20:45 24 Ottobre 2020
Interviste
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Grecia e Italia hanno raggiunto un accordo circa la delimitazione di zone economiche speciali (ZES) nel mar Jonio. Kostas Ifantis, docente di Relazioni internazionali presso l’Università Panteion di Atene, ha espresso il proprio parere circa questo accordo in un’intervista rilasciata a Sputnik.

“Tutti i dettagli erano stati concordati già tempo fa, non c’era niente di nuovo. L’accordo tra Grecia e Italia avrà grande importanza se considerato una misura di contrasto all’operato della Turchia e, in particolare, al memorandum tra Turchia e Libia sulla delimitazione di giurisdizioni marittime nel Mediterraneo”.

“La Grecia dimostra di riuscire a trovare risposte a questioni rimaste aperte e di operare sulla base di una corretta interpretazione delle norme di diritto internazionale la quale non dipende dall’interpretazione fornita dai turchi”.

Tuttavia, è sempre esistito un “grave” problema. Gli italiani non firmavano l’accordo perché erano molto preoccupati per il “gambero rosso” dello Jonio:

“L’accordo è stato bloccato per le questioni relative ai diritti dei pescatori italiani di praticare la pesca. Gli italiani non hanno fino ad oggi mai voluto firmare l’accordo perché pensavano che, se la Grecia avesse esteso le proprie acque territoriali di 12 miglia nautiche, non sarebbero più riusciti a pescare in acque comprese entro le 6 miglia nautiche”.

Il governo greco non aveva acconsentito all’accordo fino ad adesso. La domanda che sorge spontanea relativamente all’accordo firmato è: significa forse che il governo greco ha dovuto fare un passo indietro?

“I dettagli rimangono ancora ignoti. Tuttavia, la situazione dei rapporti con la Turchia ci dimostra che l’ultimo nostro pensiero dovrebbe essere dove operano i pescatori italiani”.

Il problema principale dopo la firma dell’accordo con l’Italia è la conclusione il prima possibile dei negoziati con l’Albania e, soprattutto, l’Egitto.

“Forse agli albanesi la Grecia serve più che alla Turchia per entrare in Unione europea”.

Inoltre, secondo il docente, la Turchia starebbe tentando di affrettare le cose poiché sa che la Grecia sta conducendo dei negoziati con l’Egitto i quali potrebbero portare presto alla conclusione di un accordo politico. Dunque, la Turchia intende accelerare le operazioni di trivellazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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