10:09 20 Ottobre 2020
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Una stagione mancata: i primi bilanci sull'andamento del turismo, che svolge un’attività fondamentale per l’Italia, fanno preoccupare.

A febbraio 2020, si è registrata una prima flessione (meno 6% gli stranieri; meno 8% gli italiani in viaggio). A marzo, aprile e maggio, l’impatto del Covid-19 sul turismo italiano si è fatto sentire in modo drastico, causando un vero e proprio tracollo. L'apertura delle frontiere interne all'area Schengen ha fatto sentire i propri effetti solo in minima parte. Permane poi il blocco di alcuni mercati strategici per il turismo italiano come Stati Uniti, Russia, Cina o Australia.

Secondo il Corriere Economia, per quattro città (Venezia, Roma, Firenze e Milano), dove la presenza di stranieri è preponderante rispetto a quella dei viaggiatori nazionali, l'effetto del virus sull'economia legata al turismo quest'anno risulterà devastante. Venezia infatti su circa 37 milioni di presenze lo scorso anno ne vantava ben 27 di stranieri. Nella Capitale su un totale di circa 32 milioni di presenze, ne ha registrati 22 circa sono di stranieri; a Firenze sono arrivati da oltreconfine 11 milioni di turisti su 15, nel capoluogo lombardo 9 su 15.

Giorgio Palmucci, Presidente Enit
© Foto : Giorgio Palmucci
Giorgio Palmucci, Presidente Enit
Quali conseguenze avrà l’annus horribilis su tutto il comparto turistico in Italia? Cosa si può fare per contenere gli effetti dell’emergenza? E quali sono le nuove opportunità per promuovere un turismo di qualità e per riconquistare con energia e determinazione la fiducia di viaggiatori italiani e stranieri? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto in esclusiva Giorgio Palmucci, Presidente Enit.

— Presidente Palmucci, il turismo per l’Italia è un comparto economico di prima grandezza che rappresenta il 13% del Pil. Il 2020 è vastamente considerato l'anno più nero per il settore. Che effetto ha avuto il crollo delle prenotazioni sull'economia italiana?

— ll crollo delle prenotazioni ha riguardato il mondo non solo l'Italia che anzi ha reagito meglio di altri Paesi. Infatti PIL turismo italiano concorre all'economia più di Francia e Spagna.

Il contributo diretto infatti del turismo all'economia italiana nel confronto internazionale in termini economici (mantenendo fermo il PIL nazionale totale economia 2019) diminuirà di -2,6 punti percentuali nel 2020 (3,2% del PIL) rispetto al 2019 (5,7% del PIL). Sebbene significativo, questo calo è inferiore a quello di molti altri Paesi: 4,5% la Francia, -3,1% la Spagna. La flessibilità del nostro sistema di offerta compensa parzialmente la riduzione dei flussi stranieri grazie alla capacità dei nostri operatori di attrarre sia il mercato domestico.

— Secondo uno studio realizzato dal Confcommercio, la quasi totale assenza dei turisti stranieri ha provocato una mancata spesa di circa 14 miliardi di euro, solo nei mesi di luglio-agosto e settembre. Avete realizzato qualche attività di social listening e di monitoraggio dei fonti internazionali per capire le intenzioni di vacanza dei turisti provenienti dai principali mercati stranieri del turismo in Italia e di conseguenza per poter sviluppare le nuove strategie mirate ad attirare di nuovo i vacanzieri internazionali? L’Italia rimane ancora la destinazione più richiesta dai turisti stranieri, come negli anni precedenti?

— L'Italia continua a dare prova di versatilità e creatività. Una rinnovata capacità di mettersi in gioco con una propensione ai processi di modernizzazione e adeguamento alle misure emanate per combattere il virus e non solo. L'Italia è percepita dagli italiani come un luogo sicuro ed accogliente: l’85%, secondo le stime Enit, si è sentito protetto sia per le misure territoriali che per quelle adottate nelle strutture ricettive

Dall'indagine motivazionale Enit emerge quanto all'estero l'Italia risulti tra le prime destinazioni di preferenza. I mercati di prossimità restituiscono la fotografia del turismo che guarda già in prospettiva. Attraverso 4500 contatti per individuare il campione valido di 1.500 vacanzieri all'estero, tra francesi, tedeschi e britannici è emerso che per le future vacanze in Italia i Paesi di prossimità come Francia, Germania e UK si orienteranno su varie combinazioni di prodotto. I francesi e i britannici su cultura, vacanza gourmand e mare; i tedeschi il mare si abbina alla cultura e al relax. Tra le esperienze interessanti per i turisti britannici anche la tradizione ed il folclore e la vacanza sociale. Tra le destinazioni che vorrebbero visitare ci sono le bellezze toscane (69%) con in testa Firenze e Pisa, quelle lombarde (65%) con Milano e il lago di Como, il Lazio (63%) con Roma (61%), il Veneto (62%) con Venezia e le altre città venete e la Campania (60%) con Napoli, le zone archeologiche, Ischia e Capri.

