17:04 20 Settembre 2020
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Con il decreto Rilancio si potrà beneficiare di incentivi per l'adeguamento energetico e sismico con una detrazione del 110% in dichiarazione dei redditi o costo zero. Ecco come funziona, chi riguarda e come chiederlo.

Nell'ambito del Green New Deal e del rilancio del settore edilizio il governo ha varato un piano di incentivi aumentando l'aliquota di detrazione di Ecobonus e Sismabonus sino al 110%. Ma non è questa l'unica novità introdotta. L'importo in detrazione potrà essere ceduto come credito di imposta o scontato, in modo da rendere utilizzabile il bonus anche per chi non ha liquidità. 

Sputnik Italia ha incontrato il senatore Cristiano Anastasi, del M5S, membro della commissione Commercio, Industria e Turismo, una delle cinque commissioni che ha lavorato sul provvedimento di super-incentivi.

— Senatore Anastasi, il superbonus 110% è stato definito il fiore all'occhiello del Decreto Rilancio, attraverso cui iniziare la rivoluzione verde rilanciando l'edilizia. A cosa servirà e quali ambiti toccherà?

— È un piano che permetterà di riqualificare l'intero parco edilizio, in particolare quello condominiale risalente agli anni '60-70, fortemente inefficiente dal punto di vista energetico e inadeguato dal punto di vista sismico.

Ciascun proprietario di casa potrà investire sul proprio immobile e migliorarlo energeticamente e adeguarlo agli standard antisismici. Queste migliorie avverranno a costo zero o addirittura con un guadagno in 5 anni del 10% in detrazione, un tasso superiore a quello dei titoli di stato.

A questo abbiamo aggiunto incentivi al 110% per gli interventi di sostituzione delle caldaie o pompe di colore elettriche, ma devono avere tutti un elevato livello di efficienza. Questo consentirà di tagliar fuori il mercato di fascia bassa di esclusiva fornitura orientale, favorendo i produttori nazionali.

— Con gli articolo 119 e 121 del decreto rilancio è stata definita la cessione del credito di imposta, come funzionerà nel superbonus 110%?

— Una volta che il cittadino esegue questi interventi, sorge in capo una detrazione del 110% da parte dello Stato. Il cittadino potrà optare per cedere la detrazione a un terzo o per lo sconto del 100% in fattura dalle imprese che stanno eseguendo i lavori.

Questa è la vera novità introdotta: il cittadino potrà cedere il credito maturato nei confronti dello Stato lo cede a un altro soggetto, che può essere una banca, un'assicurazione, un altro cittadino, che lo paga cash e lui incassa. È una libera contrattazione, quindi il prezzo della cessione viene governato dal mercato. Il Parlamento sorveglierà per evitare atteggiamenti speculativi e aggressivi da parte delle banche

Anche gli incapienti senza liquidità e capacità fiscale potranno accedere al bonus e eseguire interventi di riqualificazione senza sostenere un costo. La detrazione scatta in capo ai lavori, non in capo al cittadino e l'ultimo garante, colui che rimborsa il credito, è lo Stato. A questo punto nessuno ha più scuse per non farsi fare i lavori.

— Questo provvedimento attiverà una serie di attori, quali saranno le figure professionali e i settori coinvolti?

— Si attiverà un'intera filiera. Prima di tutto i certificatori energetici, quindi ingegneri e architetti, i progettisti, i commercialisti e gli amministratori dei condomini, perché i condomini sono i maggiori destinatari di questa misura. Poi chiaramente si attiveranno anche imprese edili e di impianti elettrici, idraulici e condizionamento.

Infine saranno coinvolte le banche e anche gli assicuratori, perché tutti i professionisti che dovranno certificare i vari passaggi devono assicurare i lavori da eventuali errori.

— Non c'è il rischio che la burocrazia o alcuni requisiti possano dissuadere l'accesso al bonus, anche per una questione di costi?

