03:32 30 Ottobre 2020
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Diversi comuni italiani, fra cui la capitale, promuovono attivamente la micro mobilità urbana riempiendo le città di monopattini da noleggiare. Niente patente, nessuna omologazione, un mezzo green abbastanza veloce con cui evitare il traffico. Sì, ma è anche di un veicolo pericoloso. Molti ignorano le regole, nel frattempo aumentano gli incidenti.

In seguito agli incentivi del governo per l’acquisto dei monopattini elettrici molte città italiane sono già invase di monopattini pronti ad essere noleggiati. I cittadini dopo l’emergenza Coronavirus evitano ben volentieri i mezzi pubblici optando per il monopattino elettrico. A mancare però è una campagna informativa seria sulle regole e sui pericoli legati a questo veicolo.

La prima vittima è un signore di 60 anni, morto nel Bolognese. Preoccupa inoltre l’aumento di incidenti in cui sono coinvolti i monopattini elettici. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Giordano Biserni, presidente dell’Asaps (Associazione sostenitori e amici della polizia stradale), una delle principali agenzie di sicurezza stradale italiana.

— È scoppiata la moda dei monopattini elettrici. Oltre agli incentivi del governo per l’acquisto del monopattino, molti lo preferiscono ai mezzi pubblici dopo l’emergenza Coronavirus. Aumentano però anche gli incidenti. Giordano Biserni, è un mezzo alquanto pericoloso, no?

— Sì, è una situazione che preoccupa. Il monopattino ha acquisito la dignità di veicolo dal primo marzo scorso, è un veicolo a tutti gli effetti, paragonabile in larga parte ad un velocipede. È un mezzo diffuso in tutta Europa, non è inquinante, per ogni monopattino magari si può pensare che ci sia una vettura in meno sulla strada. Il principio è favorevole, il problema è che questa tipologia di veicolo ha delle connotazioni di rischio oggettive.

È utilizzato prevalentemente da un pubblico giovanile, anche se la prima vittima in Italia aveva 60 anni. I giovani tendono a confondere il concetto di movimento con il concetto di divertimento, questo sulla strada non è ammissibile. Alcuni pensano che sulla strada questo veicolo non abbia delle regole.

— Non è un giocattolo, infatti, ma un veicolo a tutti gli effetti. Quali sono le regole?

— Rispetto ai velocipedi ci sono delle differenze sostanziali.

  • È un veicolo a due ruote a propulsione non muscolare, funziona con un motore elettrico che non deve superare i 500 Watt.
  • Non deve superare i 25 km orari nelle strade, che diventano 6 km orari nelle zone pedonali dei centri urbani.
  • Fuori dai centri urbani deve girare assolutamente sulle piste ciclabili.
  • Una delle connotazioni più importanti è che non lo possono guidare tutti, ma solo coloro che hanno compiuto 14 anni.
  • Dai 14 ai 18 anni inoltre il veicolo richiede che si utilizzi il casco.
  • Nelle ore serali i conducenti devono indossare un giubbetto di alta visibilità, luci anteriori e posteriori.
  • Non possono portare altre persone.
  • Non si può trasportare niente, deve essere guidato sempre con due mani.
  • La bicicletta invece può essere guidata con una mano purché l’altra sia libera.
Va ricordato che non richiede omologazioni, patenti, carta di circolazione. Abbiamo già istituito un osservatorio degli incidenti, ne abbiamo già registrati 14 subito dopo la riapertura, 22 incidenti fino alla data del 12 giugno scorso.

La nostra preoccupazione è vedere come questo mezzo, con caratteristiche sicuramente interessanti, ma che richiede doti di equilibrio e prudenza, si amalgamerà nel sistema stradale italiano. È importante che i sindaci predispongano piani della mobilità e di emergenza affinché ci sia coesistenza con gli altri protagonisti della circolazione stradale e con gli altri utenti deboli: i pedoni, i ciclisti, i disabili.

— I monopattini sono molto pubblicizzati dalle città. È necessaria pero maggior chiarezza e comunicazione in merito alle regole e ai rischi?

— Assolutamente. Bisogna fare una comunicazione mirata, specifica sulle regole, sulle condizioni tecniche del veicolo. Quando questi mezzi saranno 500 mila vorremmo sapere come saranno arbitrate le condizioni della circolazione e della sicurezza.

— Che cosa è necessario per garantire maggiore sicurezza ed evitare l’aumento degli incidenti con i monopattini?

Polizia municipale di Torino
© Sputnik . Наталья Селиверстова
— Servirà fissare delle regole ben precise. Personalmente se fossi il papà di un ragazzo che vuole utilizzare il monopattino la prima cosa che farei è una bella copertura assicurativa. Se un mezzo del genere inforca un altro ciclista, un pedone o una moto e provoca lesioni mortali con questo mezzo è come se il ragazzo viaggiasse con il nostro appartamento attaccato con un filo di spago al monopattino.

Rileviamo un’incertezza totale dal punto di vista informativo. Ricordiamo: niente uso del cellulare, non viaggiare contro mano, non passare con il rosso. Chi deve fare osservare tutto ciò? La polizia locale, la polizia stradale e le altre forze di polizia. Non ci dicano che non ci sono, perché quando si è trattato di fare osservare le regole del lockdown abbiamo visto schieramenti di polizia come non vedevamo dai tempi del terrorismo.

Volendo le forze di polizia ci sono. Tornati sulle strade dopo l’emergenza Coronavirus sono già 8 i motociclisti morti nello scorso fine settimana, nel ponte del 2 giugno 16 motociclisti hanno perso la vita. Noi non pensiamo che vada militarizzato il territorio, ma ci deve essere una condizione di controllo severo con delle sanzioni che per alcuni aspetti, a nostro modo di vedere, andrebbero un po’integrate. Per le violazioni importanti con il monopattino andrebbe sequestrato temporaneamente il mezzo.

Potrebbe arrivare il segnale che con questo mezzo hai un modo straordinario per muoverti in libertà, per non subire i rallentamenti del traffico, ma ricordiamo: vanno rispettate le regole. Se non si rispetteranno le regole i motivi di preoccupazione non mancheranno.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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