— Per far ripartire il turismo interno sono stati messi in campo alcuni incentivi, tra cui il bonus vacanze. A Suo avviso, questa misura ha funzionato, tenendo presente che il 41% di italiani non ha potuto ancora fare vacanza?

— È un incentivo sulla domanda per andare in vacanza con un po' di tranquillità e ha promosso gli spostamenti prolungando, grazie alla validità del bonus fino a dicembre, anche la stagionalità degli italiani che in questo momento hanno bisogno di un'iniezione di fiducia.

— Comunque il 97% degli italiani ha scelto la Penisola per le vacanze estive 2020. Quali sono state le mete più ricercate dagli italiani durante quest’estate?

— Fa ben sperare che l’85% dei vacanzieri tornerebbe il prossimo anno a villeggiare nello stesso luogo. Inoltre 33% poi già pensa alle vacanze di Natale, per il 92% in Italia, in particolare in Lombardia, Sicilia, Piemonte e Campania. A Ferragosto abbiamo registrato anche il sold out di alcune località come Rimini e il Salento. E nonostante la crisi c'è comunque da mettere in luce questi aspetti che danno speranza.

— A suo avviso, il turismo di prossimità, sul quale puntava governo all’inizio dell’emergenza, è diventata una carta vincente contro la crisi economica?

— Il turismo di prossimità rappresenta anche in tempi normali una quota alta di mercato oltre il 30 per cento e l'Italia è ai primi posti non solo per il mercato big spender long haul ma anche per i viaggiatori che vengono da Francia, Spagna, Germania, Belgio e che raggiungono facilmente la Penisola in auto.

— È noto che qualsiasi crisi può aprire le nuove opportunità. Quali sono le scoperte di quest’annus horribilis per il turismo “Made in Italy” che potrebbero in qualche modo diventare un'alternativa al turismo di massa?

— È l'occasione per rivedere e potenziare l'offerta. Si pensi al salto in avanti che il supporto tecnologico e social può dare al miglioramento dei servizi turistici come già sperimentato nei difficili mesi delle chiusure o alle iniziative creative di alcune città che hanno scelto di ridurre lo spazio per le auto a vantaggio delle persone rivedendo il tessuto urbano e introducendo nuovi modelli di fruizione culturale. Città legate solo al turismo internazionale dovranno anche orientarsi sulla fidelizzazione di quello domestico. Il digitale inoltre è diventato anche un incentivo per incrementare l'interesse degli utenti verso nuove forme finora scarsamente esplorate di esperienza culturale, come visite guidate virtuali ai musei, reading, rappresentazioni teatrali o concerti online, modelli che ora possono creare anche indotti occupazionali ed economici.

— A Suo avviso, come sarà il turismo dopo la crisi Covid-19? Verranno individuate le nuove soluzioni innovative che tengano conto del rispetto delle misure di sicurezza, visto che la pandemia purtroppo non si è ancora spenta?

— È già in atto una rivoluzione green e di sostenibilità. Cambierà il modo di ricevere gli ospiti e vivere gli spazi. Ci sarà un'osmosi diversa tra le città e le zone periferiche.

— Il turismo è un bene al quale l'Italia non può rinunciare anche perché ha un impatto che si estende a tanti settori dell’economia italiana: sui servizi culturali, sul settore di ricettività, sulla ristorazione, sul commercio, sul trasporto aereo interno, ecc. Secondo le Sue stime, quando e come sarà possibile avere una completa ripartenza del settore?

— Il settore è già ripartito e in alcuni casi non ha mai smesso di essere operativo. L'allentamento delle misure restrittive, l'apertura graduale delle frontiere e dei mezzi di trasporto porterà tutto ai livelli del 2019 con in più un balzo del 4 per cento.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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