22:30 19 Settembre 2020
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Il 20 e 21 settembre si vota per il referendum confermativo sul testo di legge costituzionale approvato in via definitiva lo scorso 7 ottobre 2019 che taglia 345 parlamentari modificando gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione.

Non è richiesto il quorum di partecipazione del 50% più uno. Verrebbero risparmiati circa 100 milioni di euro all'anno, ovvero 300mila euro al giorno, maggiore efficienza sul fronte del Sì. La principale contestazione del fronte del No riguarda la riduzione di rappresentatività del Parlamento. Sono queste le principali questioni sollevate dai due diversi schieramenti in merito al quesito referendario.

Per approfondire le tesi “pro” e “contro” sulla riforma “bandiera” del Movimento 5 Stelle e per confrontare le motivazioni di chi voterà di Sì e di chi No, Sputnik Italia ha raggiunto i due deputati grillini: l’On. Vittoria Baldino e l’On. Andrea Colletti.

Le ragioni del Sì:

— On. Baldino, ci spiega le ragioni del Sì e perché questo referendum è così importante per l’Italia?

Vittoria Baldino: “I motivi sono tantissimi. Quello sulla riduzione del numero dei parlamentari è un dibattito emerso già il 4 settembre del 1946 in occasione dei lavori dell'Assemblea costituente perché si andava verso uno Stato decentrato, autonomista e non più accentratore. Il numero dei parlamentari fu fissato da una legge del 1963 e da allora obiettivamente i tempi sono cambiati: c’è stato lo sviluppo delle comunicazioni digitali ed è cambiato il rapporto tra elettori ed eletti, c’è una maggiore rappresentanza territoriale. Se compariamo, poi, i dati italiani con quelli degli altri Paesi, salta all'occhio che siamo il terzo Stato al mondo per numero di parlamentari eletti, il primo in Europa, e dopo la riforma saremmo comunque al secondo posto in ambito comunitario”.  

​— Secondo Lei gli italiani sono bene informati su questo voto, visto che sui social e sulla stampa ogni tanto girano delle false informazioni?

© Foto : foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica

Vittoria Baldino: “La tv di Stato sta facendo un ottimo lavoro di informazione e gliene va dato atto. I social sono purtroppo incontrollabili e molta stampa è schierata per il No, ma gli argomenti di chi si oppone alla riforma sono futili e soprattutto orientati ad attaccare il Movimento 5 Stelle che l’ha proposta. Se scendiamo nel merito è davvero difficile opporsi alla riduzione dei Parlamentari”.

— I parlamentari contrari alla riforma sono attaccati alle poltrone?

Vittoria Baldino: “Sarebbe semplicistico ridurre tutti gli oppositori ad opportunisti. Sicuramente molti stanno facendo una battaglia personale, soprattutto quelli che prima hanno votato Sì e poi hanno firmato per indire il referendum, che ricordo, è stato chiesto da 71 senatori. Ci sono ragioni di opportunità politica e personale dietro alla scelta di molti che hanno firmato, sicuramente un minor numero di seggi riduce la possibilità di essere rieletti”.

— Cosa risponderebbe ai sostenitori del “No”, secondo i quali la riduzione dei parlamentari non sarà proporzionale tra le regioni e ogni deputato e senatore sarà eletto da un numero abnorme di abitanti, ciò significa che il parlamentare sarà molto lontano dal suo territorio?

Vittoria Baldino: “Rispondo con i numeri e con le tabelle del prima e del dopo. La riduzione è proporzionale e va a sanare anche un vulnus di rappresentanza di alcune regioni rispetto ad altre, faccio un esempio: ad oggi la Basilicata ha 1 senatore ogni 79.562 abitanti, mentre il Molise ha 1 senatore ogni 151.132, è evidente che c’è una sproporzione tra le due Regioni che vede una regione sovra-rappresentata rispetto all'altra e anche rispetto alla media nazionale (+59%).

A seguito della riforma ci saranno meno regioni più sovra-rappresentate di altre, tutte molto piccole perché hanno comunque il diritto di un numero minimo di senatori. Mentre per la Camera il problema non si pone. Ecco, basta leggere i dati per smontare le argomentazioni del No, che sono fumo negli occhi per spaventare i cittadini e convincerli a votare No attraverso mistificazione della realtà. Il nostro sistema istituzionale è un sistema decentrato, dove le Regioni condividono l'autorità legislativa con il Parlamento, che quindi non è più l'unico depositario di questo potere. Attraverso questa riforma l’Italia ha l'occasione di mettersi in linea con gli altri paesi europei e di ridare dignità al Parlamento, per troppo tempo dequalificato da rappresentanti indegni”.

Le obiezioni del No:

— On.Colletti, perché Lei è contrario al referendum che è considerato il “cavallo della battaglia” del Suo partito? Ci sono molti grillini che voteranno come Lei e condividono gli stessi dubbi?

Andrea Colletti: “Innanzitutto il c.d. taglio dei parlamentari non è mai stata una battaglia del Movimento 5 Stelle. È comparso in una parte del programma nonostante gli attivisti certificati avessero bocciato tale previsione.

Sono convinto, avendo parlato con molti Colleghi, che almeno un 20% di loro sia contrario a questo taglio, almeno su come sia stato fatto. Molti altri, pur dubbiosi, però rimangono sulla scia della comunicazione e, sicuramente, potrebbero aver timore ad esporre dei dubbi. D’altra parte il gruppo parlamentare M5S al suo interno mai ha discusso questa proposta di legge. L’ha soltanto votata.

E sono convinto che, soprattutto tra i “grillini” con più anzianità molti siano per il No”.

— A Suo avviso, quali distorsioni potrebbe creare il taglio lineare dei parlamentari sia per la Camera che per il Senato?

Andrea Colletti: “Un taglio dei parlamentari fatto in questo modo va, in primo luogo, ad incidere sulla rappresentatività degli stessi parlamentari, ponendoci all’ultimo posto nell’Unione Europea. In parole povere avremo parlamentari molto più lontani dal territorio, molto più vicini alle segreterie di partito e, con la nuova legge elettorale che sembra essere senza preferenze, il Parlamento sarà in mano ad una oligarchia di fatto. Avere poche persone al comando (ovvero nella segreteria di partito) significherà rendere ancora più sistemici episodi corruttivi e rendere il Parlamento più permeabile alle influenze di lobby esterne.

Inoltre, soprattutto il Senato, lavorerà in maniera del tutto inefficiente non potendo fare ciò che è attualmente deputato ad essere: una Assemblea con piena funzione legislativa.

Inoltre si creano delle gravissime distorsioni a livello di rappresentanza regionale con una sovra-rappresentazione del Trentino Alto-Adige a detrimento di tutte le altre Regioni ed in particolare del mio Abruzzo, della Sardegna, delle Marche e della Calabria”.

— Come avrebbe modificato questa riforma per aumentare l'efficienza legislativa del Parlamento e magari per risparmiare ancora di più?

Andrea Colletti: “L’unico modo per non ledere il principio di rappresentanza popolare ed aumentare l’efficienza del Parlamento sarebbe virare presso un sistema parlamentare monocamerale, superando la bipartizione scelta in sede di Assemblea Costituente. Proprio per questo motivo insieme ai miei Colleghi del Movimento 5 Stelle che si sono esposti per il NO al referendum abbiamo presentato una proposta di legge costituzionale che potrebbe essere votata e calendarizzata sia in caso di Sì al referendum che in caso di vittoria dei No. In questo modo non avremo il doppione delle due Camere, nonché un risparmio, questo vero, di oltre mezzo miliardo di euro ogni anno”.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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