19:03 30 Settembre 2020
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Dopo le vacanze estive a settembre gli italiani andranno al voto. Referendum, amministrative, supplettive: nulla sembra cambiare il destino di questo governo avviato a fine corsa, cioè a fine legislatura.

L'ex giornalista e saggista Massimo Fini fotografa lo stato dell'arte della politica italiana. Bocciati Renzi e Paragone, bene invece l'ipotesi di riduzione dei parlamentari, la gestione dell'emergenza Covid da parte del governo Conte e l'aver strappato un accordo vantaggioso in sede europea per il Recovery Fund. Anche se resta da vedere come spendere al meglio tutti questi soldi.

— Il 20 e 21 settembre 2020 sarà molto probabilmente la data scelta per l’Election Day. Cosa ne pensa di questa scelta di accorpare elezioni regionali, il primo turno delle amministrative e il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari?

— Sono assolutamente d’accordo, anzi accorperei sempre tutte le elezioni amministrative nella solita data, perché altrimenti ogni volta si trasforma in una sorta di sondaggio politico sul governo. In realtà sono due elezioni molto diverse, nelle amministrative contano molto le clientele, ci sono personaggi che nonostante condanne peraltro scontate ai domiciliari, perché loro in galera non ci vanno mai, continuano ad essere eletti alle amministrative grazie alle clientele che controllano. Invece quando voti per le elezioni politiche le clientele contano molto meno.

— Le elezioni regionali Movimento 5 Stelle e Partito democratico corrono separati in 5 Regioni mentre le destre hanno trovato l'accordo per correre uniti, pensa che il risultato delle elezioni influenzerà l'alleanza di governo? 

— I 5 Stelle sono uno strano animale perché contengono all’interno, usando categorie vecchie che non mi appartengono tanto, fattori di sinistra e fattori di destra oltre che alcune loro idee personali. Per questa ragione dopo essersi alleati con Salvini hanno fatto l’alleanza con il Partito Democratico. Sono un po’ come la Democrazia Cristiana di un tempo che riusciva al suo interno ad avere una destra, una sinistra e un centro. L’esito delle elezioni regionali non influenzerà la stabilità del governo, sono convinto che Conte non cadrà, ma per i motivi peggiori, perché moltissimi parlamentari sanno che difficilmente saranno rieletti e quindi cercheranno di tenere in piedi il governo fino a fine legislatura. Inoltre io penso che in questa situazione difficile il governo si è trovato ad affrontare un’emergenza nuovissima, io do un giudizio personale positivo a come il governo Conte ha affrontato questo periodo.

— Cosa ne pensa del referendum dove è previsto il taglio dei parlamentari, è d'accordo con chi sostiene che sia necessario una riduzione dei costi della politica o pensa che possa rappresentare un rischio per la rappresentazione democratica e la partecipazione, un attacco alla democrazia?

— Non è affatto vero, abbiamo uno dei parlamenti con il più alto numero di senatori e deputati, la Germania per esempio ne ha molti di meno, è una giusta riduzione, inoltre spessissimo vanno in Parlamento degli Scerpa che non contano niente e sono assolutamente inutili. La riduzione è opportuna perché ci permette di risparmiare un po’ di denaro pubblico, certo non è da risanare un bilancio, ma può essere comunque utile. 

— La riforma costituzionale è stata fortemente voluta dal M5S quanto può influenzare l'alleanza di governo l'esito di questo referendum?

— A mio parere l'esito di questo referendum non inciderà sull'alleanza di governo, perché a differenza del precedente referendum voluto da Renzi, che comunque conteneva aspetti positivi perché alla velocità con cui vanno le cose oggi, non si possono avere Camera e Senato, dove la Camera approva una cosa poi il Senato cambia una virgola e poi di nuovo la Camera ne cambia due di virgole e poi torna al Senato e non si finisce più. Era giusto eliminare una delle due camere. Purtroppo Renzi per un suo narcisismo congenito ha incentrato il voto del referendum su se stesso e la gente lo ha mandato a casa. Qui è diverso, perché non c’è un personaggio che impersoni il referendum, per questo mi auguro che si andrà più nel merito. 

— Può influenzare le scelte del governo il partito creato recentemente da Matteo Renzi Italia Viva?

— Sì, perché ha un numero di deputati e senatori consistente nonostante nei sondaggi sia al 2,6 %, farà valere molto il suo peso anche se credo che non abbia nessun interesse al momento a far cadere il governo perché rischia di non essere neppure rieletto e di sparire.

— Recentemente si è formata un'altra nuova formazione politica dal nome Italexit che si dichiara fortemente antieuropeista,guidata da Paragone, cosa ne pensa?

Bandiere dell'Italia e dell'UE
© AP Photo / Gregorio Borgia
— La trovo ridicola, Paragone lo conosco bene, faceva una bella trasmissione in una rete locale, dove intervistava filosofi e intellettuali, poi gli è venuta la frenesia del potere, ha fatto la trasmissione “La Gabbia” che gli ha dato popolarità, è stato eletto nei 5 Stelle ed è entrato dopo poco nel gruppo misto, adesso ha fatto questo gruppo che non ha assolutamente nessuna possibilità di fare niente, sarà totalmente ininfluente, rimane un altro esercizio narcisistico.

— Come pensa che gli italiani percepiranno l’accordo del governo Conte con l’Europa sui Recovery Fund? 

— Non vedo come non possa essere percepito se non positivamente, la Merkel ha fatto un capolavoro politico, facendo avere all’Italia 750 miliardi e dando un contentino agli altri paesi come l’Olanda dicendo “voi pagherete di meno il fondo comune europeo”. Bisogna vedere poi come li spendiamo tutti questi soldi, una delle resistenze dell’Europa da sempre è relativa alla corruzione e alla mancanza di progetti adeguati. Ci sono tanti fondi europei già stanziati ai quali non siamo riusciti ad attingere, poi c’è la piaga della corruzione, nelle democrazie è più presente che nelle dittature perché i vari partiti cercano di fare cassa. Non è un vizio d’origine, perché quando ero ragazzo, negli anni ‘50 e ‘ 60 l’onestà era un valore importante per tutti, nel mondo contadino non mantenere la parola ti faceva cacciare dal contesto, per la borghesia se non altro perché dava credito, per i comunisti per integrità di fondo, il boom economico non ci ha fatto bene, perché tutti corrono ad arricchirsi. Una volta c’era il “detto povero, ma bello” ma adesso se sei povero è colpa tua e non conti nulla e questo porta a cercare di arricchirsi in tutti i modi.


Massimo Fini
© Foto : Daniele Ceccarini
Massimo Fini
Massimo Fini, classe 1943, giornalista di lungo corso, ha collaborato tra gli altri per L'Europeo negli anni 1970-1990, Il Giorno dal 1981 al 1992 e dal 1997 al 2009, L'Indipendente e negli ultimi anni il Fatto Quotidiano. Scrittore per scelta di «rifiutare, ostinatamente, cocciutamente, infeudamenti a partiti, fazioni, correnti, lobbies e di non accettare sottomissioni umilianti» ha pubblicato a pubblicato una dozzina di saggi e, ultimo, nel 2011, il volume "Il Mullah Omar", biografia controcorrente del leader dei Talebani.

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