12:08 19 Settembre 2020
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Continua lo scontro frontale tra l'esecutivo centrale e il governatore della Sicilia Nello Musumeci che rischia di provocare rottura completa sull’asse Roma-Palermo.

Secondo l’ordinanza firmata dal presidente Musumeci, che si è dimostrato  preoccupato per la sicurezza sanitaria dell’isola, tutti i migranti negli hotspot e in ogni centro di accoglienza devono essere improrogabilmente trasferiti e ricollocati in altre strutture fuori della Regione siciliana, non essendo allo stato possibile garantire la permanenza nell'Isola nel rispetto delle misure sanitarie di prevenzione del contagio.

“Serve in questo caso il buonsenso, dobbiamo smetterla, qui nessuno vuole la guerra tra le istituzioni, la gente vuole risolti i problemi, in Sicilia la condizione in cui vivono i migranti, lo sbarco continuo, l'assenza dello Stato concreta è uno dei tanti problemi. Il Governo centrale capirà di essere dalla parte del torto e compirà un atto di grande responsabilità, magari ci chiederà qualche altro giorno di tempo per potere ricollocare altrove i migranti che sono ospitati nei centri di accoglienza in modo che così il nostro personale andrà, quando i locali saranno liberi, cinque, sei, otto giorni, e apporrà i sigilli, esattamente come ogni Autorità costituita fa nei confronti di una struttura privata che non ha i requisiti di carattere igienico-sanitario”, – ha sottolineato il governatore Nello Musumeci al termine della conferenza stampa di lunedì a Catania dove ha illustrato l’ordinanza sullo sgombero degli hotspot e dei Centri di accoglienza per i migranti, con le relative modalità di attuazione. 

Visto che i centri di accoglienza non sono stati sgomberati, come desiderava Musumeci, il giorno successivo il governatore della Sicilia annuncia la sua intenzione di “rivolgersi alla magistratura”. Pure il Viminale non si arrende – il governo studia la contromossa e prepara il ricorso al TAR contro l'ordinanza soprammenzionata.

Come finirà il duello Viminale-Musumeci? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto l’On. Eugenio Zoffili, Deputato e Coordinatore regionale della Lega Sardegna, il Presidente del Comitato Bicamerale Schengen e l’On. Galeazzo Bignami, Deputato e Responsabile nazionale dipartimento immigrazione e legalità FdI.

— Come valuterebbe la mossa del presidente Musumeci sulla chiusura degli hotspot in Sicilia? Condivide le sue fortissime accuse nei confronti di Roma che “vuole creare campi di concentramento”?

Eugenio Zoffili: “Un gesto necessario che nessuno dovrebbe giudicare, senza prima capire e toccare con mano quello che sta vivendo la Sicilia in questa terribile stagione tra sbarchi, contagi e crisi del settore turistico. Chi pensa che Musumeci sia un agitatore o un provocatore, sbaglia. Musumeci con il suo atto sta arginando una rabbia sociale che altrimenti rischierebbe di diventare esplosiva”.

Galeazzo Bignami: “La scelta di Musumeci è una scelta obbligata dall’incapacità del Governo di gestire in maniera organizzata e strutturale l'emergenza migratoria. L'immagine dei campi di concentramento evocata da Musumeci non è purtroppo infondata ed evidentemente intende riferirsi alle condizioni disumane in cui il Governo sta facendo vivere questa gente”.

— Chi ha ragione in questa complicatissima e delicatissima situazione: la Lamorgese o il governatore siciliano, visto che da un lato quella dei migranti è una materia di competenza statale e dall’altro - la Sicilia è sottoposta ad una pressione migratoria eccezionale che si sta facendo il possibile per alleggerire?

Eugenio Zoffili: “Ha ragione chi è sul campo giorno e notte, cittadini e amministratori locali a cui da Presidente del Comitato Bicamerale Schengen ho manifestato più volte, in vari incontri di persona, la vicinanza e l'affetto di tutti gli italiani perbene. Hanno ragione gli uomini e le donne delle forze dell'ordine che pattugliano i nostri confini, in mare e lungo la costa, e che ad ogni occasione chiedono al Governo di essere aiutati, di ricevere risorse, mezzi, rinforzi. Un grido di aiuto che la Lega ha più volte ribadito, senza tuttavia nessun riscontro concreto da parte del Viminale a guida Lamorgese”.

Galeazzo Bignami: “Per comprendere anche giuridicamente la situazione è necessario ricordare come la Sicilia sia una Regione a Statuto speciale, condizione che consente a Musumeci di agire su aspetti normalmente di competenza nazionale. Tra questi c’è un'ampia possibilità di intervento in materia sanitaria che oggi riguarda direttamente anche l’affluenza incontrollata di migranti. Una situazione critica che rischia di determinare la ricomparsa e l’incremento incontrollato sul territorio siciliano di fenomeni legati al Covid-19, vanificando tutto quello che è stato fatto sinora per impedire il diffondersi del virus in queste regioni”.

— A Suo avviso, come finirà questa partita? Se non trovano l’intesa il governo e Musumeci, cosa succede?

Eugenio Zoffili: “In questo momento a essere legalmente fuori legge è lo Stato che in Sicilia sta deliberatamente violando le sue stesse norme a contenimento del Covid. È un precedente importante che potrà ampliare la capacità d'intervento in tutti i territori italiani, da Nord a Sud, a beneficio della sicurezza sanitaria e sociale per i nostri cittadini”.

Galeazzo Bignami: “Il rischio è quello di un conflitto istituzionale, visto che non pare che il Governo intenda mediare tra la sciagurata scelta politica dell'esecutivo centrale di accogliere indiscriminatamente tutti e le fondate esigenze della Regione e le giuste istanze e aspettative dei siciliani che sono sottoposti ormai da troppo tempo, visto che parliamo di anni, a una pressione migratoria insostenibile. Il tutto anche a causa dell’assenza delle Istituzioni europee che, pure in questo caso, risultano a dir poco latitanti”.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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