19:09 21 Settembre 2020
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Per la prima volta nella storia l’8 maggio 2020 il veicolo sottomarino autonomo senza pilota Vityaz-D ha effettuato un’immersione sul fondale della Fossa delle Marianne dove è stata piantata una banderola in onore del 75° anniversario della Grande Vittoria.

Viktor Litvinienko, esperto di scienze militari e responsabile aggiunto delle ricerche in ambito fisico e tecnico presso la Fondazione di Ricerche Avanzate, ha condiviso con il corrispondente di Sputnik i risultati dei test su questo veicolo sottomarino, nonché le tecnologie applicate per la sua creazione.

— Perché il Vityaz-D è stato testato nella Fossa delle Marianne?

— Il compito principale della nostra spedizione è stato verificare le soluzioni tecniche e le tecnologie a disposizione durante l’immersione del veicolo sottomarino senza pilota Vityaz-D negli abissi oceanici. Considerato che le maggiori depressioni sono site a livello di faglia nella Fossa delle Marianne, si è deciso di immergersi nell’area più depressa, ossia l’Abisso Challenger. Infatti, nel luogo in cui nel 1957 la nave di ricognizione sovietica Vityaz registrò la massima profondità nessuno si era mai più immerso. Abbiamo deciso di sfruttare questa lacuna nella storia delle ricerche sui fondali marini. Per farlo serviva immergersi a una profondità di più di 10.000 metri e verificare il funzionamento di tutti i sistemi dell’impianto. L’immersione nella Fossa delle Marianne è servita a controllare in maniera definitiva tutti i sistemi che prima venivano testati a profondità varie nei bacini del Mar Nero, del Mar del Giappone e delle Filippine. E prima ancora i test erano stati condotti in un’apposita camera di decompressione che riproduce una profondità di più di 13.000 metri.

— Quali sistemi e tecnologie sono stati testati durante l’immersione del Vityaz-D?

— A queste profondità non si erano mai ancora immersi veicoli sottomarini senza pilota, pertanto erano molti gli elementi di nostro interesse. Ad esempio, il funzionamento del sistema autonomo di comando, lo stato dei materiali polimerici appositamente ideati per queste profondità, il funzionamento dei sistemi di collegamento idroacustico, dei sonar e delle videocamere, del gran numero di sensori e altri appositi dispositivi. Ma non si sono registrati eventi imprevisti, il sistema ha funzionato in maniera regolare e dando prova di una certa resistenza. In base a molti parametri sono stati soddisfatti i requisiti tecnici previsti.

— Il Vityaz-D si è immerso per la prima volta sul fondale della Fossa delle Marianne a una profondità di 10.028 metri. Si tratta di una profondità massima oppure il veicolo sottomarino è in grado di immergersi ulteriormente?

— I test sul Vityaz hanno confermato l’indipendenza tecnologia della Federazione Russa nell’operatività ad ogni profondità: infatti, siamo in grado di immergerci quanto vogliamo in qualsiasi punto dell’oceano. Abbiamo altresì verificato l’operatività del veicolo sottomarino quando sottoposto a pressioni elevate: dunque, se la profondità aumenterà, l’operatività non sarà compromessa. Va detto che la nostra immersione del 9 maggio nell’Abisso Challenger ha fatto parlare di sé in tutto il mondo. In risposta anche i ricercatori americani e cinesi hanno annunciato lo svolgimento di immersioni proprie. Ma si trattava di veicoli sottomarini guidati che venivano calati verso il fondale secondo il principio della carrucola. Tuttavia, ad oggi solo i nostri esperti russi hanno dimostrato di essere in grado di sondare il fondale marino alle profondità a cui accennavo più sopra.

— Quali tecnologie sono state create nella fase di messa a punto del veicolo?

— In passato in Russia si effettuavano immersioni a una profondità di circa 6.000 metri, ma, per calarsi a 10.000 metri, servivano strumentazioni del tutto nuove. Per questo, sono stati creati materiali, dispositivi e tecnologie innovativi che hanno permesso di operare a queste profondità.

