14:25 25 Novembre 2020
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La pandemia ha messo in ginocchio le località turistiche italiane che contavano sulle presenze straniere. Come se non bastasse alcune città subiscono ulteriori problemi legati all’immigrazione. Non solo i porti siciliani, ma anche Jesolo è stata travolta dalle disdette dei turisti a causa di un focolaio in un centro di accoglienza per rifugiati.

Gli operatori turistici di Jesolo chiedono a gran voce al Prefetto e al Ministro dell’Interno, attraverso una lettera, di trasferire tutti i profughi dalla struttura della Croce Rossa fronte mare. Il focolaio di Covid registrato presso il centro migranti ha allarmato i turisti che hanno rinunciato alle proprie vacanze a Jesolo, sul litorale veneto.

La stagione 2020 è partita in ritardo a causa dell’epidemia, ma la sede della Croce Rossa con i profughi positivi al Covid ha provocato un’ulteriore crisi agli albergatori della città, località prettamente turistica. Sputnik Italia per fare il punto della situazione ha raggiunto Amorino De Zotti, direttore di uno stabilimento balneare di Jesolo, firmatario della lettera indirizzata al Prefetto e al Ministro dell’Interno.

— De Zotti, ci può parlare del centro immigrati vicino alla spiaggia e dell’impatto di questo sul turismo nella zona? Qual è la situazione?

— La situazione in questo momento è sotto controllo, perché l’80% dei rifugiati politici sono stati spostati in altre sedi. Rimangono però una quindicina di persone, che speriamo vengano spostate nel giro dei prossimi giorni.

Il problema è nato circa 30 anni fa, quando la Croce Rossa ha ospitato i primi albanesi che scappavano dalle guerre, e poi ha continuato ad accogliere profughi. Questi rifugiati si trovano nell’edificio della Croce Rossa da due anni e mezzo. La città ne ha risentito tantissimo e a causa del Covid-19 siamo stati tempestati da disdette e domande su quanto sia sicura la spiaggia di Jesolo. La nostra città non ha avuto nessun contagio se non all’interno della Croce Rossa, dove è stato registrato un piccolo focolaio. Abbiamo chiesto di allontanare subito i contagiati e adesso la situazione è sotto controllo.

Noi vogliamo però che la Croce Rossa facesse un altro tipo di lavoro, magari trasformando la sede in un centro di formazione o altrimenti bisogna cedere la struttura a degli imprenditori. Io faccio parte di una cordata che vorrebbe acquistare la Croce Rossa e trasformarla in villaggio turistico. La nostra città vuole essere prettamente turistica e non avere questi problemi.

— All’interno della struttura quindi erano presenti dei migranti positivi al Covid-19? Questo ha allontanato i turisti dalle spiagge?

— Gli ha allarmati e una buona parte dei turisti ha disdetto le proprie vacanze qui. Adesso piano piano i turisti ricominciano ad avere fiducia della nostra città, perché hanno cominciato a spostare i migranti. Il problema è che nel giro di pochi giorni devono essere spostati tutti i rifugiati, questo è ciò che chiediamo. Oltre tutto lo stabilimento Manzoni, di cui sono il presidente, è confinante con questa struttura, può capire il danno che abbiamo subito per questa situazione.

— Ad ogni modo ora gli infetti da Coronavirus non sono più nella struttura?

— Sono stati eseguiti i tamponi e sono passate le due settimane di quarantena. Ora la situazione è sotto controllo e gli ultimi profughi attendono di essere trasferiti. L’appello che faccio al Prefetto è quello di fare in fretta, perché abbiamo un fine agosto e un settembre in cui potremmo recuperare davvero. I turisti vogliono sicurezza, noi la possiamo dare, adesso chiediamo che anche il Prefetto si assuma la sua responsabilità e lo ringrazio, perché ha accolto la nostra lettera ed ha cominciato ad evacuare i rifugiati dalla Croce Rossa.

— Avete scritto una lettera indirizzata al Prefetto, ma anche al ministro dell’Interno. Che reazioni ci sono state da Roma?

— Da Roma sono stato interpellato via skype e mi hanno assicurato che avrebbero fatto pressione sul Prefetto per poter trovare una soluzione alternativa alla città di Jesolo. Ringrazio sia il Ministro sia il Prefetto.

— La prospettiva è che la Croce Rossa venga chiusa quindi?

— Dopo aver evacuato i rifugiati la Croce Rossa non deve più essere usata a tali scopi, perché la città di Jesolo è prettamente turistica e non ha bisogno di questi problemi.

Abbiamo a poche centinaia di metri una struttura per anziani in mezzo ai campi. I rifugiati politici sono fronte mare, i nostri anziani sono in mezzo ai campi, credo che questo non sia giusto. Dobbiamo trovare un’altra sede attrezzata per i rifugiati, ma non in una città turistica.

Jesolo per il 60% veniva visitata da turisti stranieri. Immagini che cosa abbiamo sofferto avendo avuto una stagione partita in ritardo, con immensi problemi di assunzioni. Inoltre si è aggiunto il problema della Croce Rossa…

Nel 2019 Jesolo ha fatto quasi 6 milioni di presenze, quest’anno per via del Covid e della Croce Rossa dimezzeremo queste cifre. Fra pochi giorni dovremo pagare anche le tasse. Se non lavoriamo non possiamo pagare le tasse! O scegliete le Partite Iva o scegliete di tenere aperta la Croce Rossa, questo ho detto al Prefetto. Noi siamo pronti alla disobbedienza fiscale.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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