06:11 24 Ottobre 2020
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Il processo a Matteo Salvini per il caso Gregoretti (35)
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L'udienza preliminare del processo a Matteo Salvini per il caso Gregoretti ha diviso in due la città etnea, tra i militanti da tutta Italia che hanno risposto alla chiamata del loro leader e antirazzisti e antifascisti in mobilitazione con lo slogan "Catania non si Lega".

Un cordone di polizia attorno alla zona rossa ha separato centinaia di attivisti e militanti della sinistra catanese dai fedelissimi sostenitori di Salvini giunti da tutta Italia e non solo, per rispondere all'appello "Processate anche me".

Nella piazza attigua al Tribunale di Catania si è data appuntamento una delegazioni di attivisti catanesi, pugliesi e mezza dozzina di militanti del Vlaams Belang Youth, giunti dal Belgio per sostenere il leader della Lega, alla prima udienza del processo per sequestro di persona per il caso Gregoretti. "Un processo politico, Salvini è la nostra salvezza, una speranza", dice Martina, giovanissima leghista catanese che presidia piazza Verga assieme al padre, in attesa di un responso. Una piccola rappresentanza, mentre al Porto di Catania, dove in passato sono avvenuti gli sbarchi, si svolge la kermesse leghista, giunta alla sua conclusione, con migliaia di militanti giunti da tutta Italia ed esponenti del centrodestra regionale e nazionale.

Dal lato opposto sfila il corteo organizzato da varie realtà locali riunite nella rete Mai con Salvini, che vede la presenza di tutte le forze della sinistra, come la Rete Antirazzista, il Movimento No Muos, gli indipendentisti, le femministe di Non una di Meno e una sparuta presenza del PD, contestata dalla piazza.

  • Catania, manifestazione contro Salvini
    Clara Statello
  • Catania, manifestazione pro Salvini
    © Sputnik . Clara Statello
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Clara Statello
Catania, manifestazione contro Salvini

Bruciata in piazza, assieme a quella della Lega, la bandiera del PD, mentre su un volantino del Fronte della Gioventù Comunista si legge: "Il più grande regalo che si possa fare a Salvini è far credere che l'alternativa possa essere il Pd, il centro-sinistra, l'Europa delle banche e delle misure antipopolari".

Sputnik Italia ha raggiunto l'ex ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, già leader di Rifondazione Comunista e attuale vice-presidente del Gue-sinistra europea, anche lui presente al corteo.

— Onorevole Ferrero, qual è il motivo della sua partecipazione alla manifestazione di Catania?

— La questione di Salvini non è solo un problema di Catania, è un problema nazionale. Il ministro degli Interni si è comportato come se fosse un ministro del governo fascista, non del governo dell'Italia repubblicana nata dalla resistenza con quella costituzione che abbiamo. Quindi siamo qui a dire che Salvini non solo deve essere processato nelle aule di Tribunale ma deve essere sconfitto nel Paese. Perché l'Italia, dopo il fascismo, è un Paese non razzista.

— Questa mobilitazione chiamata da Salvini è un tentativo di radicarsi al Sud o di vincere una battaglia interna al centrodestra?

— Penso entrambe le cose, è evidente che la leadership di Salvini sia in discussione. Io penso che Salvini stia cercando di difendersi sia all'interno del centrodestra che all'esterno, rispetto al Paese. Se non ci fosse stato questo evento la notizia dei media sarebbe stato il processo a Catania, non la tre giorni della Lega a Catania.

— La tre giorni della Lega a Catania è stata definita la Pontida del Sud, secondo lei qual è il significato di questo evento?

— La tre giorni a Catania, che mima la tre giorni di Pontida, è il canto del cigno di Salvini, che mentre è processato, vuole mostrarsi in espansione. Ma per me si tratta di una bolla di sapone, perché Salvini non solo verrà processato in tribunale ma sta anche perdendo peso in Italia.

— Non è una debolezza della sinistra sottolineare l'aspetto giudiziario piuttosto che tentare di battere la Lega di Salvini sul campo politico?

— Io non penso che sia una debolezza ma che dobbiamo usare entrambe le cose. Se esistono delle leggi democratiche in Italia è perché c'è gente che è morta per la democrazia. Le leggi vanno usate, non si possono mettere da parte. Allo stesso tempo non basta applicare quelle leggi, bisogna battere la Lega culturalmente nel Paese. E questo è il motivo per cui siamo qui a fare una manifestazione.

— E come si fa a battere la Lega culturalmente?

— Secondo me dicendo una cosa molto semplice: che non è vero che in Italia c'è scarsità e che quindi bisogna togliere il piatto di pasta all'immigrato sennò nostro figlio non mangia. In Italia non c'è nessuna scarsità, piuttosto c'è una ricchezza mal distribuita. Si deve uscire dalla logica della guerra fra poveri e puntare alla giustizia sociale, cioè far pagare ai ricchi e prendere i soldi a chi ne ha troppi.

La Lega dà delle soluzioni false a un problema vero: la cattiva redistribuzione del reddito, che crea un divario tra ricchi e poveri. Questo problema va affrontato redistribuendo la ricchezza dall'alto verso il basso. Così si batte la Lega.

— Però è molto diffusa la percezione che la sinistra si occupi solo di migranti, come si smonta questa idea?

— Bisognerebbe avere più spazio sui mezzi di comunicazione, ad esempio nei programmi televisivi quando si discute di pensioni a me non mi chiamano mai, ma mi chiamano sempre per discutere di immigrati.

La destra ha costruito con le sue reti televisive tipo Mediaset quest'immaginario e lo stesso fa la televisione nazionale. Se parliamo di pensioni e di lavoro diamo fastidio alla destra e anche al PD, per questo subiamo un'operazione di marginalizzazione dei media.

— Quindi la sinistra deve opporsi anche al PD?

— Certo, chi ha votato la Legge Fornero? L'ha votata il PD assieme a Forza Italia e alla Meloni. Noi facciamo opposizione alle politiche liberiste.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tema:
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