Il Vityaz-D è un veicolo innovativo che ha richiesto l’ideazione da zero di ogni singolo suo elemento: dal corpo principale al sistema di controllo. Per il mezzo è stato creato un importante sistema integrato altamente tecnologico comprendente sistemi di comunicazione, controllo e navigazione, localizzatori, strumentazione video- e fotografica in grado di operare a pressioni estreme e nell’oscurità più completa. Inoltre, va detto che le tecnologie utilizzate nella creazione di questo veicolo sono al 100% russe. Molte di esse sono state ideate affidandosi al modello scientifico già esistente, mentre un’altra parte di esse sono tecnologie del tutto uniche che non hanno analoghi nel mondo.

I lavori sul sistema Vityaz sono stati avviati su commissione del Fondo di Ricerche Avanzate con la collaborazione dello Studio di progettazione navale Rubin. Quest’ultimo ha poi selezionato i co-esecutori del progetto i quali a loro volta hanno portato a termine il loro singolo obiettivo. È importante infine osservare che la maggior parte delle soluzioni tecniche all’avanguardia è stata messa a punto con l’aiuto di team composti da giovani esperti.

— È previsto un ulteriore sviluppo del sistema Vityaz-D quali, ad esempio, la sostituzione dell’impianto motore o la creazione di una versione guidata?

— Il sistema Vityaz-D è un veicolo sottomarino autonomo senza pilota e questo rappresenta la sua unicità. Il veicolo è in grado di essere guidato a distanza dall’operatore e di operare in maniera totalmente autonoma. Il sistema dispone di tutte le caratteristiche necessarie per operare in queste condizioni, è in grado di effettuare operazioni di pattugliamento a profondità estreme per più di 100 km. Nessun altro veicolo sottomarino di profondità vanta una autonomia così elevata.

Riteniamo, inoltre, che l’impianto motore del veicolo sia ottimale: è alimentato da accumulatori di carica elettrica. Queste consente al sistema di operare a seconda del carico giornaliero anche in navigazione libera. Le batterie vengono ricaricate a bordo della nave vettore a partire dalla rete elettrica tradizionale. Al momento non si prevede l’applicazione di impianti motore di altra tipologia. Stiamo cercando soluzioni semplici ed efficaci che ci consentano di risolvere problemi complessi garantendo una qualità elevata.

Al momento sono in corso di elaborazione diversi modelli di applicazione futura. Poiché si tratta di un mezzo unico, se ne prevede l’applicazione in molteplici ambiti. Fra i futuri utenti vi sono il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, l’Accademia nazionale russa delle Scienze e il Ministero della Difesa.

— In quali settori può essere impiegato?

— Com’è solito dire, questo sistema è di ampia applicazione. È di fatto assai duttile ed è possibile installarvi le più diverse strumentazioni moderne. Il veicolo è in grado di condurre attività di ricerca, effettuare sondaggi del terreno e dell’acqua. A mio avviso, si tratta di un mezzo che ha un grande futuro per via della sua potenziale utilità per molti. Gli scienziati con il suo aiuto potranno studiare nel dettaglio le caratteristiche geofisiche delle sinora inesplorate profondità oceaniche, le faglie oceaniche, la piattaforma continentale, lo stato e i movimenti delle placche tettoniche, le correnti, la salinità dell’acqua, nonché studiare gli organismi che vivono a queste profondità.

Anche lo studio del fondale artico e la prospezione di combustibili fossili sono attività di sicuro interesse. Le tecnologie al momento non ci sono, ma stiamo lavorando per il futuro. Il Vityaz è in grado di trovare combustibili fossili sul fondo oceanico a qualsiasi profondità. Pertanto, i potenziali consumatori sono numerosi.

— Quanto sono sicuri i sistemi di controlli del Vityaz-D? È possibile, ad esempio, dirottarlo?

— Il veicolo opera in base alle missioni stabilite prima dell’immersione. Il sistema di controllo è protetto e opera in maniera sicura solamente di concerto con l’operatore che gli è stato assegnato e con cui “dialoga” mediante l’apposito canale di comunicazione. Per “dirottarlo” bisognerebbe provare a immergersi alla stessa sua profondità e poi “inseguirlo”.

— Questo veicolo sottomarino di profondità presenta potenzialità di natura commerciale?

— Questi veicoli possono essere prodotti in serie. Il Vityaz-D è un veicolo sicuro e accessibile per i produttori russi. Presenta diversi vantaggi competitivi quali il costo che è molto inferiore a quello dei veicoli di profondità prodotti all’estero.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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