11:32 20 Ottobre 2020
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Federico Lobuono — nativo di Bari, ma da 5 anni a Roma, classe 2000, studente di Comunicazione a La Sapienza, ha solo 20 anni ed è il più giovane candidato sindaco di sempre. Il primo “sfidante” della Raggi si presenta alla corsa in Campidoglio con la lista "La Giovane Roma 2021", composta esclusivamente da under 25.

"Dobbiamo ridare voce ai giovani e rompere una volta per tutte questa retorica dannosa per cui forse, un giorno, arriverà il nostro momento” — spiega nel suo annuncio su Facebook. 

Come il giovanissimo candidato pensa di far rinascere la Capitale e risolvere tutti i suoi problemi? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto in esclusiva Federico Lobuono.

— Federico, Lei è il più giovane candidato sindaco di tutti i tempi,ma vive a Roma solo da 5 anni. Come Le è venuto in mente di sfidare Virginia Raggi?  È stato ispirato da qualcuno?

— Ad agosto ero a cena con amici in un ristorante nel centro di Roma parlando di elezioni. Uno di noi ad un certo punto ha proposto di fare una lista civica per concorrere alle prossime comunali. Abbiamo fatto delle ricerche, abbiamo visto che era fattibile e ci siamo messi subito a lavoro per costruire una squadra di ragazze e ragazzi under 25, convinti sia giunto il momento di incidere sul presente e sul futuro della Capitale.

— Ha sempre sognato di fare politica? Chi è il Suo “modello” politico di riferimento?

— Sinceramente no, la mia passione è sempre stata la comunicazione. Ma sono convinto che ora sia arrivato il momento di scendere in campo per la città. Come riferimenti, posso elencare Aldo Moro, perché è stato in grado di unire, Berlinguer, per la sua coerenza e per la grande capacità a far innamorare le persone alla Politica, Matteo Renzi, perché non rinnego il passato e Giuseppe Conte, per come ha gestito in maniera davvero esemplare l'emergenza Covid e la richiesta di aiuti all'Europa. Anche Mazzini, Garibaldi, Armellini, Saffi, Mameli, cinque nomi che incarnano la Repubblica Romana a cui mi sono ispirato.

— La Sua squadra composta esclusivamente di under 25. Molti vi paragonano ai 5 stelle o alle Sardine. Che cosa ne pensa? Siete più di destra o di sinistra?

© AP Photo / Gregorio Borgia
— Dialoghiamo con esperti e puntiamo sulla competenza. Studiamo e vogliamo imparare. Al movimento delle Sardine riconosco il merito di aver riportato molti in piazza e a votare. Aggiungo una semplice cosa: e se fossimo noi le nuove sardine pronte a cambiare la città di Roma e magari in futuro il Paese? Ci concentreremo sulle proposte per la nostra città. Il nostro è un programma di centrosinistra senza ombra di dubbio. Siamo orgogliosi di avere all'interno del nostro gruppo percorsi di vita diversissimi uniti dall'obiettivo comune di migliorare la città in cui viviamo. Noi diciamo sempre “sentieri diversi per orizzonti comuni”.

— Qual è l'idea centrale del vostro programma? Su cosa volete puntare per migliorare la vita dei romani?

— Vogliamo partire dal promuovere una chiara visione della città, sfruttando la naturale vocazione di Roma e valorizzando le sue innumerevoli risorse, potenzialità e opportunità. Punteremo molto anche sulla volontà politica di fare delle scelte senza dover render conto a nessuno.

— Immagino che la vostra campagna elettorale sarà molto diversa da quella dei concorrenti. Visto la Sua passione per la comunicazione, ci sarà qualche elemento “innovativo”?

— Sarà una campagna elettorale nuova, indipendente e libera. Rilanceremo la comunicazione online, useremo molto i social, abbiamo giovani spin doctor in gamba che seguono il progetto. Inoltre, facciamo molto uso dell’ironia e autoironia grazie ai meme, tentando di far riavvicinare i giovani alla politica. Andremo anche in mezzo alla gente, casa per casa, cercando di portare una ventata di freschezza nello stagnante panorama politico attuale, dove tutti pensano solamente a come spartirsi le poltrone, dimenticandosi dei cittadini.

— A proposito dei social, ultimamente Lei è stato attaccato moltissimo dai haters che hanno messo in dubbio la vostra giovane età. Perché questa reazione? Cosa vorrebbe rispondere a tutte queste persone?

— Sinceramente penso che sia assurdo criticarci non su come stiamo organizzando la campagna o sui contenuti del programma che stiamo costruendo per la Capitale, ma soltanto sulla nostra età. Come si può solo pensare che dei giovani non abbiano il diritto di mettersi in gioco? C’è forse la paura che un esercito di ragazze e ragazzi possa provare a proporre un modello diverso di città? Possono anche continuare a scaricare il loro odio su di noi, ma sulle nostre pagine non troveranno mai nulla che abbia come scopo quello di ferire o umiliare una persona o un avversario. Siamo orgogliosi di essere diversi. Tiriamo dritto e non guardiamo indietro.

— Roma è una città molto complicata e difficilmente gestibile. Tra i suoi problemi irrisolti da anni sono: i rifiuti, il trasporto e i parchi e adesso si aggiunge anche la movida. Ci sono tante promesse ma ancora zero fatti concreti. Cosa proponete voi, i giovani, per porre fine a questo circolo vizioso?

— Sono dei temi cruciali per Roma. Abbiamo studiato molto, ci confrontiamo continuamente con esperti autorevoli e continueremo ad approfondire. Molti problemi e le relative soluzioni richiedono una forte volontà politica. Quattro esempi concreti: Ridurre-Riciclare-Riutilizzare per fermare l'emergenza rifiuti, autisti-controllori per combattere l'evasione sui mezzi pubblici, centralizzare in un unico soggetto la cura dei parchi e del verde pubblico evitando così sovrapposizioni burocratiche, tavolo sulle potenzialità e problematiche della movida coinvolgimento i giovani”.

— Per cosa Le piacerebbe ringraziare la Raggi?

— Penso alla lotta contro la criminalità organizzata. Ha fatto un buon lavoro sul tema della legalità ed è stata coraggiosa. Il resto lo commentano le condizioni in cui vive la città”.

— Potrebbe descrivere Roma dei Suoi sogni? Quando, a Suo avviso, la città eterna potrà diventare una vera capitale europea, come per esempio Berlino o Stoccolma?

— Una città che torna Capitale e che investe tempo, energie e risorse su cultura e turismo. Una città in cui si mettano al centro giovani, università e formazione. Una città che diventa finalmente avanguardia dal punto di vista digitale, innovativo e delle start up. Una città in cui non si rischia la vita se si sale su bus, in cui l’ingresso dei parchi è accessibile e non bloccato dagli alberi caduti.

Una Capitale in cui si possa tornare a parlare di presente e futuro, da cui non si è obbligati a scappare per cercare lavoro e fortuna. Una Roma in cui la parola crescita fa rima con sostenibilità, in cui le imprese investono e non delocalizzano.

Una Roma in cui centro e periferia sono un tutt'uno, in cui non esiste dispersione scolastica, dove tutti hanno una casa e nessuno è obbligato a vivere per strada.

Una Roma all'altezza del suo Nome, che incoraggia passione e sentimento senza temere crescita e sviluppo. 

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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