02:19 23 Ottobre 2020
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Continuano gli sbarchi dei migranti nelle coste italiane - sempre più numerosi gli arrivi dalla Tunisia e Bangladesh, dove l’epidemia in forte espansione.

Da inizio luglio finora in Italia in quattordici giorni sono sbarcati 2.038 migranti, un numero maggiore di quanto fatto registrare nell’intero mese sia nel 2019 (1.088) che nel 2018 (1.969). Di questi immigrati alcuni sono risultati positivi al coronavirus.

Per verificare l’entità dell’emergenza sbarchi la ministra Luciana Lamorgese ha fatto una visita a Lampedusa durante la quale sono arrivati 80 migranti, ma di questi 8 fanno perdere le proprie tracce, sotto il naso del capo del Viminale.

Perché il governo italiano non vieta gli sbarchi durante la pandemia? Quale dovrebbe essere la risposta politica dell’Italia ai flussi migratori? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto l’On. Eugenio Zoffili, il Deputato e Coordinatore regionale della Lega Sardegna, il Presidente del Comitato Bicamerale Schengen che ha annunciato un’interrogazione ai ministri degli Esteri, dell’Interno e della Salute.

— L’On. Zoffili, oltre all’emergenza Covid, in questo momento di difficoltà l’Italia deve anche affrontare il problema delle centinaia di sbarchi e di migranti clandestini infetti che continuano ad arrivare in città italiane. Cosa valuta questa situazione assai complessa?

— È un problema serio di cui nessuno sembra volersi fare carico. Eppure il rigore nei confronti degli italiani durante i mesi del lockdown non è certo mancato: autocertificazioni, droni, controlli a tappeto, ordinanze e tutto ciò che ben ricordiamo. Perché la stessa severità oggi non viene applicata nei confronti di chi entra illegalmente nel nostro Paese? Siamo davvero alla follia!”.

— Potrebbe raccontarci dei passi che Lei ha personalmente intrapreso per affrontare questo problema?

— L'impegno della Lega e mio personale non ha conosciuto e non conosce pause. Come Presidente del Comitato Bicamerale Schengen ho organizzato missioni istituzionali a ciclo continuo a Lampedusa, in Sicilia, in Sardegna, alla sede di Europol a L’Aja e a quella di Frontex a Varsavia senza dimenticare le serrate audizioni in cui abbiamo tentato a più riprese di sensibilizzare il Ministro Lamorgese e gli altri esponenti del Governo affinché vengano rafforzati i controlli alle frontiere e potenziati gli organici delle forze dell'ordine, una richiesta che ho poi reiterato con molte interrogazioni a cui purtroppo non sono seguite le azioni necessarie.

— Cosa pensa della proposta della ministra Lamoregese di fare i test sierologici ai migranti che in seguito vengono isolati presso le strutture indicate dalla Prefettura locale. A Suo avviso, queste misure potrebbero davvero aiutare a fermare la diffusione del contagio?

— Io penso che l'unica soluzione per evitare le conseguenze negative degli sbarchi sia soltanto fermare gli sbarchi. Togliere energie e materiali per fare test sierologici e tamponi ai migranti può essere una misura necessaria nel contingente, ma fortemente ingiusta nei confronti del diritto alla salute degli italiani che non meritano di essere trattati come cittadini di serie B.

— Pensa che la presenza di migranti colpiti dal Covid nelle perle di turismo come Sardegna e Sicilia possa in qualche modo scoraggiare il ritorno dei visitatori, grazie ai quali vivono queste zone?

— Purtroppo si tratta di una delle conseguenze più gravi e meno raccontate dalla stampa. Un anno già drammatico per la nostra industria turistica che rischia di essere affossata definitivamente dai confini colabrodo che questo Governo non vuole e non sa difendere.

— Perché il governo Conte non vieta gli sbarchi nonostante le proteste in Sicilia e in Calabria e giustifica le sue azioni con le parole: “il coronavirus non può essere una scusa per non soccorrere”? Quale, secondo Lei, dovrebbe essere la risposta politica dell’Italia ai flussi migratori?

— Porti chiusi. Fermare i flussi migratori si può, lo dimostrano le cifre di quando al Viminale c'era Matteo Salvini e il rigore dei Decreti Sicurezza che hanno garantito regole uguali per tutti, in mare e in terra, per gli italiani e gli stranieri. Chi vuole smantellarli non fa un danno alla Lega, ma a sessanta milioni di italiani, al loro buonsenso e alla loro volontà che ha premiato la Lega in ogni occasione elettorale del recente passato.

— Quali conseguenze potrebbe avere la situazione odierna se non viene risolta in maniera tempestiva? Potrebbe diventare una autentica bomba sociale e sanitaria pronta a esplodere in Italia e negli altri Paesi del Mediterraneo?

— Le conseguenze, purtroppo, sono in parte prevedibili: aumento dei reati, dei contagi, rafforzamento delle mafie che speculano sul traffico di esseri umani. Su questa strada è chiaro che le contraddizioni sociali già così accentuate rischiano di creare una miscela molto pericolosa.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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