18:49 18 Gennaio 2021
Interviste
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A inizio luglio la Stazione spaziale internazionale ha eseguito una manovra di deviazione da detriti spaziali in avvicinamento.

Considerato il numero di questi corpi in orbita e visto che, in base ai dati disponibili, i detriti di 1 cm di diametro sono circa 600-700.000, garantire la sicurezza della Stazione e del gruppo orbitale russo è un compito sempre più complesso. Igor Bakaras, direttore del centro di informazione e analisi TsNIImash (il principale centro studi di Roscosmos), ha rilasciato un’intervista a Sputnik nella quale ha spiegato il funzionamento del sistema russo di monitoraggio di satelliti e detriti in orbita e ha acclarato se sia o meno possibile con l’ausilio di questo sistema rilevare la presenza di asteroidi pericolosi per la Terra.

— Lei è responsabile del sistema automatico di allerta di situazioni pericolose nello spazio circumterrestre (ASPOS OKP). Ci può spiegare meglio di cosa si tratta?

— Il sistema è stato messo a punto su commissione di Roscosmos, nel 2015 ha superato con successo i test e dal primo gennaio 2016 è stato utilizzato attivamente.

I principali compiti di ASPOS OKP sono anzitutto la raccolta, l’elaborazione e l’analisi di dati circa i corpi celesti che costituiscono una minaccia potenziale per le sonde guidate o autonome. Altro obiettivo del sistema è comunicare operativamente agli utenti i dati relativi alla comparsa o allo sviluppo di situazioni pericolose aventi luogo nello spazio circumterrestre, incluso l’avvicinamento di sonde russe guidate o di altro tipo a corpi celesti potenzialmente pericolosi. Infine, tra i compiti del sistema si annoverano altresì la previsione di rischi derivanti dal decadimento orbitale e l’individuazione dei motivi di deterioramento dei corpi celesti.

— Il sistema è stato chiamato “Via Lattea” (Mlechny put’, in russo), non è così?

— In realtà, la denominazione “Via Lattea” si riferisce al sistema di informazione e analisi che garantisce la sicurezza delle attività spaziali nello spazio circumterrestre, la cui costruzione è prevista non prima del 2030. Le operazioni finalizzate alla messa a punto di un simile sistema, il cui obiettivo è garantire la durevolezza e la sicurezza delle operazioni spaziali russe alla luce del crescente inquinamento di matrice umana dello spazio circumterrestre, nonché lo sviluppo di tecnologie di monitoraggio di corpi celesti di origine naturale (comete e asteroidi) in pericoloso avvicinamento con la Terra sono in fase di ultimazione.

— Il sistema è in grado ad oggi di intercettare asteroidi pericolosi in avvicinamento verso la Terra?

— Al momento il monitoraggio di corpi celesti naturali non rientra nella sfera di competenza di ASPOS OKP. Il compito principale del sistema è garantire la sicurezza delle attività spaziali mediante la notificazione agli utenti di allerte in merito a situazioni pericolose aventi luogo nello spazio circumterrestre. Con spazio circumterrestre si intende l’area delimitata verso il basso da una linea che si colloca a 100 km sopra la superficie terrestre (che si calcola sommando al raggio equatoriale della Terra, ossia 6.378 km, altri 100 km) e verso l’alto dalla linea che passa a 44.164 km (ovverosia, il raggio dell’orbita geostazionaria 42.164 più 2.000 km).

— Quali strumenti sono necessari al sistema per monitorare gli asteroidi potenzialmente pericolosi?

— Per effettuare in maniera efficace le operazioni di monitoraggio, è necessario disporre di strumenti in grado di rilevare corpi celesti pericolosi a distanze piuttosto elevate dalla Terra, ovverosia a circa 30 milioni di km. Al momento ASPOS OKP non dispone di strumenti ottici specializzati che consentano di osservare i corpi celesti di origine naturale a così elevata distanza.

