18:15 07 Agosto 2020
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Il 20 e il 21 settembre, finalmente, si andrà a votare. In tale data si terrà un “election day” dove, oltre alle elezioni regionali e al primo turno delle amministrative, si voterà anche per il referendum sulla riforma del taglio dei parlamentari.

Seggi aperti quindi sia nelle regioni Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania, Puglia e Valle d’Aosta per eleggere i nuovi governatori, sia in oltre mille comuni tra cui quattordici capoluoghi di provincia e quattro di regione, con gli esiti più attesi nelle città di Venezia, Reggio Calabria, Trento, Bolzano e Arezzo.

Riguardo alle regionali, mentre la coalizione di centrodestra: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia ha trovato un accordo e scelto candidati comuni in tutte le regioni, la coalizione giallorossa di governo stenta a trovare un’intesa comune. È evidente che questa mancanza di sintonia tra PD e 5stelle giocherà a vantaggio della coalizione di centrodestra che nel prossimo appuntamento elettorale non solo cercherà di mantenere il governo di Veneto e Liguria ma tenterà di strappare agli avversari le regioni attualmente in mano al centrosinistra.

Anche se per ora la partita in gioco non è la guida del Paese è evidente che questa tornata elettorale giocherà un ruolo assolutamente importante, rappresenta infatti il primo riscontro elettorale di un’Italia provata economicamente e socialmente dall’epidemia del Covid-19. Le scelte politiche del governo, o dei vari governatori di regione, in questi ultimi mesi hanno inciso profondamente sulla vita, sulle risorse economiche e lavorative, sulla quotidianità del popolo italiano. In questi mesi di rigore e di sofferenza vissuti sulla propria pelle, gli orientamenti politici di coloro che presto dovranno votare si sono confermati e radicalizzati, è quindi inevitabile che queste preferenze verranno esplicitate dalle urne nelle prossime elezioni, anche se solo amministrative e regionali. I cittadini italiani non esiteranno col loro voto a premiare e a condannare determinate forze politiche soprattutto in base all’idea che si sono fatti della gestione di questa crisi.

On. Paolo Grimoldi
© Sputnik . Eliseo Bertolasi
On. Paolo Grimoldi
Per comprendere l’importanza delle elezioni di settembre anche alla luce di possibili sviluppi che potranno gravare sull’asseto e sulla tenuta del governo, Sputnik Italia ha incontrato l’onorevole Paolo Grimoldi della Lega.

— Onorevole, qual è l’importanza di questo atteso appuntamento elettorale?

— Il fatto che ci mandino a votare è già un dato assolutamente positivo visto che le elezioni sono state rimandate. Il problema è che ci mandano a votare perché sono obbligati e perché loro pensano di poterne trarre vantaggio dal fare l’election day in concomitanza non solo con le elezioni amministrative e regionali ma anche con il referendum. Faccio notare che fino a qualche tempo fa era stato messo nero su bianco che non si poteva accorpare referendum costituzionali con elezioni amministrative e regionali. Ma questi, al governo, fanno assolutamente quello che vogliono, ne prendiamo atto, dopo di che il fatto d’andare finalmente a votare rimane un fatto positivo.

Forte la coalizione di centrodestra

— In prospettiva delle elezioni la coalizione di centrodestra: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia rimane forte e coesa?

— Da quello che noi stiamo facendo in prospettiva delle elezioni di settembre la nostra coalizione si sta presentando unita dappertutto, questa è una risposta che va al di là delle parole, è una risposta sulla base dei fatti. Si! siamo uniti e questo è assolutamente positivo e di buon auspicio.

— I sondaggi danno i partiti della coalizione di centrodestra in continua ascesa. Cosa prevedi, sei d’accordo con questi dati?

— Certamente! Ti do un altro dato al di là delle mie opinioni e anche questo si basa sui fatti: in questo tornata elettorale i candidati del centrodestra non saranno espressione solamente dei rispettivi partiti del centrodestra, ma, in numerosi casi, mi riferisco anche a città capoluogo di provincia, i candidati sono candidati civici, cioè sono persone che rappresentano l’evoluzione del centrodestra. Parliamo di un nuovo, più ampio, più forte centrodestra. Un centrodestra che coinvolge candidati civici espressione della società civile: artigiani, liberi professionisti, commercianti, partite IVA, ristoratori, albergatori.. che giustamente sono arrabbiati e vogliono scendere in campo perché questo governo si è completamente dimenticato di loro, di tutte le attività in proprio che siano parrucchieri, ristoratori, albergatori.. Tanto vero che di 400 esperti, tutti strapagati, mi riferisco alle interminabili task force del governo, non ce n’è uno che rappresenti una partita IVA, o un’attività in proprio. Il risultato di questa mala gestione politica a livello centrale ha portato chi era lontano dalla politica a scendere in campo e a fare politica perché non sopporta più questo governo e il suo atteggiamento vessatorio contro chi, invece, vive del proprio lavoro, a differenza di chi è a Roma e prende uno stipendio grazie ad un incarico politico.

Governo a rischio

— Qualora si arrivi a una vittoria schiacciante del centrodestra in questa prossima tornata elettorale, tale vittoria potrebbe portare a degli effetti anche a livello del governo attualmente in carica? 

— Assolutamente si! Il governo andrà a casa col “combinato disposto” della sconfitta delle elezioni di settembre e del disastro economico che ci attende. Attenzione però, questo non vuol dire “automaticamente” andare a votare: potrebbero poi cambiare governo, potrebbero fare un rimpasto, le soluzione del “giorno dopo” sono svariate. Di sicuro questo governo con la prevedibile sconfitta di settembre e col disastro economico che si prospetta per il prossimo autunno molto difficilmente potrà mantenere l’assetto attuale.

— Visto che stiamo ipotizzando una crisi di governo, secondo il Tuo parere qual è il governo di cui avrebbe bisogno oggi l’Italia? quali le priorità e le sfide che dovrebbe affrontare?

— Di un governo normale, un governo che faccia ciò che fanno gli americani, che fanno i russi, ma anche gli inglesi, gli svizzeri.. Governi che pensano in modo prioritario ai propri interessi, che non hanno aspettato chissà quali istituzioni sovranazionali, che forse si sveglieranno a fine 2021, per far avere degli aiuti o dei soldi in riferimento alla crisi economica dovuta all’epidemia. Governi che non hanno fatto il gioco delle “tre carte” parlando di “grande potenza di fuoco” quando in realtà era semplicemente un prestito da parte delle banche, perché dal governo non hanno messo il becco di un quattrino. Governi che non hanno raccontato baggianate alla televisione, ma hanno messo in campo fatti concreti per tutelate le aziende. Avremmo bisogno di un governo che invece di mandar via turisti americani paganti e prendere immigrati clandestini ammalati di Covid facesse l’esatto contrario: prendesse i turisti paganti dagli Stati Uniti, dalla Russia, dal resto del mondo e mandasse indietro gli immigrati clandestini ammalati di Covid che poi manteniamo dal giorno dopo. Semplicemente un governo normale. Noi non abbiamo al momento un governo normale.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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