10:32 01 Ottobre 2020
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La crisi economica provocata dall’epidemia costringerà molte aziende a chiudere i battenti. Anche la moda dopo mesi di stop ha subito una grave battuta d’arresto.

Il noto imprenditore Baldinini ritiene necessario valorizzare maggiormente i rapporti con la Russia in questo periodo di crisi, un mercato che può essere il vero motore della ripartenza del fashion Made in Italy post Covid-19.

Baldinini in tutto il mondo, e soprattutto in Russia, è sinonimo di calzature di lusso e di eccellenza italiana. Il mercato russo rappresenta più del 50% del fatturato per l’azienda che quest’anno festeggia 110 anni di storia. In questo complesso periodo di crisi dovuta alla pandemia secondo Gimmi Baldinini, presidente dello storico marchio, è necessario rivalutare i rapporti con la Russia e togliere le sanzioni, che danneggiano il Made in Italy.

Gimmi Baldinini, presidente dello storico marchio
Gimmi Baldinini, presidente dello storico marchio
“Dobbiamo portare rispetto per questo Paese che ama il nostro prodotto. Siamo paesi vicini, insieme possiamo fare tante cose, migliorare l’economia. Alla fine le sanzioni colpiscono noi in primis, non la Russia”, ha sottolineato in un’intervista esclusiva a Sputnik Italia Gimmi Baldinini.

— Signor Baldinini, qual è la situazione economica dell’azienda sui mercati internazionali in seguito alla crisi del Coronavirus?

— Come le altre realtà, in questo momento burrascoso la società ha i suoi alti e i suoi bassi. Noi abbiamo risposto alla crisi investendo moltissimo, tra l'altro in un momento molto complicato per l'economia mondiale, dove anche i margini per le aziende della moda sono radicalmente cambiati. Ad ogni modo, con una chiusura delle varie attività durata circa quattro mesi, non è facile far quadrare i conti, ma fortunatamente l'azienda ha una storia di 110 anni e una solidità che ne garantiscono il futuro. Il nostro mercato di riferimento è la Russia, dove esportiamo oltre metà della produzione.

— Quali perdite ha registrato il brand Baldinini per la crisi mondiale post-Covid?

— Le difficoltà ci sono e ancora non sono ripresi a pieno gli spostamenti aerei. Certo, la politica italiana dovrebbe interessarsi di più al mondo dell'impresa, soprattutto se consideriamo che la moda è il secondo manifatturiero del paese.

— In quali Paesi viene distribuito oggi il marchio Baldinini?

— La Russia è il principale Paese dove il brand è storicamente tra i leader di mercato, anche grazie alla nostra rete capillare nel territorio che comprende 130 store. Siamo poi presenti in tutte le principali economie, comprese la Cina ed il Medio Oriente, ad esclusione dell’America.

— Come è stata gestita la crisi economica dal governo italiano a suo avviso? In che stato si trovano gli imprenditori italiani oggi?

— Come dicevo, il governo italiano a mio avviso non ha aiutato al massimo gli imprenditori, che in certi casi sono stati lasciati soli ad affrontare le difficoltà, che aumentano con la burocrazia. Purtroppo a settembre e ottobre prossimi ci saranno aziende che saranno costrette a chiudere. Noi andremo avanti con determinazione e resilienza. Ma, proprio in riferimento agli scambi commerciali con la Russia, è urgente che si metta fine alle sanzioni.

— A proposito di sanzioni…Trump ha “graziato” l’Italia annullando i nuovi dazi sui prodotti agroalimentari, le sanzioni invece fra l’Unione Europea e la Russia sono ancora in vigore. Qual è la sua posizione in merito?

— In Italia la politica non è lungimirante. Siamo il più bel Paese del Mondo, abbiamo tutto, ma sotto questo profilo non sappiamo stare al passo. Sono italiano, amo l’Italia, però se non si cambia in fretta mentalità e metodo non vedo un gran futuro per il Paese. I russi iniziano a produrre da soli alcuni prodotti come i latticini per esempio, e lo fanno bene. Ovviamente l’Italia è l’Italia e resta un’eccellenza, ma con il tempo tutti diventano più bravi. Io ho sempre detto che non dovevamo imporre le sanzioni alla Russia, dobbiamo portare rispetto per questo Paese che ama il nostro prodotto. Siamo paesi vicini, insieme possiamo fare tante cose, migliorare l’economia. Alla fine le sanzioni colpiscono noi in primis, non la Russia.

— Qual è il peso del mercato russo per il Made in Italy?

— La Russia è un paese straordinario che ci ama e può essere il vero motore della ripartenza del fashion Made in Italy post Covid-19. È un mercato che può dare molto di più. Al momento purtroppo non si sa nemmeno quando finirà il blocco dei voli… Ad ogni modo, anche se per l'Italia la ripresa non è scontata, abbiamo delle vere eccellenze, ma in certi casi contrastano con dei limiti dovuti anche alla scarsa conoscenza di questa economia e della sua cultura. Dobbiamo considerare la Russia come un Paese amico, rispettarlo in tutte le maniere e rafforzarne i rapporti. Invece a volte non è così e le sanzioni ancora attive ne sono la prova.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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