02:16 14 Agosto 2020
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L’Arena di Verona dal 1913 è il più grande palcoscenico d’opera all’aperto del mondo. Ogni anno la stagione lirica all’Arena di Verona diventa un grande fattore di richiamo culturale e turistico per l’intera città scaligera.

Certamente questo appuntamento musicale di fama mondiale rappresenta un importante valore aggiunto che va a sommarsi alla grande ricchezza artistica di Verona, una tra le città più belle d’Italia per i suoi monumenti storici e per il suo aspetto paesaggistico.

Quest’anno a causa dell’attuale emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 l’amministrazione comunale ha optato per un’edizione speciale che, in certo modo, rappresenterà un evento unico nella storia dei Festival lirici veronesi.

Sarebbe stato un peccato “spegnere” l’Arena per le ovvie ragioni contingenti, quindi si è deciso di sostituire la programmazione del 2020, la 98° edizione del Festival lirico, col progetto “nel cuore della musica”

Federico Sboarina
© Foto : Federico Sboarina
Federico Sboarina

Il calendario già programmato per quest’anno verrà riproposto l’anno prossimo con lo stesso repertorio, al suo posto verranno allestiti concerti lirico-sinfonici, che vedranno comunque la partecipazione di artisti italiani e internazionali, in una cornice scenica inedita, degna dello spirito “scenografico” degli antichi anfiteatri romani.

Per presentare questo nuovo, inedito progetto, Sputnik Italia ha raggiunto il sindaco di Verona, il dottor Federico Sboarina.

— Signor sindaco, innanzitutto com’è la situazione a Verona dal punto di vista della sicurezza sanitaria?

Festival del costume russo a Verona
© Sputnik . Eliseo Bertolasi
— In questo momento la situazione è sicuramente molto migliorata. Proprio ieri il governatore Luca Zaia ha comunicato che siamo a “zero” ricoveri in terapie intensive, significa che la linea del contagio è scesa e si è praticamente azzerata. Vediamo anche dei report quotidiani su base veneta, si parla di uno, due, tre, zero contagi al giorno, il che significa che la fase difficile, soprattutto quella che abbiamo passato a Verona tra la metà di marzo e la metà di aprile è già ampiamente passata. Ovviamente bisogna sempre prestare attenzione a tutte quelle abitudini che abbiamo acquisito in queste settimane, mi riferisco all’uso della mascherina, il distanziamento sociale, il lavaggio delle mani.. Verona è ripartita, tutte le attività sono riaperte: bar, ristoranti, stiamo riaprendo i musei, abbiamo riaperto l’Arena il 31 maggio ai visitatori. Di fatto, la città è tornata alla sua normalità, certamente, però, oggi abbiamo bisogno di turisti. Verona è una città che vive anche e soprattutto attraverso il turismo. Il turismo significa: alberghi, negozi, bar, ristoranti, musei, quindi buona parte della nostra economia. Noi siamo pronti a riaccogliere i milioni di turisti che regolarmente giungevano a Verona almeno fino all’inizio dell’epidemia.

Un inedito allestimento scenico

— Verona è ripartita, questo è un dato estremamente positivo; anche quest’anno verrà quindi allestita la stagione lirica all’Arena?

— Noi dovevamo iniziarla il 13 giugno, ovviamente non c’erano i tempi e non si poteva fare. Conseguentemente, la stagione del 2020 è stata traslata nel 2021, tra l’altro sarà una stagione straordinaria, ci basti pensare che la “prima” all’Arena, l’anno prossimo, sarà diretta dal maestro Riccardo Muti. Nel 2020 abbiamo comunque deciso di riaprire, io preferisco dire “accendere” l’Arena. “Riaccendiamo” quindi l’Arena con quella che io non esito a definire un’edizione straordinaria: ci saranno concerti lirico-sinfonici a partire dal 25 luglio fino alla fine di agosto con la partecipazioni di grandissimi artisti. Stiamo definendo il cast: tornerà all’Arena e poi ritornerà anche l’anno prossimo il soprano russo Anna Natrebko, poi Placido Domingo che canterà sia quest’anno, che l’anno prossimo.