Al fine di contrastare le minacce rappresentate da asteroidi e comete è al vaglio al momento la creazione all’interno del sistema Via Lattea di un Centro russo per i corpi celesti di piccole dimensioni. Nella fase di risoluzione tecnica per la creazione del Centro, si determineranno i requisiti del sistema sia in merito alla distanza di rilevamento sia alle dimensioni minime dei corpi celesti naturali potenzialmente pericolosi per la Terra.

— Dunque, gli strumenti russi non riescono a vedere nemmeno la Tesla lanciata verso Marte da Elon Musk?

— Gli strumenti ottici integrati ad oggi in ASPOS OKP non sono in grado di rilevare corpi celesti dislocati a una tale distanza dalla Terra. Inoltre, il corpo indicato non rientra nella sfera di competenza di ASPOS OKP.

— Quali strumenti di osservazione sono integrati ad oggi nel sistema?

— Uno dei principali elementi strutturali del sistema che garantisce la raccolta di informazioni fondamentali circa lo stato dello spazio circumterrestre è l’insieme degli strumenti ottici specializzati. In sostanza, dovete sapere che vi sono punti di osservazione sparpagliati su tutto il territorio russo e all’estero. In ognuno di questi punti possono essere dislocati uno o più telescopi specializzati. Il punto di osservazione più a est in Russia si trova nei pressi della cittadina di Ussurijsk nel Territorio del Litorale, mentre quello più a est è dislocato nel villaggio di Nauchny in Crimea. Nell’ambito dell’accordo siglato tra i governi russo e brasiliano uno di questi centri si trova non lontano dalla città di Itajubá all’interno dell’Osservatorio astrofisico brasiliano di Pico dos Dias. In futuro è prevista la dislocazione di un ulteriore centro specializzato all’estero.

I risultati delle osservazioni sono la misurazione delle coordinate dei corpi celesti naturali e artificiali. Oltre alle coordinate il sistema registra anche la luminosità del corpo in base alle variazioni della quale è possibile valutare l’operatività del sistema di orientamento oppure eventuali avarie a bordo. I risultati dell’elaborazione dei dati consentono di fornire indicazioni più precise in merito ai parametri di avvicinamento dei corpi celesti e rilevare nuovi corpi celesti creatisi durante la distruzione di corpi nello spazio.

— A quali distanze l’avvicinamento di detriti spaziali ai satelliti russi e alla ISS si ritiene pericoloso?

— Per valutare la minaccia di collisione di sonde (ISS compresa) con altri corpi celesti è stata delimitata un’area di sicurezza di tali sonde. Se in esito alle previsioni un dato corpo celeste rientra in tale area, viene calcolata la probabilità di collisione che dipende dalla posizione e dalla velocità reciproca dei corpi, dalle dimensioni dei corpi in avvicinamento e dalla precisione dei calcoli.

L’avvicinamento di due corpi celesti è considerato pericoloso qualora le probabilità di collisione superino una su un milione.

In base alle norme della ISS vengono stabilite alcune soglie delle aree a rischio collisione, identificate con i colori giallo e rosso. Con soglia gialla si intende la presenza di una probabilità di collisione compresa tra una su 100.000 e una su 10.000, mentre la soglia rossa è caratterizzata da probabilità di collisione superiori a una su 10.000. I criteri indicati sono stati selezionati sulla base dei risultati degli studi condotti.

— Gli strumenti di ASPOS OKP effettuano un monitoraggio continuo dello spazio circumterrestre?

— Le principali limitazioni di un monitoraggio continuo sono il numero esiguo di telescopi (al momento 36) e la possibilità che questi operino solamente in orario notturno in assenza di nuvolosità e altri fattori disturbanti. Per incrementare l’efficacia del sistema è necessario sviluppare ulteriormente gli strumenti di monitoraggio sia aumentando il numero di telescopi sia includendo nel sistema strumenti di radiolocalizzazione in grado di operare 24 ore su 24.

È al vaglio la possibilità di creare un segmento spaziale specializzato di monitoraggio dello spazio circumterrestre che includa al suo interno sonde dotate di strumentazione ottica ad elevata sensibilità. Questo scenario è previsto nell’ambito della creazione del sistema Via Lattea che dovrà garantire un monitoraggio il più possibile completo dello spazio circumterrestre.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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