19:06 30 Settembre 2020
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Per qualcuno è diventato un simbolo di libertà, per altri una fonte di pericolo, l’orso M49, fuggito per la seconda volta dal recinto di Casteller è diventato un eroe che ha diviso l’opinione pubblica in due tifoserie. L’animale ribattezzato dal ministro dell’Ambiente “Papillon” resta comunque sia un orso problematico. Quale sarà il suo destino?

Continua la fuga dell’inarrestabile Papillon per i boschi trentini, sembra la trama di un film poliziesco, invece è la storia dell’orso M49, che dopo essere scappato per la prima volta l’anno scorso dal recinto di Casteller ci riprova. L’orso ha un radiocollare che permette ai forestali di monitorare i suoi spostamenti.

Gli orsi sono animali pericolosi e la convivenza con l’uomo è possibile? Quali scenari futuri attendono M49: rinchiudere nuovamente nel recinto l’animale o abbatterlo? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Marco Apollonio, professore di zoologia al dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Sassari, fra i massimi studiosi di grandi carnivori.

— L’orso M49 è fuggito per la seconda volta. C’è chi lo ritiene un pericolo, chi vorrebbe salvarlo. Si è creata una vera tifoseria a riguardo. Professore Apollonio, qual è la sua opinione sulla vicenda?

— La vicenda di questo orso è emblematica della gestione della fauna nel mio Paese: invece di basare gli atti e le decisioni su ragioni di tipo tecnico prevalgono regolarmente le ragioni di tipo emotivo. L’M49 è un ottimo esempio in questo senso. Non si tratta di un orso pericoloso, ma problematico e dannoso. Questo significa che provoca danni abbastanza consistenti alla zootecnia ed è per questo che in più di un’occasione si è avvicinato troppo alle abitazioni, è penetrato in abitazioni parzialmente disabitate. Questa può essere una premessa ad una situazione di pericolo, che non deriva dal fatto che l’orso è assettato di sangue.

— Mettiamo i puntini sulle “i”. Gli orsi sono pericolosi?

— Generalmente sono molto poco pericolosi. Il Parco Adamello Brenta ha fatto uno studio secondo cui su 400 incontri fra uomo e orso in un solo caso c’è stata un’aggressione, fra l’altro non grave. Sono molto più pericolosi i cani vaganti.

Poi ovviamente ci sono anche degli orsi pericolosi; l’orso può uccidere una persona, in Europa succede regolarmente, anche in Russia, in Finlandia, in Scandinavia e nei Balcani. Non è un animale da prendere sotto gamba, è un animale selvatico, un mammifero di grandi dimensioni con cui ci si deve comportare in un certo modo per ridurre i rischi.

— Che cosa fare se si incontra sul proprio cammino un orso?

  • Non bisogna fare movimenti bruschi
  • Ci si deve allontanare lentamente
  • Non urlare mai
  • Non alzare le braccia, sarebbe percepito dall’orso come un atto di aggressione
  • Nella peggiore delle ipotesi, e mi rendo conto che è facile a dirsi ma difficile a farsi, bisogna passare a quello che gli americani chiamano “giocare a fare il morto”, cioè bisognerebbe buttarsi per terra e coprirsi il capo.

Gli orsi bruni e le sottospecie più pericolose come i grizzly non hanno un comportamento di alimentazione nei nostri confronti; gli orsi non ci attaccano per mangiarci, ma per difendersi. Quando un orso decide che la persona non è un problema non la tocca.

L’M49 è un animale che si prepara a diventare un grosso problema, per l’opinione pubblica lo è già. Bisognerebbe essere lucidi abbastanza da capire che è meglio non avere questi orsi in circolazione, perché poi scattano le rappresaglie sugli altri orsi. Qui in Trentino è cominciato il bracconaggio sugli orsi. Se per non tenere in cattività l’M49 o per non sopprimerlo devo accettare di avere 5 casi di bracconaggio all’anno su orsi che non c’entrano niente e che nessuno vede perché sono timidi, io preferisco francamente rimuovere M49 dalla natura.

— Per non mettere a rischio più orsi lei opterebbe per l’abbattimento di M49?

— Francamente sì. Non lo dico dal punto di vista emotivo, perché a me piacciono gli animali, quindi emotivamente mi dispiacerebbe moltissimo. Dal punto di vista tecnico un orso estremamente problematico fatto diventare un eroe irrita tutta una serie di persone e di categorie sociali che invece subiscono danni e hanno difficoltà a causa di questo animale. Un’azione di rappresaglia non sarebbe controllabile. Bisogna fare scelte ragionevoli nell’interesse della popolazione di orsi più che del singolo orso.

— Più in generale la convivenza fra uomo e orso è possibile?

— Assolutamente sì. Come dicevo prima su 400 incontri si è registrata una sola aggressione, vuol dire che sono veramente delle brave bestie.

— Qual è l’importanza della presenza degli orsi nei boschi?

— Parliamo di circa 80 orsi in tutti i boschi del Trentino che sono immensi. Gli orsi sono degli animali onnivori e la loro presenza è la testimonianza di condizioni ecologiche ancora integre. Per avere degli orsi vi è la necessità di una grande quantità di frutti del bosco, il 70% dell’alimentazione dell’orso è di origine vegetale. Deve esserci un bosco con formicai, perché gli orsi sono grandi mangiatori di formiche e uova di formiche. L’orso per le Alpi ha un valore essenzialmente culturale, fa parte della vita delle Alpi.

— Secondo lei quale sarà il destino di M49?

— Io gli auguro di essere ricatturato e di essere messo in un recinto che funzioni meglio dell’attuale, gli auguro di fare una vita serena per quanto possibile. Oppure gli auguro di essere soppresso senza sofferenze.

Detto questo la mia sensazione è che prima o poi quell’animale verrà ricatturato o verrà abbattuto in modo legale o illegale. Mi dispiacerebbe tantissimo se ciò avvenisse in modo illegale. Non devono essere i cittadini che “decidono” la giustizia, deve essere lo Stato a prendere una decisione tecnica e ad applicarla.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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