18:01 07 Agosto 2020
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L’Avvocato Nino Filippo Moriggia, uno dei fondatori e Presidente del ComiCost, il Comitato per le Libertà Costituzionali è stato uno dei promotori e relatore della manifestazione “A Scuola!” tenutosi il 25 luglio a Milano. Sputnik Italia gli ha fatto qualche domanda.

— Come e perché è nato ComiCost?

— Quando mi sono reso conto di che cosa sta succedendo con il coronavirus, con la “Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” del 31.1.2020, che non è prevista dalla Costituzione. E poi il Decreto Legge 23 febbraio 2020, peraltro già convertito in Legge il 5 marzo 2020, con i successivi Decreti del Presidente del Consiglio (i cosiddetti DPCM), ha causato una illegittima, quanto anomala, quanto ingiusta, quanto terrificante limitazione ai cittadini delle proprie libertà personali e dei diritti inalienabili “costituzionalmente garantiti”. Il diritto alla salute, il diritto alla libera circolazione, il diritto al lavoro e tanti altri sono stati violati.

Nino Filippo Moriggia
© Foto : Evgeny Utkin
Nino Filippo Moriggia
E quindi il 23 aprile è nato Il Comitato per le Libertà Costituzionali, formato da semplici cittadini di ogni ceto sociale e di ogni categoria lavorativa con lo scopo di porre fine a questo scempio e di porvi rimedio con una serie d’iniziative. Come opposizioni alle sanzioni amministrative, istanze penali di Archiviazione, denunce penali nei confronti di chi abbia commesso reati contro lo Stato e contro la Costituzione Italiana o fatto uso improprio di poteri originariamente conferitigli dal Popolo.

— Quindi anche la manifestazione A Scuola! entra in questa serie di iniziative?

— Qui sono unite tutte le associazioni di genitori e insegnanti. Poi ci siamo noi come ComeCost, praticamente l'oggetto della manifestazione è scuola e salute. Ovviamente il problema delle mascherine e dei distanziamenti sociali a scuola previsti dalla legge Azzolina, che noi vogliamo assolutamente che venga cancellata.

Alla manifestazione “A Scuola!”
© Sputnik . Evgeny Utkin
Alla manifestazione “A Scuola!”
Inizia un percorso oggi, che poi si protrarrà dal 29 luglio quando avremo una conferenza stampa alla Camera dei deputati e ad agosto andremo avanti a organizzare tutti i gruppi. Saremo in Sicilia in settimana e poi il 5 settembre a Roma, ad oltranza. I bambini non vanno a scuola in queste condizioni, questa è la nostra linea.

— La vostra linea sarebbe tornare a come era prima?

— Sì, almeno a come era prima. Se non meglio. Sicuramente è il nostro obiettivo. Si va a violare l'articolo 32 della Costituzione in una duplice maniera: uno perché non è giusto che lo Stato faccia quello che vuole con la salute delle persone ma deve rispettare la libera scelta ed i diritti umani ed in secondo luogo non deve avere secondi fini che sembrano chiarissimi come cambiare il nostro sistema facendolo diventare simile al modello cinese.

Una donna alle proteste contro le vaccinazioni obbligatorie
Una donna alla manifestazione “A Scuola!”

— Allargando il discorso dai bambini a una tematica più generale, lei pensa sia anticostituzionale anche fare le vaccinazioni a tutti, anche a quelli che non sono d’accordo?

— Certo. Andiamo anche oltre. Al Processo di Norimberga del 1947 erano stati fatti dei protocolli proprio per vietare la somministrazione dei farmaci di massa. Quello che hanno intenzione di fare adesso. Quindi stanno compiendo dei crimini contro l’umanità. Per tutti quelli nel sistema sanitario con l’ordinanza Zingaretti, che è stata opposta con ricorso al tar che si farà il 4 agosto, si va a discutere sulla vaccinazione obbligatoria antinfluenzale a tutti i sanitari, ai bambini da sei mesi a 6 anni ed agli over 65 anni.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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