22:39 12 Luglio 2020
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Nell'articolo pubblicato sul sito kremlin.ru e nella rivista americana National Interest, il presidente russo Vladimir Putin spiega al pubblico occidentale qual è la vera lezione del 75° anniversario della Seconda Guerra Mondiale, evocando il revisionismo storico che mina tutt'oggi le relazioni fra i Paesi.

“Putin fa più volte riferimento agli archivi, chiede alle nazioni occidentali vincitrici della Seconda Guerra Mondiale di aprire a tutto campo gli archivi e, sulla base di questi, intavolare un dibattito storico il più oggettivo possible” – sottolinea Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (Istituto Internazionale per Analisi Globale) a Roma.

Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (The Platform for Future Issues and Challenges)
© Foto : fornita da Tiberio Graziani
Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (The Platform for Future Issues and Challenges)
Attraverso un racconto, a tratti molto personale, Putin pone l’accento sulla responsabilità comune nei confronti della storia, ma anche del futuro. Possiamo dire che Putin ribadisce attraverso la storia l’identità della Russia?

— Il fatto della continuità storica fra l’Unione Sovietica e la Federazione Russa non si ferma qui, perché Putin spesso nei suoi discorsi sottolinea la continuità con il periodo presovietico. Parliamo della continuità storica della Russia ortodossa, non soltanto della Russia atea sovietica. Questo riferimento al patriottismo è tipico della cultura russa: l’identità russa si basa sulla famiglia e sul sentimento patriottico.

Sicuramente il revisionismo storico pone dei seri problemi. Vediamo una reinterpretazione del passato storico ai fini dello scontro politico attuale. È un passato storico che per quanto riguarda la Russia, erede dell’Unione Sovietica, è comune con i Paesi alleati. Questo voler rimescolare le carte ha una finalità di tipo esclusivamente politico e rientra nel contesto della demonizzazione della Russia, quale essa sia sovietica o post sovietica in contrapposizione ai cosiddetti valori occidentali, basati sull’individuo e sul libero mercato.

Il parallelo fra il passato storico e il futuro induce ad una riflessione per gestire meglio il presente e prospettare un futuro più consapevole. Il fatto che Putin abbia fatto riferimento alle 5 grandi potenze è interessante, tuttavia è evidente che il quadro geopolitico è molto cambiato, soprattutto negli ultimi 10 anni. Fare riferimento esclusivamente alle 5 potenze forse è troppo poco, perché molte di queste potenze appartengono ad un campo ben specifico, quello occidentale guidato dagli Stati Uniti. Per trovare soluzioni post-Covid bisogna introdurre in questo consesso anche altre potenze come l’India e il Brasile.

Volevo in conclusione sottolineare una curiosità: durante il suo lungo articolo Putin fa più volte riferimento agli archivi, chiede alle nazioni occidentali vincitrici della II Guerra mondiale di aprire a tutto campo gli archivi e, sulla base di questi, intavolare un dibattito storico il più oggettivo possibile. La Russia da questo punto di vista ha fatto molto. Mi rendo conto che tutto non si può aprire, dopo 75 anni però occorre essere il più oggettivi possibili.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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