00:52 22 Ottobre 2020
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Mediante strumenti giuridici più o meno noti, i poteri pubblici e la sovranità sono sempre più trasferiti dagli Stati ad organismi sovranazionali, in alcuni casi addirittura privati, che dominano al di sopra dei parlamenti e dei governi nazionali.

Le istituzioni rappresentative, democratiche, sono lasciate senza poteri reali e senza mezzi, a svolgere il mero ruolo di copertura del potere profondo se non addirittura di capri espiatori delle crisi in atto. In questa ottica, appaiono irrilevanti gli spauracchi agitati oggi in Italia, dall’una e dall’altra parte, come minacce alla “democrazia”: comunismo - fascismo, sinistra o destra. Qualunque sia l’esito finale del gioco delle parti, la sala di comando è sempre la stessa e si trova al di sopra delle istituzioni nazionali. Alla luce di questa prospettiva il dibattito sul valore della sovranità nazionale e sulla reale efficacia degli organismi elettivi e democratici diviene di grande attualità.

Sputnik Italia ha raggiunto Marco della Luna, avvocato e psicologo sociale, con esperienza e formazione in campo giuridico-economico e psicologico, l'autore di numerosi e saggi sulla manipolazione psicologica di massa, tra cui “Oligarchia per Popoli superflui”. Il testo pubblicato, nella sua prima edizione, nel 2010, preconizza gli scenari che si stanno oggi manifestando su scala globale.

Marco Della Luna
© Foto : Marco Della Luna
Marco Della Luna

— Professore, nel suo libro “Oligarchia per Popoli Superflui” Lei spiega come ristrette élites, oggi, esercitano un governo mondiale, ponendo fine all’esperienza democratica. Può spiegarci questa idea e che cosa intende per “popoli superflui”?

— È difficile accettarlo perché siamo stati cresciuti in un ambiente che dava per scontata l’esistenza della democrazia; ma la democrazia non è mai esistita e non esiste ora: tutte le società organizzate sono oligarchiche, sono dominate da cerchie ristrette che controllano l’economia, l’informazione, la polizia, l’esercito, etc.

Con la globalizzazione e la finanziarizzazione dell’economia e del potere, le varie oligarchie locali, legate ciascuna a un popolo e a un territorio specifici, quindi strumentalmente solidali con esse, sono state sostituite da un’oligarchia sovranazionale ed extraterritoriale, sicché i popoli sono divenuti intercambiabili, sacrificabili e superflui ai fini della produzione e conservazione del potere e della ricchezza. La centralizzazione globale del potere, la tecnologia, l’automazione e la finanziarizzazione hanno reso superflue le masse di combattenti, lavoratori, consumatori: oggi, nei paesi “avanzati”, la ricchezza si produce sempre più con metodi finanziari che richiedono pochi operatori qualificati. Pertanto le masse, i popoli, non servono più, dunque perdono potere di contrattazione sociale, partecipazione politica, quote di reddito, diritti, libertà. È la legge della domanda e dell’offerta: vi è troppa offerta di gente rispetto alla domanda. Anzi, i popoli sono divenuti un problema demografico ed ecologico.

Gestione “zootecnica” dell’Uomo

— Lei usa il termine di “gestione zootecnica dell’Uomo”; che cosa intende con questa espressione?

— Stiamo passando da un’epoca in cui i popoli venivano governati principalmente mediante strumenti di propaganda e finanziari (ossia il “mercato”, i prestiti, il debito, il rating e il downrating, i tassi d’interesse, il definanziamento) a un’epoca in cui sempre più si agisce materialmente sulla persona con mezzi informatici, elettromagnetici, biologici. Il 5G e smartdust saranno passi avanti decisivi.  La gente viene gradualmente posta in una condizione analoga a quella degli animali negli allevamenti: il padrone controlla tutto in tempo reale e regola ciò che la gente mangia, ciò che deve sapere, ciò che può dire, dove può andare; decide che sostanze riceve come alimenti, vaccini, farmaci. Interviene sulla genetica. Decide anche quanta gente serve. È la società preconizzata da Orwell, da Russell, da Horkheimer. Ho dedicato a questo tema il mio saggio “Tecnoschiavi”, del 2018.

Oligarchia per Popoli Superflui
© Foto : Marco della Luna
Oligarchia per Popoli Superflui

— Qual è il ruolo dei media, almeno per ciò che riguarda il mainstream, nel supportare questo sistema di potere oligarchico nell’addomesticamento delle masse?

