03:36 03 Dicembre 2020
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Il D-Day per Genova è finalmente arrivato. Oggi, a quasi due anni dal crollo del Ponte Morandi che ha causato la morte di 43 persone, Genova si prepara ad aprire il nuovo viadotto “San Giorgio” con il cantiere che non si è fermato, neppure con il caldo, per gli ultimissimi dettagli.

La cerimonia avrà inizio alle 18.30. Poi sarà la volta degli interventi istituzionali, del taglio del nastro, della benedizione del ponte e del volo delle Frecce Tricolori, meteo permettendo.

A fare da sottofondo alla serata, una versione inedita di Creuza de ma di Fabrizio De André, cantata da 18 artisti. Oltre alle istituzioni locali, con Marco Bucci e Giovanni Toti in testa, che interverranno già nel primo pomeriggio in sala stampa al Porto Antico, saranno presenti l'architetto Renzo Piano, che ha progettato il viadotto, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte.

Si tratta di un progetto considerato come simbolo dell’Italia che risorge e che si è svolto in tempi record, nonostante l’emergenza sanitaria. Dall’innalzamento del primo impalcato sono passati 7 mesi e grazie a ritmi di lavoro serrati è stato possibile realizzare un piccolo miracolo e l’Italia ha dimostrato di avere tutte le capacità e le competenze per realizzare opere simili.

Come funziona il “Modello Genova” che ha consentito di ricostruire in dieci mesi un’opera da 200 milioni di euro che con le normali procedure, tra bandi, ricorsi e tutta la burocrazia si sarebbe potuta realizzare in 10 anni?

I punti di forza che ci hanno portato fin qui sono quelli che rappresentano il cosiddetto “Modello Genova”. Non esiste un segreto: non è altro che il modello in uso nelle aziende private. Si affida la responsabilità totale di un progetto a un certo numero di persone, dando loro la possibilità di compiere scelte di natura tecnica in autonomia. E poi si procede in parallelo anziché in sequenza, come si fa di solito nella pubblica amministrazione. Certo, questo richiede anche una leadership forte e la possibilità di potersi affidare a persone capaci. Il Modello Genova è un modello per il Paese che ci dice che le cose, applicando cervello, tecniche e industria, si possono fare e si possono fare bene. Può essere certamente un modello da seguire per la gestione delle opere pubbliche in Italia, nel quale la burocrazia è stata ridotta ai minimi termini”, - ha spiegato a Sputnik Italia alla vigilia dell'inaugurazione del nuovo ponte il Sindaco di Genova e il Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione del ponte Morandi di Genova Marco Bucci.

Secondo alcune voci critiche, il nuovissimo ponte di Genova nato sulle macerie del crollo del Morandi non rispetta le ultime norme in fatto di viabilità. E ne risentono i limiti di velocità che saranno imposti agli automobilisti: appena 80 km/h verso Genova e 70 verso Savona, mentre sul vecchio ponte si viaggiava a 90 all'ora. Il Sindaco Bucci insiste che tutte queste polemiche non sono basate su fatti reali.

“La progettazione del ponte è stata portata a termine nel pieno rispetto delle normative vigenti, ed in piena consapevolezza dei vincoli esistenti sul tracciato e dei vincoli costruttivi e degli effetti di tali vincoli sugli elaborati progettuali. Inoltre i dispositivi, progettati dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e realizzati dal Gruppo Camozzi, su commissione dell’ATI costituita fra Seastema spa e Cetena spa (Gruppo Fincantieri), contribuiranno alla sicurezza del nuovo Ponte di Genova mediante telecamere e sensori, eseguendo in maniera automatica un monitoraggio periodico dell’infrastruttura. I 4 robot – 2 Robot-Inspection e Robot-Wash. Questo sistema robotico di ispezione è il primo al mondo automatico e fornisce un modello replicabile a livello globale volto a aumentare la sicurezza non solo di questo tipo di infrastrutture, ma anche di qualsiasi opera civile che possa richiedere un monitoraggio automatico”, - ha ribadito il primo cittadino.

Il momento forse più difficile, da un punto di vista emotivo, della cerimonia sarà la lettura dei nomi delle 43 vittime del crollo del Morandi, la cui eco non si disperderà durante i tre minuti di silenzio che seguiranno. Vittime, i cui familiari però non ci saranno…

“Io penso che occorra sobrietà perché ci sono stati dei morti disotto. Il fatto che Genova avrà un suo nuovo ponte è una cosa senz’altro molto positiva. Quello che noi non abbiamo apprezzato è troppa pubblicità e troppa felicità. A nostro avviso, non c'è nulla da festeggiare…”, - ha detto a Sputnik la presidente del Comitato in Ricordo delle Vittime del Ponte Morandi, la pinerolese Egle Possetti, che nel crollo dell'agosto 2018 ha perso i due nipoti Manuele e Camilla, la sorella Claudia e il marito della sorella Andrea.

Apertura al traffico sul nuovo ponte è prevista per il 5 agosto. Per molti genovesi, che rendono omaggio alle vittime del crollo, la “rinascita” del viadotto rappresenta un’opportunità importante per lo sviluppo della città che ha sofferto tanto senza un tassello strategico per il collegamento stradale fra il nord Italia e il sud della Francia e senza il principale asse stradale fra il centro-levante di Genova, il porto container di Voltri-Pra’, l’aeroporto Cristoforo Colombo e le aree industriali della zona genovese. 

“Il crollo del ponte ha causato difficoltà nelle comunicazioni e danni enormi per le attività commerciali, ha spinto i genovesi, che vivono in quella zona, ad abbandonare le loro case. C’è anche un pensiero triste per le persone che hanno perso la vita e hanno sofferto di grandi problemi durante il crollo e la ricostruzione. Però per tutti i genovesi, tutti i liguri e gli italiani, che sono stati molto vicini a noi in questa triste vicenda, l'inaugurazione del ponte è una bella notizia, forse la prima in quest'anno così difficile. E' un'emozione vedere la città risollevarsi da questa profonda ferita che ha spaccato Genova a metà”, - ha concluso nel corso dell'intervista a Sputnik Luisa Potenza, la presidente presso Club Viaggi (Genova).

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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