— Sì certamente c'è, infatti con un'operazione molto "cinquestelle", di intelligenza collettiva, abbiamo lavorato assieme a cinque commissioni di Camera e cinque del Senato per riscrivere l'articolo 119 e apportare leggere modifiche al 121, per semplificare al massimo.

Dall'altro canto con il decreto Semplificazione, abbiamo introdotto delle misure che andranno a impattare su questo tipo di lavori. Per esempio abbiamo semplificato le procedure di richiesta del nulla osta per alcuni tipi di lavori considerati di manutenzione straordinaria, soprattutto per quanto riguarda i centri storici.
Il senatore Cristiano Anastasi
© Foto : Facebook / Cristiano Anastasi
Il senatore Cristiano Anastasi

— Ci sono già delle società o istituti di credito che si sono fatti aventi per dare la disponibilità all'acquisto?

— Le banche hanno fiutato l'affare e vogliono entrare nel business. Già hanno dimostrato interesse Intesa San Paolo e Unicredit. Lo Stato emette titoli di stato btp a 5 anni a 1,47 o 1,48, qui invece il guadagno è al 2% annuo. Sarà cura da parte nostra monitorare invece l'atteggiamento delle banche e siamo pronti a intervenire come Parlamento ove vedessimo atteggiamenti speculativi o troppo aggressivi da parte degli istituti di credito.

— Da un punto di vista pratico cosa dovranno fare le famiglie per accedere al bonus o convincere banche o terzi all'acquisto del credito di imposta?

— Le famiglie dovranno chiamare un tecnico che effettuerà la fotografia energetica e sismica della casa. Dopo la certificazione si potrà chiedere un preventivo per l'esecuzione dei lavori alle ditte, e a quel punto saranno privilegiate le ditte che faranno lo sconto in fattura se il cittadino non ha disponibilità liquida. A lavori ultimati, il cittadino dovrà chiamare il tecnico che ne assevererà che il buon esito e il miglioramento energetico o sismico dell'edificio. A quel punto ci sarà un commercialista che certificherà tutte le fatture per lo sconto in fattura o cessione del credito. Se il cittadino paga di tasca sua i lavori avrà diritto alla detrazione fiscale del 110% della spesa in sede di dichiarazione dei redditi, da ripartire in 5 anni.

— Quali saranno le risorse di bilancio da destinare a questo provvedimento?

— Per questo scampolo di anno sono 900 milioni di euro, e per l'anno prossimo sono stimate a tre miliardi. Io credo che ne serviranno di più, ma con i soldi dell'Ue noi intendiamo immediatamente prolungare dal 2022 questa misura, rendendola strutturale almeno per 5 anni. È chiaro che ogni volta che allungo di un anno devo spostare queste somme ad anni successivi, e questo è un costo per lo Stato. Però l'indotto che si genererà e il valore aggiunto che si genererà finanziario, fiscale e contabile sarà sicuramente positivo.

— Qual è il risultato previsto nel medio e lungo termine?

— Il Mef ha stimato un giro d'affari di 3 miliardi, ma noi prevediamo almeno il triplo, dieci miliardi di fatturato l'anno di indotto per tre anni. Questo pensiamo si possa generare come giro d'affari e a valle avremo un parco edilizio rinnovato, più confortevole e più sicuro. È il prototipo della visione del movimento cinquestelle: sostenibilità, valore e intelligenza collettiva.

— È stato detto che la misura è work in progress, quali saranno le modifiche i miglioramenti previsti?

— È una misura unica al mondo, non ci sono esperienze simili. É stata definita il 18 maggio, l'abbiamo modificata perché ci siamo resi conto che la potevamo fare meglio. Ci siamo resi conto che ancora c'è uno spazio di modifiche, prima di tutto il prolungamento temporale poi l'estensione ad altri destinatari, ad esempio gli alberghi che stanno soffrendo per il calo del settore e sono chiusi, quindi un incentivo potrebbe essere quello di dare la possibilità di ammodernarsi a costo zero. 

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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