— È fondamentale: fabbrica il consenso e previene il dissenso, regola la percezione e la valutazione della realtà, costruisce quel pensiero unico obbligatorio che giustifica le scelte del potere costituito in campo economico e sanitario innanzitutto, fa percepire come deviante (immorale, irrazionale, morboso) il pensiero critico, lo oscura e lo copre con l’informazione e l’intrattenimento di regime, previene la percezione di alternative.Nella scienza viene alquanto limitata la libertà di pensiero e di insegnamento: bisogna seguire il “politically correct”, il verbo del mercato e della sanità industrializzata. L’università è divenuta un “conformatorio” per intellettuali del clero del pensiero unico: chi non si allinea non fa carriera e non ha visibilità.

Sul piano della cultura e del costume, come preconizzato da A. Huxley in “Brave New World”, l’oligarchia tecnofinanziaria occidentale da decenni sta operando per la cancellazione delle identità storiche et etniche, per ottenere una popolazione passiva e amorfa, priva di una coscienza e di una capacità nazionali, di un tessuto comunitario di base. Onde la costruzione europea affidata ai banchieri, l’immigrazione sostitutiva di massa indotta e sovvenzionata dal grande capitale apolide, la dissoluzione della famiglia. Si vuole una popolazione composta da monadi anonime ed “editabili”.

Finzione del sistema democratico

— Alla luce di quanto sta illustrando qual è il valore, oggi, degli appuntamenti elettorali? Siamo davanti solo ad una finzione del sistema democratico?

— Sì! Fa parte della simulazione di democrazia e ha il fine di sostenere l’apparenza di legittimità del potere costituito. Gli eletti non possono rappresentare l’elettorato semplicemente perché innanzitutto devono rappresentare chi li ha messi e li dovrà rimettere in lista, chi li ha finanziati; e poi pensano ai loro interessi personali. Un paese come l’Italia, vassallo di USA, Germania e Francia, inoltre, è governato dall’esterno, i suoi “politici” assicurano questa governance; la loro autonomia decisionale si riduce a come spennare i lavoratori, i risparmiatori e arricchire se stessi.

— Entrando nel presente, riguardo alla cosiddetta “pandemia” da Covid-19, secondo Lei, nella gestione italiana di questa crisi sanitaria, in che modo hanno interferito disposizioni e decisioni da parte d’istituzioni sovranazionali, o addirittura da parte di soggetti privati?

— Pare ci siano state direttive dell’OMS e di interessi privati affinché l’epidemia venisse dapprima sottaciuta e lasciata diffondersi, poi contrastata male e con strumenti impropri, con diagnosi e terapie sbagliate, poi ancora gonfiata nei numeri anche con distorsioni statistiche, per creare terrore popolare, aspettativa messianica verso un vaccino molto improbabile (perché il virus muta), e consenso a misure di ristrutturazione sociale, di sorveglianza e di sospensione dei diritti costituzionali. Gli Italiani hanno tranquillamente accettato come legittimo quello che tecnicamente è stata una vera e propria sospensione de facto della Costituzione.

Strumenti per dominare le masse

— Professore, in conclusione, qual è il suo sguardo sul futuro?

— In essenza, la storia degli ordinamenti sociali è la storia di come si evolvono gli strumenti per dominare e sfruttare i popoli. Oggi la tecnologia offre strumenti per ottimizzare la dominazione e lo sfruttamento realizzando la gestione zootecnica, con la sostanziale abolizione delle libertà e dei diritti, e con l’assorbimento della dimensione pubblica-politica da parte del grande capitale privato dai cui finanziamenti gli Stati stessi dipendono per finanziarsi. Tale gestione zootecnica sarà prevedibilmente usata per affrontare il problema ecologico: sovrappopolazione, esaurimento delle risorse planetarie, inquinamento letale, catastrofe climatica. Sembra che questa operazione sia già in corso con un cocktail di recessione, carestie, siccità, epidemie (virus e batteri di laboratorio), falsi vaccini (che minano il sistema immunitario e nervoso), malnutrizione (cibi trattati in modo che manchino di elementi necessari alla salute). Ovviamente, si cerca di evitare le guerre nucleari, che sarebbero rovinose per l’intero pianeta.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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