22:54 12 Luglio 2020
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L’effetto Coronavirus non risparmia il mondo del lusso. Secondo alcuni esperti, vi saranno impatti significativi sull’industria che andranno ben oltre il breve termine e la quarantena potrebbe portare a cambiamenti duraturi nel comportamento di acquisto dei clienti del segmento top di gamma.

Per esempio, il Monitor Bain Altagamma prevede un 2020 con una riduzione del giro d’affari tra il 20% e il 35% per i cosiddetti “personal luxury goods”, ovvero quelle categorie su cui si sono concentrati negli scorsi anni gli acquisti aspirazionali di una classe media.

Come cambierà il mercato del lusso? Come reagiranno i brand al post-coronavirus? E che impatto avrà il Covid sulle abitudini di acquisto dei clienti del lusso? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto Stefano Pizzolato, il CEO di Tebro — Biancheria dal 1867, società storica che produce e commercializza prodotti di biancheria per la casa.

— L’emergenza del coronavirus ha sconvolto il mondo del lusso, ha avuto un impatto finanziario negativo e ha spinto i marchi a riconsiderare i fondamenti della loro attività. Come si stanno muovendo il Suo brand oggi? Sieti riusciti a ripartire?

La Tebro ha riaperto la propria attività dal 18 maggio. Nel periodo di lockdown la società ha comunque ripensato a nuove strategie di vendita ed ha programmato degli ammodernamenti nei propri locali per presentare la società con una novità nei confronti della clientela. In particolare, abbiamo deciso di studiare una vendita assistita on line che affiancherà la vendita tradizionale in store. Inoltre, la società ha potenziato la forza lavoro destinata al settore e-commerce puntando ad aumentare il numero dei prodotti presenti nell’on line ed incrementando di molto i servizi offerti. Dal giorno della riapertura le vendite si sono dimostrate buone nei riguardi del mercato domestico. Quasi completamente assenti invece sono le vendite verso il mercato del turismo estero in quanto ancora risultano chiusi i collegamenti con altri stati esteri, tra cui America, Russia, Cina ed altri extra UE.

L'esterno del negozio Tebro - Biancheria dal 1867
L'esterno del negozio Tebro - Biancheria dal 1867
Nel futuro la Tebro si attende un buon andamento delle vendite nei confronti del mercato domestico, avendo molta clientela fidelizzata che è tornata a spendere dal giorno della riapertura. Il mercato turistico invece risulta una incognita più grande in quando la società pur attendendosi un ritorno della clientela straniera non ha una percezione se questo avverrà entro l’estate oppure si dovrà attendere settembre/ottobre. Società come la Tebro, che operano nel mercato alto sino al lusso con una clientela più domestica, risentiranno di meno del calo degli incassi. Mentre società orientate solo al lusso con un mercato spinto verso un turista di topo asiatico o americano avranno tempi di ripresa degli incassi più lunghi.

— E cosa pensa del sostegno fornito dall’governo? Siete soddisfatti?

— In riferimento agli aiuti statali dobbiamo prendere visione che il Governo ha in effetti studiato varie iniziative a sostegno delle aziende e dei lavoratori. Purtroppo, molti degli strumenti messi a disposizione del Governo non hanno potuto ancora sostenere le imprese ed i lavoratori in quanto per motivi burocratici l'aiuto finanziario non è ancora arrivato. Da evidenziare che manca da parte dell'esecutivo una strategia volta al sostegno del mercato interno e dei consumi. Attendiamo con fiducia che il Governo studi anche questi aiuti.

Il negozio Tebro - Biancheria dal 1867
Il negozio Tebro - Biancheria dal 1867

— Dopo mesi di lockdown, i consumatori andranno sempre più alla ricerca di canali d'acquisto che permetteranno il risparmio. Dall'altro lato, il distanziamento sociale ha evidenziato più che mai l'importanza dei canali digitali e il lockdown. In questa ottica, Lei e i Suoi colleghi dell'Associazione dei negozi storici di eccellenza di Roma avete rivisto le vostre strategie per adattarsi a questa nuova realtà?

— Ci si aspetta che i consumatori non tenderanno alla ricerca di prezzi bassi ma di prodotti di qualità. La clientela ha ben compreso l'importanza di prodotti di qualità che soddisfino sia la parte estetica che funzionale dei prodotti. Come indicato nel punto precedente, le società dovranno lavorare tutte al potenziamento di canali social. Sia quelle che prima non avevano una vendita on line sia quelle che l'avevano ma era solo una presenza di immagine ma con poca vendita. Le attività storiche hanno quasi tutte mostrato una particolare attenzione alle vendite on line ed al potenziamento dei canali social. Le attività che vendevano beni di consumo (tessili o altro) avevano già strutturato il settore delle vendite on line, chi più chi meno. Da notare che le società che si sono dovute reinventare una strategia sono state quelle del food. Infatti, i ristoranti ed i bar si sono dovuti prima organizzare con il delivery e poi con le vendite on line inserendosi in alcuni motori di ricerca specializzati nel food on line.

— Come abbiamo visto, le minaci legate al Covid potrebbero trasformarsi all’opportunità. Molti grandi brand hanno convertito la loro produzione — Armani che realizza camicie, Prada e Gucci che stanno producendo mascherine, Bulgari che si focalizza sull’hand sanitizer. Anche la Sua società ha seguito questa strada?

— La Tebro ha studiato e messo a punto degli accessori bedding antivirali certificati come dispositivi medicali. La Tebro è la prima azienda italiana ed aver creato e soprattutto certificato i prodotti bedding come antivirali. Grazie a questi prodotti la società ha ricominciato a lavorare bene con gli alberghi.

— E come, a Suo avviso, sarà il futuro del lusso? Lei d'accordo che nel post pandemia vincerà chi è più sostenibile?

— Il cambiamento era già iniziato prima del Covid. I prodotti sostenibili o green erano una esigenza ed una tendenza già prima della pandemia. Ritengo che non esista un cambiamento vero e proprio nei prodotti che erano già orientati ad una salvaguardia maggiore dell’ambiente quanto ad un nuovo approccio che le aziende dovranno tenere nei confronti della clientela. Le imprese dovranno sempre più essere presenti su molti canali di vendita. E questo comporterà un grande impiego di risorse che solo le aziende più organizzate saranno in grado di porre in essere.

— Si prevede che la Cina sarà l'unico mercato a chiudere l'anno in crescita. Quando invece è previsto il ritorno ai livelli pre-pandemia per le aziende di lusso “Made in Italy”?

— La Cina chiuderà l'anno in crescita solo se non avranno altri periodi di lockdown, ovvero se non avranno altri problemi con il virus. Le aziende del lusso italiane invece potranno tornare ai livelli pre-Covid solo appena la situazione sarà tornata normale, ovvero quando ci si potrà muovere liberamente, senza ostacoli e senza la paura di un contagio. Dire quando avverrà è molto complicato ma presumibilmente tra la fine del 2020 ed inizi 2021 si tornerà a crescere di nuovo. A condizione che non torni di nuovo un virus, lo stesso oppure uno diverso, che blocchi di nuovo il mercato.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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