10:07 29 Ottobre 2020
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“Dietro al mio avvelenamento c’è Putin”, è quanto ha affermato nella sua prima intervista dopo il coma Alexey Navalny. Dalle pagine di Der Spiegel arriva un’accusa frontale contro il presidente russo, un attacco più che prevedibile da parte dell’oppositore che ora si trova in Germania. La morte di Navalny potrebbe realmente servire a Putin?

Nella lunga intervista rilasciata a Der Spiegel Alexey Navalny ripercorre la vicenda riguardante il coma dal quale si è recentemente svegliato e punta il dito contro Putin. Le cause dell’avvelenamento di Navalny sono ancora tutte da chiarire, ma una cosa è chiara: il caso dell’oppositore russo può essere un’arma perfetta in mano all’Occidente per emanare nuove sanzioni contro la Russia e bloccare i progetti energetici che vedono Mosca protagonista.

A Putin farebbe comodo la morte dell’oppositore Navalny e uno scenario simile? “Per fare una battuta credo che a Putin convenga di più un Navalny sindaco di Mosca che Navalny morto”, commenta così in un’intervista a Sputnik Italia Paolo Borgognone, saggista e autore di svariati libri fra cui “Capire la Russia. Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell’Ucraina postsovietiche”.

— Paolo Borgognone, che ne pensa delle dichiarazioni di Navalny a Der Spiegel?

— Non mi sorprendono assolutamente. È chiaro: questa vicenda sin dai primi momenti si caratterizzava per una dinamica che avrebbe portato a queste conclusioni. Naturalmente sono delle conclusioni che, a mio modo di vedere, si situano laddove vi è un interesse politico nel tentare di sabotare i risultati ottenuti dalla presidenza Putin e dalla sua amministrazione. Intendo i risultati ottenuti sul piano della politica interna, ma anche sul piano dell’immagine pubblica della Russia a livello internazionale. Per essere precisi, non mi riferisco all’immagine che la Russia ha fra le cancellerie internazionali, ma presso i popoli dei Paesi occidentali, un’immagine tutt’altro che negativa.

Quest’immagine va sabotata, perché concerne un rischio per le cancellerie occidentali, le quali vedono il loro status indebolito dal modello politico e culturale russo che appare vincente e molto gradito agli occhi dei popoli. Per sabotare questo risultato si ricorre ad operazioni sotto falsa bandiera che fanno parte di un’offensiva di guerra psicologica portata avanti dall’elite e dai media occidentali contro la Russia.

— A Putin potrebbe realmente convenire la morte di Navalny?

— No, per niente. Sarebbe stato un autogoal incredibile. A Putin non può servire la morte di alcun suo oppositore politico. Navalny ha comunque tratto sicuramente da questa vicenda, pur nella sofferenza della sua malattia, vantaggi politici: si sta costruendo la figura del martire che in qualche modo riesce a sopravvivere grazie al provvidenziale intervento liberale occidentale. Nessun politico di vertice della Federazione Russa avrebbe alcun interesse nell’eliminare un oppositore, che fra l’altro risulta abbastanza marginale all’interno del panorama politico russo. Qui in Italia non viene detto, ma l’evidenza elettorale ci dice che in Russia vi è un’opposizione in Parlamento formata da partiti che nulla hanno a che vedere con la galassia attorno a Navalny. Per fare una battuta credo che a Putin convenga di più un Navalny sindaco di Mosca che Navalny morto. Navalny morto o in condizioni di poter sfruttare da vivo l’immagine di martire è sicuramente sconveniente per Putin.

— Il caso Navalny secondo lei verrà usato politicamente dall’Europa contro la Russia?

— L’Unione Europea sta strumentalizzando tutte le vicende che in questo momento si stanno sommando ai suoi confini. Prendiamo soltanto la situazione in Bielorussia: l’Unione Europea sta attuando in quel Paese interferenze indegne negli affari interni di uno Stato sovrano. Quando Macron dice che Lukaschenko se ne deve andare vorrei sapere in base a quale presunto primato morale il presidente francese si permette di dire una cosa del genere.

Ora si sfrutta la questione del presunto e indimostrato fino a questo momento avvelenamento di Navalny per rafforzare un sistema di sanzioni e di sabotaggio degli accordi sul passaggio di fonti di energia che renderebbe la Russia più strategica in Europa. Questo non è molto gradito alle elites legate agli Stati Uniti ad esempio. Bisogna fare in modo che la Russia rimanga sempre depotenziata e oggetto di offensive psicologiche volte a distorcere la sua immagine a livello di opinione pubblica in Occidente.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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