© Foto : Fondazione Arena di Verona
Rappresentazione virtuale dell'allestimento scenico all'Arena di Verona del Festival lirico 2020

Sarà un’edizione straordinaria perché metteremo una sorta di pedana, di palco centrale e tutta l’Arena, intorno, sarà completamente nuda. Io preferisco usare il termine “nuda” rispetto a vuota, perché vuota da l’idea di un’Arena senza gente, “nuda”, invece, senza le infrastrutture sceniche.

Per questo dico, un’Arena come non è mai stata vista, o meglio, la si può visitare ora da turisti. Ma l’Arena con dei concerti lirico-sinfonici, che si presenterà con un palco centrale, il coro lungo il perimetro dell’ellisse e gli spettatori tutt’intorno sulle scalinate, un po’ come ai tempi degli antichi romani, non la si è mai vista prima. L’abbiamo chiamata edizione straordinaria proprio perché sarà unica e irripetibile. È per questo che continuo a dire: “venite all’Arena quest’anno perché la vedrete come nessuno l’ha mai vista e come nessuno la vedrà mai”; dall’anno prossimo ritorneremo con il suo schema abituale.

Il problema che però abbiamo quest’anno, è che il governo c’impone di far entrare all’interno dell’Arena un massimo di mille persone per il previsto distanziamento sociale. Noi in realtà abbiamo fatto un protocollo sanitario che ho già mandato al ministro Dario Franceschini in cui, pur rispettando tutti i protocolli sanitari, riusciamo ad accogliere circa 3.000 persone, che sono sempre meno alle 13.500 della capienza totale dell’anfiteatro, ma sono tre volte di più rispetto alle mille previste dal governo. Anche questa limitazione per le poche persone che potranno entrare renderà ancor più appetibile, quest’anno, il fatto di esserci. Ecco stiamo lavorando su questo aspetto.

Verona, “ponte” tra la Russia e l’Europa

— Prevede che questo evento artistico “esclusivo” possa comunque rappresentare un fattore di richiamo per il turismo a Verona?

— Certo! Io, tra l’altro, punto molto sulla riapertura delle frontiere con gli altri stati europei e non solo europei. Anche se abbiamo un importante turismo di prossimità, il turismo a Verona rimane soprattutto un turismo essenzialmente straniero. Sul lago di Garda abbiamo tantissimi turisti tedeschi e dei Paesi Bassi, in città, il terzo paese come numero di turisti è rappresentato dalla Russia. Coi nuovi voli all’Aeroporto di Verona, da San Pietroburgo e da Mosca, siamo nell’ordine di centinaia di migliaia di russi che ogni anno vengono a visitare la nostra bella città. Ma non si tratta solo di voli sul nostro aeroporto, c’è anche questo grande legame che unisce la Russia e l’Italia tramite la cultura, l’arte, il teatro, anche la musica. Nascono tante sinergie ed è per questo che Verona è così apprezzata dai russi. Tra l’altro, ogni anno, ad ottobre a Verona abbiamo il Forum Eurasiatico, anche questo, evidentemente, è un fattore importante. È l’unico evento a livello europeo dove il mondo russo ed eurasiatico s’incontra col mondo economico e politico non solo dell’Italia ma anche dell’Europa. Verona è la “porta d’ingresso”, “il ponte” tra l’Eurasia, la Russia e il resto d’Europa.

— Avete in programma azioni di promozione per questa stagione esclusiva all’Arena?

— Si! Ci stiamo lavorando. Il 12 di questo mese presenteremo il programma dell’evento attraverso una conferenza stampa rivolta ai media nazionali e internazionali. La sovrintendenza gestisce le iniziative promozionali.

Tra l’altro, noi abbiamo un’eccellenza del Veneto, il tenore Cristian Ricci che so ci rappresenta degnamente anche nei teatri russi. 

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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