei cambiamenti. Per cambiare non ci vuole sempre coraggio?

— Le due cose non si escludono. Non è che se il cambiamento è naturale non ci vuole coraggio. Per diventare chi siamo noi veramente e naturalmente, per essere davvero noi stessi ci vuole coraggio. Nel mio caso è stata una vocazione, una serie di eventi mi ha naturalmente portato a fare questa scelta. Per fare questa scelta ci è voluto però un po’di intraprendenza e un po’di spirito rivoluzionario. Allo stesso tempo dovevo farlo, perché era la mia natura.

— Qual è la tua attività all’interno della comunità?

— Vivere nella comunità vuol dire essere sempre disposti a servire gli altri. Non ci può essere egoismo. Dal mattino alla sera devi essere pronto a servire, anche quando sei stanco, arrabbiato e sconfortato. Questo prende tanto del mio tempo: cucinare, pulire, aiutare gli altri in vari progetti.

Mi occupo del Bhakti yoga London, un’organizzazione no profit per la diffusione delle pratiche di meditazione e di filosofia dell’antica India. Faccio vari programmi on line di meditazione, prima del Covid erano grandi eventi con 90 persone dal vivo nella nostra comunità. Ogni giorno studio almeno due ore e insegno un’ora e mezzo on line o dal vivo.

Ho inoltre un progetto musicale, è la mia passione, scrivo e produco canzoni sulle orme di George Harrison. Facciamo musica con un messaggio che non è edonista, ma è un messaggio introspettivo e spirituale. Harrison ha fatto molti album sulla devozione a Krishna, il brano più famoso è “My sweet Lord”. Non parlava di alcool, sesso e vita mondana, come molta della musica di oggi. Noi vogliamo ridare alla musica di oggi e ai video musicali un’impronta spirituale. Suono assieme al rapper Jake Emlyn. Abbiamo una casa discografica di Mosca che si chiama 108Records, anche loro fanno parte del movimento internazionale della coscienza di Krishna (Iskcon). Loro producono e distribuiscono la nostra musica.

— Come sono strutturate le tue giornate?

— Ci svegliamo alle 3 o alle 4 del mattino, ci laviamo e poi inizia il programma del mattino: pratiche di meditazione sia individuali che collettive, ci sono canti, danze, c’è una classe di filosofia alle 7.30. Il mattino è il momento più importante della giornata, come inizi la mattina così dai il via alla giornata. L’alba è il momento migliore per la meditazione e la contemplazione. Alle 8.30 facciamo colazione, mangiamo solo cibo vegetariano organico, coltivato e cucinato da noi. Non consumiamo cibo industriale. Alle 9.00 siamo liberi e andiamo nel mondo, ognuno parte con le sue attività: chi serve, chi pulisce, chi fa delle lezioni, chi studia, chi distribuisce libri, chi fa musica.

— Servire gli altri, perché per te e per la vostra filosofia è così importante?

— È una verità assoluta, anche un bambino capisce che la natura dell’amore significa servire. Se io dico “Tatiana ti amo” voglio dire che ti servo. Se dico di amarti e poi non ti servo vuol dire che sto mentendo. L’amore è sacrificio, è un servizio, amare significa dare, anche ricevere.

Nel mondo di oggi siamo sempre ossessionati dal ricevere, dall’essere sempre al centro dell’attenzione. I selfie, io, mio, self… In verità questo porta grande frustrazione a lungo termine. L’idea rivoluzionaria è completamente opposta: noi dobbiamo toglierci dal centro, mettere al centro gli altri, mettere al centro il divino. L’amore per il divino si manifesta nel servizio per l’ambiente, verso gli animali e verso gli altri esseri viventi prima di tutto. Più riusciamo a toglierci dal centro, più riusciamo a godere la gioia che viene dal servire.

— In questo mondo frenetico e pieno di paure, soprattutto oggi ai tempi del Covid, che consigli daresti alle persone per trovare sé stessi e la pace interiore? Yoga e meditazione possono aiutare?

— Io consiglio l’introspezione. A seconda della personalità e della natura di ciascuno ci sono varie forme di introspezione: per alcuni è lo yoga, per alcuni è la meditazione, per altri è la preghiera, per altri ancora è lavorare per gli altri. Occorre prendersi del tempo per l’introspezione. Ciò significa riconnettersi con questa energia d’amore che è già dentro di noi. Dobbiamo entrare in armonia con questo desiderio d’amore ogni giorno. Lo dobbiamo fare per 20 minuti, 5 minuti, 40 minuti. Non c’è una formula fissa, ma ognuno deve dedicare un po’di tempo della propria giornata per riconnettersi con il desiderio di dare amore ed essere amati. Questo desiderio è all’interno di ogni uomo e donna, ma a volte ce ne dimentichiamo. Per questo molte persone sono depresse, negative, frustrate, stressate e ansiose.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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