03:01 24 Ottobre 2020
Interviste
URL abbreviato
Di
0 80
Seguici su

Il coronavirus ha colpito duramente l’economia riducendo in povertà ingenti sacche di popolazione. La povertà si ripercuote sull’alimentazione delle persone che non possono più permettersi una dieta sana ed equilibrata. L’obesità, spesso sottovalutata, è l’altra pandemia che colpisce praticamente metà degli italiani.

La crisi post-Covid costringerà le fasce di popolazione meno abbienti a fare economia sulla spesa, optando per i prodotti meno sani. In futuro la pandemia Covid verrà sostituita dalla pandemia dell’obesità? I dati italiani non sono incoraggianti, visto che già oggi quasi la metà della popolazione è obesa o sovrappeso. L’Italia, culla della dieta mediterranea, è il Paese con il più alto tasso di obesità infantile in Europa.

Grave quanto l’anoressia, l’obesità è una malattia spesso sottovalutata e trascurata in Italia. Un soggetto obeso però soffrendo di altre patologie drenerà risorse sanitarie importanti. L’obesità è la pandemia del futuro? Perché in Italia, famosa per la dieta mediterranea, è così diffusa questa malattia? Sputnik Italia ne ha parlato con Leonardo Mendolicchio, psichiatra, psicoanalista specializzato in disturbi alimentari, presidente di “Food for mind”.

— Leonardo Mendolicchio, che relazione c'è tra la crisi economica del periodo post-covid e l'obesità? C'è il rischio che molte famiglie non avranno i soldi per un'alimentazione sana ed equilibrata?

— Assolutamente sì, ma facciamo un passo indietro: se noi guardiamo l'epidemiologia dell'obesità in Italia ed in Europa possiamo notare che c'è un ambiente socio - culturale molto chiaro. Le zone geografiche con le più alte problematiche economiche e basso livello socio - culturale sono quelle che hanno il più alto tasso di obesità. Questa regola vale sempre: lì dove c'è povertà e ci sono pochi strumenti socio - culturali si mangia peggio e tanto creando un problema di sovralimentazione, e quindi di obesità.

In questa regola generale che valeva prima del Covid, ancora di più vale in epoca Covid e post - Covid: lì dove ci sono meno risorse economiche e meno possibilità socio - culturali di esercitare una consapevolezza sul versante delle scelte alimentari questo produce un'alimentazione sbagliata e può produrre problemi di obesità. È un problema che già preesisteva e che si sta aggravando e che si aggraverà a causa dell'estensione delle aree geografiche con difficoltà socio - economiche e culturali.

— Cerchiamo di capire una cosa: l'obesità è legata ai problemi economici ed alla povertà, però, se non sbaglio, è un problema che investe maggiormente i paesi sviluppati e ricchi. Non crede però che sia una contraddizione?

— L'obesità è diffusa nei paesi ricchi ma nelle fette di popolazione che sono più svantaggiate da un punto di vista socio - economico. Sappiamo bene quali sono le contraddizioni del mondo occidentale: la ricchezza non è distribuita su tutta la popolazione e nei paesi ricchi la popolazione che è più in difficoltà mangia male per disinformazione, perché mangia cibi più economici di cattiva qualità. La popolazione mangia male perché in un contesto socio - economico difficile la condizione emotiva di questi soggetti produce una ipofagia riflessa, cioè la gente mangia di più e male per consolarsi. Ciò produce l'obesità.
Questa è una delle tante contraddizioni del mondo ricco e opulento occidentale. È un mondo con tutta l'industria del cibo che funziona, ma in questo mondo, che spesso è apparentemente ricco, ci sono molte sacche di disagio le quali spesso finiscono per mangiare di più e male producendo obesità.

— L'obesità è un problema grave come l'anoressia, eppure mi sembra che venga un po' sottovalutato ... Lei non crede?

— Questa è veramente una bella domanda ... Nell'ambito degli studi alimentari ci sono tutta una serie di preconcetti e pregiudizi molto stupidi ed uno di questi è che l'anoressia sia il disturbo alimentare più grave. Ciò non è vero in quanto ad oggi ci sono forme di obesità molto importanti che mettono a rischio la vita tanto quanto l'anoressia per le persone che ne soffrono, con un ulteriore stigma nei pazienti obesi. La gente pensa che uno diventi obeso poiché mangia tanto e perché sciatto senza pensare che spesso è una vera dipendenza dal cibo.

Noi abbiamo la più grande sostanza stupefacente che è in ogni angolo della nostra casa o della nostra città che si chiama glucosio. Lo zucchero, come l'industria alimentare sa molto bene, è una sostanza che come altre sostanze nutritive produce dipendenza. La gente ingrassa perché mangia male e perché spesso nasconde le proprie fragilità emotive attraverso la dipendenza da cibo e questo è un meccanismo potentissimo tanto quanto l'anoressia e diventa ancor più grave poiché la gente e le strutture sanitarie ignorano questo problema.

Le do un dato: in Italia il 40% della popolazione è in sovrappeso/obeso. Questo è un problema serio e molto rilevante poiché un soggetto obeso ha altre patologie e drenerà risorse sanitarie molto importanti. Lei dice una cosa giusta: l'obesità viene molto sottovalutata. Sia sotto il profilo politico - sanitario che culturale, ma anche da un punto di vista scientifico e clinico. È sicuramente un problema serio come l'anoressia.

— Tra l'altro desta preoccupazione vedere molti bambini obesi oggi...

— L'Italia, nonostante sia il paese della dieta mediterranea, ha una fortissima incidenza di obesità infantile e siamo il primo paese europeo col più alto tasso di obesità infantile.

— Perché secondo lei?

— Abbiamo una diseducazione alimentare mostruosa, abbiamo perso la tradizione alimentare tipica italiana con i suoi prodotti ed il modo di cucinare. Questo vuoto spesso è stato coperto dalle industrie del junk food che producono cibo facile da acquistare e consumare ma di pessima qualità.

— Come si può prevenire e come bisogna lottare contro l'obesità? Bisogna iniziare a combatterla a partire dalla scuola?

— Assolutamente sì, i programmi di educazione alimentare sono in piedi già da tantissimo tempo, ma non hanno prodotto gli effetti sperati. In realtà, ci vuole una cultura dell'alimentazione di un certo tipo. Il cibo non è solamente una sostanza che riempie di energie il nostro corpo, ma ci riempie anche di emozioni, di storia e di tradizioni. Se noi escludiamo tutto questo dal nostro vissuto alimentare, ci impoveriamo di questo valore e mangiamo di più per soddisfarci del cibo che è materia e questo ci porta ad ingrassare.

Io faccio sempre questa metafora: se uno sta solo al ristorante e non in buona compagnia, tenderà a mangiare di più per sentirsi sazio mentre se uno si trova con il proprio amico o la propria compagna o comunque con una persona interessante a mangiare, godrà di tutto il contesto e questo renderà meno necessario mangiare di più. Quindi bisogna avere una cultura dell'alimentazione che sia olistica, completa e trasversale che consenta a tutti i cittadini di avere il vero senso dell'alimentazione che non è rimpinzarsi di calorie ma è quello di mangiare la tradizione, è cultura, si tratta di relazioni, amicizia e affetti. Ciò ci rimette in un rapporto col cibo più sano.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook