00:41 29 Novembre 2020
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L'isola di Gallinara, l'unica vera isola della Liguria, a 1,5 chilometri dalla costa tra Albenga ed Alassio, cambia di nuovo proprietà.

Sede della Riserva naturale regionale dell'Isola di Gallinara, costituita nel 1989, ospita anche una delle più grandi colonie di gabbiani reali nel mar Ligure. L’isola-tartaruga, alta fino a 87 metri, lunga 470, larga 450, è stata rifugio di Santi e di Papi (Alessandro III in fuga da Federico Barbarossa nel 1162). Tra l’VIII e il XIV secolo divenne sede di una potentissima abbazia benedettina che ebbe possedimenti fino in Catalogna e Provenza.

Di proprietà della Chiesa fino al 1842, l'isola fu venduta dai vescovi di Albenga a dei facoltosi privati, prima al banchiere di Imperia Leonardo Gastaldi e poi all'industriale genovese Riccardo Diana, fino a poco fa apparteneva a una società con sede a Novara ed era controllata da un guardiano sempre presente sull'isola. Ora, secondo quanto riportato dal Corriere della sera, ad acquistarla per oltre 10 milioni euro, è stata una società di Montecarlo, la "Gallinete" dietro la quale ci sarebbe il 42enne immobilista nato in Ucraina Olexandr Boguslayev, residente nel Principato di Montecarlo ma con la nazionalità a Grenada.

Ma c'è un colpo di scena – secondo alcuni giornali italiani, lo Stato può esercitare il diritto di prelazione e “salvare l’isola per i liguri e i turisti”. Questo vuol dire che l'operazione di compravendita può essere fermata? Per maggiori informazioni Sputnik Italia ha raggiunto il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis.

— Sindaco Tomatis, quale è stata la Sua prima reazione alla notizia di vendita dell’isola Gallinara? Lei è contrario?

— No, io non sono contrario. Anzi, a mio avviso, l’acquirente Olexandr Boguslayev potrebbe sicuramente fare molte cose e migliorare lo stato attuale dell’isola. Nelle mie prime dichiarazioni mi sono dimostrato addirittura contento che qualcuno avesse capito il vero valore di questa parte della nostra realtà.

Certo, quando c’è la possibilità, indipendentemente da chi è l'acquirente, il Governo potrebbe senz'altro esercitare un diritto di prelazione non solo giuridica ma anche quella economica. Detto questo, io credo che un Paese come l’Italia, che è un depositario di tante realtà culturali e storiche, non possa ignorare l'occasione di rientrare in possesso di uno di questi “gioielli”. 

— Quali passi deve intraprendere lo Stato per esercitare il suo diritto di prelazione? Come funziona questo meccanismo dal punto di vista tecnico?

— Quando si vende un bene che è sotto la tutela della soprintendenza ai beni culturali (il depositario della difesa della cultura del nostro territorio), è necessario, depositare l’atto di vendita presso la soprintendenza. Dopodiché gli enti pubblici hanno 60 giorni per esercitare il diritto di prelazione, cioè la possibilità di acquistare allo stesso prezzo quella proprietà.  

Anche nel caso dell’isola Gallinara, è stato depositato l’atto o comunque un impegno alla vendita. A questo punto la soprintendenza ha l'obbligo di informare tutti quelli enti (provincia, regione, Stato) che è stato fatto questo passaggio e che entro 60 giorni loro possono esercitare il diritto di prelazione, cioè sfruttare la possibilità di acquistarlo. 

Il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis

— Olexandr Boguslayev ha acquistato l’isola per 10 milioni euro. A Suo avviso, lo Stato sarebbe disponibile a spendere una cifra del genere? So che Lei ha avuto recentemente una conversazione telefonica con il Ministro Franceschini, quali sono le sue intenzioni?

— Quando ci siamo parlati con il Ministro, lui era intenzionato a esercitare questo diritto di prelazione. Per il momento, noi abbiamo avuto solo un contatto telefonico, nulla di più. Ora bisogna però che lo Stato si muova attraverso degli atti e dei documenti che dimostrano il reale impegno non solo politico ma anche economico.   

— Ipotizziamo che l'operazione di compravendita in favore a Boguslayev venisse confermata, il Comune potrà tutelare l’isola a prescindere da questo fatto? Gallinara rimarrà un territorio accessibile a tutti e verrà anche vietata qualsiasi attività di costruzione, visto che si tratta della Riserva Naturale Regionale?

— Confermo che verrà vietata qualsiasi forma di costruzione, però non sarà possibile accedervi, perché è una proprietà privata.

Sarà sicuramente mia volontà incontrare il proprietario per creare una sorta di collaborazione vantaggiosa sia per il Comune di Albenga, sia per l’isola Gallinara. Al di là di tutte le valutazioni che stiamo facendo, al di là del fatto che lo Stato sia interessato a questo acquisto, per me l'ipotetico acquirente rimane comunque in questo momento l'interlocutore principale. 

— E quale scenario si aprirebbe se il nuovo proprietario di Gallinara dovesse diventare lo Stato?

— Direi che si aprono delle realtà diverse. Secondo me, non è sufficiente acquistare l'isola e quindi esercitare il diritto di prelazione. Bisogna invece pensare a un progetto che valorizzi questo bene, senza però rovinarlo.

È una situazione molto delicata. Pensiamo, per esempio, al rischio di incendio in un’isola, sebbene nel mezzo del mare, che non ha possibilità ad avere l’acqua. La stessa vegetazione che è rimasta oramai in tutto il Mediterraneo solo in questa isola – se tutti quelli che la vistato dovessero strappare un fiorellino, nel giro di qualche anno questa vegetazione verrebbe danneggiata. Per cui, bisogna affrontare la situazione con molta attenzione e molta delicatezza, perché l'isola Gallinara è un piccolo gioiello ma molto fragile.   

— E cosa vogliono i liguri e gli abitanti di Albenga? Come vedono il futuro dell'isola?

— Gli albenganesi si sono mossi in modo più determinato. Lo fanno anche attraverso le manifestazioni pubbliche. In questi giorni sto ricevendo i rappresentanti delle associazioni culturali della città di Albenga e mi hanno consegnato formalmente un mandato, dove mi chiedono di intervenire perché l'isola possa tornare nella disponibilità pubblica.   

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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